curiosi

sabato 18 agosto 2012

http://www.ansa.it-Miss mondo: e' cinese la piu' bella della Terra

Miss Mondo 2012 e' una cinese di 23 anni, Yu WenxiaE' cinese Miss Mondo 2012. Yu Wenxia, 23 anni, è stata scelta tra 115 concorrenti a Ordos nella Mongolia interiore, regione autonoma nel Nord della Cina. Miss Mondo 2011, la venezuelana Ivian Sarcos, ha consegnato la corona alla nuova detentrice del titolo nel corso di una cerimonia organizzata nel futuristico stadio Dongsheng della città, situata al confine del deserto del Gobi.

http://www.repubblica.it-LA LETTERA DI FINI.......


"Nuove regole per la mia scorta
Cancellieri intervenga subito""Nuove regole per la mia scorta Cancellieri intervenga subito"

Il presidente della Camera scrive a Repubblica. E chiede un intervento del ministro dell'Interno per cambiare le regole sulla sua protezioneCaro direttore, il bell'articolo "L'estetica della scorta" 1, di Francesco Merlo, mi dà l'occasione per qualche considerazione che affido ai lettori di Repubblica. Il direttore di Libero, Belpietro, fa ciò per cui è lautamente pagato. Sostituisce il fango all'inchiostro (parole di Merlo) per bastonare l'avversario politico e compiacere il padrone. Non è il primo e non sarà di certo l'ultimo giornalista a trasformare in modo volgare e patetico il giornalismo d'inchiesta da indispensabile presupposto della libertà di stampa a grottesca caricatura della più ottusa faziosità. Ne risponderà, come tante altre volte, in tribunale. 


Ma non è questo l'aspetto che più mi fa riflettere e mi preme sottolineare. È il silenzio distratto del mondo politico istituzionale, con le sole eccezioni del Presidente Schifani e dell'onorevole Casini. Intendiamoci bene. Non chiedo nessuna solidarietà. Non ne ho alcun bisogno perché è certo e incontestabile che nella organizzazione del servizio di scorta alla mia persona non ho avuto alcun ruolo dipendendo tutto esclusivamente dagli uffici del Viminale. È una verità, una regola, che vale per il presidente della Camera come per i tanti esponenti istituzionali e politici per cui si ritiene necessario predisporre, e non è certo l'interessato a farlo, misurepiù o meno rigide di scorta e di sicurezza.

Non credo che gli onorevoli Alfano, Bersani, Di Pietro, Maroni - solo per citare i segretari di partito - si siano compiaciuti leggendo le falsità di Libero sul mio conto. Però mi chiedo: possibile che non abbiano pensato che quando si scrivono falsità così volgari per mettere qualcuno alla berlina quale "satrapo della casta e sperperatore di pubblico denaro" si alimenta un sentimento giacobino di delegittimazione di tutta la politica? Oggi è toccato a me, domani potrebbe toccare a loro perché anch'essi hanno la scorta, più o meno numerosa. Perché anch'essi rappresentano il Palazzo, con il potere e i privilegi, veri o presunti, propri dello status di ottimati della Repubblica...

Ha scritto Merlo: "Fini non può non accorgersi di essere protagonista di un privilegio (legale). Così degradata, infatti, quella scorta non lo protegge ma lo omaggia. Ed è così che in Italia ogni scorta diventa la corte del potente di turno, non più luogo e mezzo militare per 'scorgerè il pericolo ma ornamento e abbellimento di 'cortesia'". Non sono d'accordo. Gli uomini e le donne impegnati ogni giorno nei servizi di scorta non omaggiano proprio nessuno. Fanno il loro dovere con professionalità e sacrificio, non certo perché ben pagati, anzi... Personalmente li considero dei collaboratori preziosi da rispettare, non certo dei famigli. 
Non è comunque questo il punto, bensì che è tutto il sistema che va rivisto per limitare costi e sprechi, per impedire abusi, per snellire e razionalizzare i servizi di scorta. Con una certa sorpresa, perché colpevolmente non me ne ero accorto in precedenza, ho letto che il ministro Cancellieri ha confidato a Merlo di voler cogliere l'occasione per "rilanciare la battaglia che da tempo vuol condurre a testa alta sull'uso e l'abuso delle scorte". Molto bene, lo faccia subito e non solo a parole. Non dubito né della sua volontà né delle sue capacità. Dubito che possa riuscirvi se non avrà il sostegno convinto delle burocrazie ministeriali e soprattutto se il mondo politico non saprà trarre da questa vicenda agostana l'occasione per uno scatto di reni, per dimostrare concretamente di non essere una casta. 

Ha scritto ancora Merlo: "Fini potrebbe dare il suo piccolo-grande contributo rimodulando le proprie vacanze in modo più controllabile, più civile, più gestibile. Spetta a lui rientrare nel principio di uguaglianza e sottrarsi, senza ovviamente compromettere la sicurezza, a un regolamento che rischia di trasformare il suo diritto alle vacanze in un privilegio costoso per lo Stato...".  Anche se non credo che raggiungere quando posso la famiglia ad Ansedonia (non a Miami) renda necessario rimodulare le mie vacanze in modo più controllabile, più civile, più gestibile... sono comunque d'accordo con Merlo. Specie quando sostiene che spetta a me rientrare nel principio di uguaglianza e sottrarmi al regolamento del ministero degli Interni. Per poterlo fare chiedo pubblicamente al ministro Cancellieri di intervenire subito, nelle modalità che riterrà più opportune, per consentirmi di non godere più di un "privilegio legale".

E chiedo ai tanti esponenti politici scortati di far sentire anche la loro voce e di agire. Non contro Belpietro (che ovviamente ha la scorta) ma contro quel muro di gomma e di ipocrisie che fa sì che in Italia cambiare le cose sia impossibile, a tal punto che perfino per vivere senza essere scortati pur non avendolo mai chiesto, occorre un trattamento di favore, una vera e propria raccomandazione! Può apparire una piccola questione ma, a ben vedere, non lo è, perché dietro all'estetica della scorta c'è la credibilità della nostra democrazia e la sua capacità di migliorarsi.
 

http://www.ilfattoquotidiano.it-Scorte di Stato: una spesa da 250 milioni di euro. Ecco quelle “eterne”


La vicenda delle guardie del corpo di Fini in vacanza ha consentito di riaprire la questione del costo della protezione offerta dallo Stato a circa 600 personalità italiane sotto tutela. Un reparto che impegna circa 4 mila uomini e 2mila macchinemacchina scorta interna nuovaSpreco. Una parola che il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ha pronunciato in un’assolata giornata di Ferragosto, parlando della necessità di rivedere il meccanismo che regola le scorte ai politici e non solo. Complice la polemica che ha coinvolto il presidente della Camera, Fini, e i suoi 9 uomini di stanza ad Orbetello per coprire la sicurezza del leader di Fli e della famiglia in vacanza, il ministro non si è fatta pregare a dire che, in tempi di crisi come questi bisogna tagliare, senza furore ideologico, pur riconoscendo che “sono tante le attenuanti quando bisogna garantire la sicurezza e il diritto alle vacanze degli uomini dello Stato, specie nella stagione estiva; ma il regolamento deve cambiare e anche la sensibilità dei singoli deve entrare in sintonia con la sensibilità dei tempi, perché il danaro dei cittadini può e deve essere speso meglio, molto meglio”. Parole dettate dal buon senso che, però, hanno insolentito Italo Bocchino. Il braccio destro di Fini ha sparato contro il ministro a palle incatenate: “Dopo le frasi sulle scorte, Monti ammetta che il ministro Cancellieri è inadeguata al ruolo”.

Dal governo nessuna replica, ma dalla Presidenza della Camera eccome: “Ribadisco la mia totale fiducia nel ministro – ha risposto Fini, sconfessando platealmente Bocchino – anche per quanto riguarda le scorte”. Fini poi in una lettera aperta a Repubblica ha chiesto “pubblicamente al ministro Cancellieri di intervenire subito, nelle modalità che riterrà più opportune, per consentirmi di non godere più di un ‘privilegio legale’”.
La vicenda della scorta di Fini in vacanza, però, ha consentito di riaprire la questione del costo della protezione offerta dallo Stato a circa 600 personalità italiane sotto tutela. È un reparto, quello delle scorte, che impegna circa 4 mila uomini e 2mila macchine. E pesa nelle tasche dei contribuenti per circa 250 milioni di euro l’anno. Per rendere sempre più efficiente il servizio, negli ultimi tre anni sono state acquistate oltre 2 mila nuove auto, per una spesa di circa 120 milioni di euro: si tratta di circa 600 Bmw delle serie 3 e 5, di un centinaio di Audi 6, ciascuna del costo di 140mila euro (sono auto blindate) a cui si aggiungono 300mila euro spesi per l’acquisto di Audi A8 e Bmw7. Non esiste un censimento esatto dell’autoparco blindato ma alla fine il numero dovrebbe aggirarsi intorno alle 1500 macchine.
Bisogna ricordare una cosa. Che le auto delle scorte servono soprattutto per garantire la sicurezza di 263 magistrati, la metà dei quali si trova in Sicilia e Calabria; 90 parlamentari e uomini di governo; 21 sindaci e governatori regionali; 21 ambasciatori e otto tra sindacalisti e giornalisti tra cui Maurizio Belpietro, il direttore di Libero, che è sotto scorta da otto anni. Comunque, a sedici di queste persone spetta il dispositivo massimo, ossia due o tre auto blindate con oltre otto agenti in dotazione. Altri 82 hanno una doppia macchina con sei uomini armati, mentre 312 dispongono di una sola auto corazzata con una coppia di agenti. A ulteriori 174 personalità, invece, è stata concessa una vettura normale con uno o due militari di tutela.
In totale il ministero dell’Interno ha disposto 585 servizi di protezione ravvicinata che, nel dettaglio, significano 650 vetture antiproiettile, 300 auto non blindate, circa duemila tra agenti, finanzieri, carabinieri e guardie carcerarie più altri 400 uomini per vigilare su case e uffici. In molti casi alternati su due turni, con spesa doppia per personale e macchine (vedi il caso Fini). Ci sono, poi, le cosiddette “scorte eterne”. Ovvero quel tipo di protezione che non termina nonostante sia venuta meno, nel tempo, il motivo della tutela. Secondo l’elenco del sindacato di polizia Coisp numerose personalità continuano ad usufruire del servizio pur non ricoprendo più alcuna carica: Oliviero Diliberto da dieci anni continua a girare con autista e agente; l’ex deputato Carlo Taormina ha ben quattro uomini; Mario Baccini, che non è più sottosegretario dal 2005, ha ancora cinque guardaspalle. Tra gli ex presidenti di Camera e Senato, Irene Pivetti ha avuto la scorta per oltre dieci anni (ma ora non più) e Fausto Bertinotti è ancora scortato da agente al seguito. L’ex governatore calabrese, Agazio Loiero, ha tre finanzieri e quattro il leghista Federico Bricolo. Alcune di queste figure sono già in via di revisione.
da Il Fatto Quotidiano del 17 agosto 2012