curiosi

lunedì 27 maggio 2013

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=178243

Luce e gas, bollette sempre più care


Aumenti per le famiglie italiane dell'11,2 per cento per la luce e 10,3 per il gas
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Rincari
Rincari
Roma, 27-05-2013
Tra la seconda meta' del 2011 e la seconda meta' del 2012 le famiglie italiane hanno visto crescere la loro bolletta della luce dell'11,2%, uno dei maggiori aumenti registrati nell'Ue, e del 10,6% per il gas. In Ue i prezzi dell'elettricita' per le famiglie sono aumentati del 6,6% e quelli del gas del 10,3%. Lo comunica Eurostat.


Nell'Ue i prezzi dell'elettricita' per le famiglie erano gia' aumentati tra il 2010 e il 2011 del 6,3%, e quelli del gas del 12,6%. Le famiglie che nel 2012 han visto crescere di piu' le bollette dell'elettricita' sono quelle di Cipro (+21%), Grecia (+15%), Italia (+11%), Irlanda e Portogallo (+10), Bulgaria, Spagna e Polonia (+9%).

I prezzi piu' alti, pero', sono stati registrati in Danimarca (29,7 euro per 100 kWh), Cipro (29,1), Germania (26,8) e Italia (23) a fronte di un prezzo medio Ue di 19,7, ma se espressi in termini di potere d'acquisto le bollette elettriche piu' pesanti sono state quelle pagate dai cittadini di Cipro (32,9), Germania e Polonia (25,9), Portogallo (25,7) e Ungheria (25,5). 

http://www.lastampa.it-Trattativa Stato-mafia, al via il processo Mancino: non posso stare qui con i boss

Trattativa Stato-mafia, al via il processo Mancino: non posso stare qui con i boss

ANSA
L’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino saluta il procuratore della Repubblica Francesco Messineo nell’aula bunker del carcere Pagliarelli al processo sulla trattativa Stato-mafia

Prima udienza nell’aula bunker
di Palermo: alla sbarra ex vertici
del Ros, capi delle cosche e politici
L’ex ministro contestato a fine udienza dai militanti di “Agende rosse” che gli gridano: “Vergogna!”
PALERMO
Proprio nel giorno del ventesimo anniversario della strage di via dei Georgofili a Firenze, avvenuta il 27 maggio del 1993 e che fu un altro messaggio di Cosa nostra alla politica, a oltre mille km di distanza ha preso il via questa mattina, nell’aula bunker del carcere palermitano di Pagliarelli, davanti ai giudici della corte d’assise, il processo sulla trattativa tra Stato e mafia. Sul banco degli imputati esponenti dello Stato e di Cosa nostra.  

Sono dieci gli imputati: i capimafia Totò Riina, Leoluca Bagarella, Antonino Cinà, ma anche l’ex senatore Marcello Dell’Utri,l’ex Presidente del Senato Nicola Mancino, gli ex vertici del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno, il pentito di mafia Giovanni Brusca e il collaborante Massimo Ciancimino. Quest’ultimo è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e calunnia all’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, mentre Mancino, deve rispondere di falsa testimonianza. Per tutti gli altri otto imputati il capo d’accusa è di violenza o minaccia a Corpo politico dello Stato. Il processo è stato rinviato al 31 maggio e quando è uscito dall’aula manifestanti del movimento delle Agende rosse hanno contestato l’ex ministro dell’Interno Mancino. «Vergogna, vergogna», hanno gridato i dimostranti, una ventina, che in precedenza avevano scandito anche «Fuori la mafia dallo Stato».  

Durante l’udienza la Procura ha preannunciato che contesterà una nuova aggravante all’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino, imputato di falsa testimonianza nel processo per la trattativa Stato-mafia. Dal canto suo, Mancino si è lasciato andare ad un duro sfogo: «Non posso stare nello stesso processo in cui c’é la mafia». L’ex ministro ha spiegato che chiederà lo stralcio della sua posizione. «Io ho combattuto la mafia e non posso stare insieme ai boss della mafia in un processo. Che uno per falsa testimonianza debba stare in Corte d’assise non lo accetto. Comunque ho fiducia e speranza che venga fatta giustizia e che io esca a più’ presto dal processo». Sulla richiesta di stralcio, il procuratore di Palermo Francesco Messineo ha spiegato che «quella di Mancino è una posizione che già era stata espressa nel corso dell’udienza prelimnare e sulla quale c’è stata già una pronuncia provvisoria». «Ritengo che la difesa di Mancino saprà svolgere egregiamente il suo compito proponendo quei temi che ritiene adeguati per il cliente». Due posizioni sono invece già state stralciate. Si tratta dell’ex ministro Calogero Mannino e del boss Bernardo Provenzano. Il primo ha scelto il rito abbreviato mentre il capomafia, a causa delle sue condizioni di salute, viene giudicato in un processo parallelo davanti al gup Piergiorgio Morosini.  


Il processo è stato rinviato a venerdì. Lo ha deciso il presidente della Corte, Alfredo Montalto, accogliendo una richiesta del Pm, che ha fatto presente di aver bisogno di un termine prima di esprimere il proprio parere sulle domande di costituzione di parte civile, dato l’alto numero delle istanze. Oggi hanno chiesto alla Corte di costituirsi parte civile la Regione Toscana, il Comune di Firenze, l’associazione Vittime dei Goergofili e altre associazioni antimafia toscane, l’associazione Addiopizzo di Palermo, l’associazione Giuristi democratici, l’associazione Libera di don Luigi Ciotti, Salvatore Borsellino a titolo personale (è già presente col movimento delle Agende rosse), i familiari dell’eurodeputato della Dc Salvo Lima, ucciso dalla mafia nel 1992, e dal Comune di Palermo nei confronti di Nicola Manino, unico imputato riguardo al quale l’amministrazione non era stata ammessa dal Gup.  

Sono complessivamene 178 i testimoni citati dalla Procura, tra i quali il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il Presidente del Senato Piero Grasso. Mentre l’associazione Libera ha già fatto sapere che chiederà di costituirsi parte civile. L’accusa è sostenuta dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi e i pm Nino Di Matteo, Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene. In un primo momento c’era anche Antonio Ingroia, poi partito per il Guatemala. In aula anche Massimo Ciancimino, che ha avuto un breve dialogo con Salvatore Borsellino. «Gli ho fatto le condoglianze per la morte di Agnese», ha spiegato il figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo. Tra gli imputati ha preso posto anche il generale Antonio Subranni, ex comandante del Ros dei carabinieri.  

Secondo i magistrati che rappresentano l’accusa del processo, la trattativa tra pezzi dello Stato e i vertici di Cosa nostra sarebbe iniziata nella primavera del 1992, cioè subito dopo l’omicidio dell’eurodeputato Dc Salvo Lima e sarebbe proseguito almeno fino al 1994, il giorno del fallito attentato allo Stadio Olimpico di Roma dove Cosa nostra voleva uccideere centinaia di Carabinieri. A prendere i primi contatti con esponenti della mafia corleonese sarebbero stati, appunto all’inizio del 1992, l’allora colonnello del Ros Mario Mori e dall’allora capitano Giuseppe De Donno, che chiesero di vedere Vito Ciancimino, l’ex sindaco mafioso di Palermo, che aveva contatti con Totò Riina e Bernardo Provenzano. Al centro del processo le telefonate tra l’ex consigliere giuridico del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, Loris D’Ambrosio, morto la scorsa estate, e l’ex Presidente del Senato Nicola Mancino. Colloqui telefonici iniziati il 25 novembre del 2011 e proseguiti fino al 5 aprile del 2012, e tutte intercettate dalla Procura di Palermo.  

http://www.corriere.it-L'assassino: «Fabiana tentò di difendersi» La madre di lei: «Vittima anche quel ragazzo»

L'assassino: «Fabiana tentò di difendersi»
La madre di lei: «Vittima anche quel ragazzo»

La confessione dell'assassino: «Cercò di togliermi la tanica dalla mano nonostate l'avessi accoltellata più volte» 

Ha tentato di togliere di mano al suo omicida la tanica di benzina con la quale intendeva darle fuoco, Fabiana Luzzi, la sedicenne uccisa dal fidanzato di un anno più grande a Corigliano Calabro. Lo ha detto, secondo quanto si è appreso, lo stesso ragazzo nel corso dell'interrogatorio. Intanto la la madre di lei, durante un colloquio con l'arcivescovo di Rossano, dice che «anche quel ragazzo è una povera vittima». Il monsignore, Santo Marcianò, conversando con la donna aveva parlato di un possibile recupero dell'omicida.
INTERROGATORIO - Interrogato, l'omicida ha detto che la ragazza, benchè ferita da diverse coltellate inflitte al culmine di una lite per motivi di gelosia, ha reagito sino all'ultimo per sottrarsi alla morte. Quando si è resa conto che lui intendeva bruciarla, si è alzata e gli si è buttata addosso, cercando di versare per terra il contenuto della tanica. Poi, probabilmente perchè indebolita dalle coltellate, è ricaduta a terra ed il giovane le ha dato fuoco.
Fabiana Luzzi, 16 anni barbaramente uccisaFabiana Luzzi, 16 anni barbaramente uccisa
LA RICOSTRUZIONE - – Un nuovo sconcertante particolare che va ad aggiungersi alla ricostruzione fatta dai carabinieri. E alla ricostruzione di quello sconvolgente omicidio. Gli investigatori una cosa l'hanno accertata. Lui l'ha bruciata quando ancora era viva. D.M., 17 anni, ha ammesso di aver prima accoltellato Fabiana e poi di averla cosparsa di benzina e quindi, mentre lei pregava di non farlo, le ha dato fuoco. Un racconto raccapricciante quello del giovane che ha ammesso davanti ai carabinieri di aver ucciso la sua fidanzata per gelosia. La città di Corigliano è sotto choc per questo assurdo delitto. La gente ha atteso per ore davanti la caserma dei carabinieri, per cercare di vedere in faccia l’assassino di Fabiana Luzzi, 16 anni a giugno. Il giovane assassino, avrebbe ucciso la sua fidanzata al culmine di una lite.
VIOLENTO - In città lo indicano come un tipo irrequieto, a tratti violento, capace di azioni eclatanti. Questo ragazzo dai modi esuberanti, forte caratterialmente, anche molto intelligente affermano i suoi insegnanti, ha deciso di uccidere in un momento d’ira la sua fidanzata, solo perché lei si era rifiutata d’avere un rapporto sessuale con lui. Il ragazzo venerdì non era andato a scuola, frequenta la quarta classe dell’istituto tecnico per geometri a Corigliano. Il giorno prima aveva litigato con Fabiana. Ha trascorso tutta la notte a rimuginare e riflettere su come riallacciare quel rapporto. Poi ha atteso la sedicenne all’uscita dalla scuola. Fabiana frequentava la prima classe dell’istituto tecnico commerciale di Corigliano. All’uscita da scuola, la giovane si è trovata di fronte il suo ragazzo. Le compagne hanno raccontato che Fabiana vedendo il fidanzato ha cercato in tutti i modi di evitarlo. Il ragazzo, però, l’avrebbe inseguita e costretta a salire sul suo ciclomotore. Prima però fra i due ci sarebbe stata una violenta discussione.
CORTEO DEGLI STUDENTI - Scuole chiuse, intanto, nella mattinata di lunedì, a Corigliano, in segno di lutto per l'omicidio di Fabiana. Gli studenti hanno organizzato un corteo che si sta snodando per la città e che si concluderà sotto la casa della famiglia della ragazzina. I ragazzi indossano un nastro rosso, «il colore dell'amore, che vogliamo portare per ricordare Fabiana», hanno detto.
«SOLO UNO TI ODIAVA» - Proprio affacciandosi al balcone davanti ai ragazzi, la madre di Fabiana ha gridato: «Quanta gente ti voleva bene, solo uno ti odiava».

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=178245 Fiorito condannato a 3 anni e 4 mesi

Il gup di Roma ha stabilito, inoltre, l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Via libera ai patteggiamenti per due ex capo segreteria di Fiorito: Bruno Galassi e Pierluigi Boschi. Il primo ha patteggiato una pena ad un anno e 5 mesi, il secondo ad un anno e due mesi

Fiorito condannato a 3 anni e 4 mesiFiorito

Fiorito
Roma, 27-05-2013
Il gup Rosalba Liso ha condannato, al termine del giudizio abbreviato, a 3 anni e 4 mesi di reclusione l'ex capogruppo Pdl alla Pisana, Franco Fiorito, accusato di peculato per essersi appropriato di oltre un milione di euro destinato al partito per la gestione dei fondi regionali.
Il gup di Roma ha stabilito, inoltre, l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Via libera ai patteggiamenti per due ex capo segreteria di Fiorito: Bruno Galassi e Pierluigi Boschi. Il primo ha patteggiato una pena ad un anno e 5 mesi, il secondo ad un anno e due mesi.
"Ritorno in politica? Adesso no, no, e ancora no. Mi metto a fare il filantropo. Io quei soldi non li ho rubati, sia chiaro", afferma Franco Fiorito.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=178246 Incidenti sul lavoro, muoiono due operai

Incidenti sul lavoro, muoiono due operai

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Un operaio di 44 anni, Marco Vallarino, di Varazze è caduto da una gru del terminal Rinfuse. L'altro incidente ha riguardato un uomo morto a Cernusco sul Naviglio
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Soccorsi dal 118, ma non c'è stato niente da fare
Soccorsi dal 118, ma non c'è stato niente da fare
Roma, 27-05-2013
Infortunio mortale sul lavoro nel porto di Vado Ligure. Un operaio di 44 anni, Marco Vallarino, di Varazze è caduto da una gru del terminal Rinfuse da un'altezza di 15 metri.
Stava salendo su una scaletta per un lavoro di manutenzione quando ha perso l'equilibrio ed è precipitato cadendo prima sulla banchina, poi in mare.
E' stato soccorso ancora in vita dal 118 ma è spirato all'ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. I sindacati trasporti hanno sospeso l'attività in porto.
L'altro incidente ha riguardato un uomo morto a Cernusco sul Naviglio, nel Milanese. Secondo quanto riferito dal 118 è accaduto in un cantiere in via Baracca a causa del crollo di un'impalcatura. Sul posto la polizia locale e l'Asl per ricostruire l'accaduto.  Secondo le prime informazioni l'incidente sul lavoro è avvenuto intorno alle 10.30. A perdere la vita è stato un operaio straniero, di circa 30 anni, residente in zona.

http://www.ansa.it-Un triangolo nel cielo In queste sere la danza di Venere, Giove e Mercurio

Un triangolo nel cielo

In queste sere la danza di Venere, Giove e Mercurio

24 maggio, 19:56
Il triangolo di pianeti fotografato nei cieli della Repubblica Ceca da Petr Horálek (fonte: Petr Horálek, SpaceWeather.com)Il triangolo di pianeti fotografato nei cieli della Repubblica Ceca da Petr Horálek (fonte: Petr Horálek, SpaceWeather.com)
Comincia al tramonto la danza dei pianeti che darà spettacolo nel cielo durante queste sere di fine maggio. I ballerini in scena sono Venere, Mercurio e Giove: nubi permettendo, formeranno un luminoso triangolo visibile a ovest, e col passare dei giorni giocheranno a rincorrersi e sorpassarsi generando una rapida sequenza di congiunzioni imperdibili. Per la prossima tripla congiunzione planetaria, infatti, bisognerà attendere fino a ottobre del 2015.

Il primo 'atto' del balletto planetario è fissato per la sera di sabato 25 maggio, con la congiunzione di Mercurio e Venere; lunedì 27 maggio ci sarà il secondo atto, con Mercurio e Giove; infine l'ultimo è previsto per martedì 28 maggio, con la congiunzione di Venere e Giove.
Per chi volesse assistere allo spettacolo, meglio affrettarsi per scegliere un posto in 'prima fila'. ''I tre pianeti sono osservabili con qualche difficoltà, perché l'altezza è estremamente limitata sull'orizzonte occidentale'', ricordano gli esperti dell'Unione astrofili italiani (Uai). ''Data la loro luminosità, in particolare per quanto riguarda Giove e Venere – aggiungono - con il cielo sereno e l’orizzonte libero da ostacoli si può tentare l'osservazione del suggestivo triangolo formato dai tre astri''.
Dopo il 28 maggio i tre pianeti saranno quasi allineati e sempre più distanziati. Giove, ormai vicino all’orizzonte, sarà più difficile da osservare, mentre Mercurio e Venere saranno sempre più visibili e alti sull’orizzonte.

http://www.ansa.it-Le prime tremila Fiat 500L arrivano, via nave, negli Usa.....PRODOTTE IN SERBIA!

Le prime tremila Fiat 500L arrivano, via nave, negli Usa

Prodotte in Serbia montano l'inedito 1.4 MultiAir da 160 Cv

27 maggio, 12:36
(ANSA) - ROMA, 27 MAG - Fiat lancia in questi giorni negli Stati Uniti la 500L, portando al debutto l'inedita motorizzazione 1,4 litri MultiAir Turbo da 160 Cv, un motore esclusivo per questo mercato che, secondo quanto afferma la Casa, offre il piu' alto rapporto potenza/litro del segmento e i migliori valori di potenza (160 Cv) e coppia (250 Nm) della sua categoria.

La nave con le prime 3.000 vetture - prodotte nello stabilimento serbo di Kragujevac - e' arrivata il 23 maggio nel porto di Baltimora (Stati Uniti) e il 26 maggio ha completato il trasporto nel porto di Halifax, sulla costa canadese. La partenza del cargo era avvenuta il 10 maggio dalla localita' montenegrina di Bar dove le 500L erano arrivate, via treno, da Kragujevac, il piu' grande impianto per la produzione di automobili dell'Europa sud-orientale.

Fiat Automobiles Serbia (FAS) ha pianificato per il 2013 una produzione tra 110.000 e 150.000 unita' di 500L che potra' soddisfare le richieste di oltre 100 mercati mondiali, compresi quelli di Nord America, Asia e Pacifico in cui il modello sta per essere commercializzato. In seguito all'aumento dei volumi di produzione e dei piani di esportazione della Fiat 500L, sono stati assunti circa 600 nuovi lavoratori: attualmente lo stabilimento impiega poco piu' di 3.000 dipendenti e oltre 1.200 persone tra i fornitori esterni. Fiat 500L e' l'unico modello in continua crescita nel suo segmento in Europa, nonostante la difficile congiuntura economica: dal lancio ad oggi ne sono state immatricolate quasi 34mila.(ANSA).

http://www.agi.it-Giappone: incidente nucleare Tokaimura, 30 scienziati contaminati

Giappone: incidente nucleare Tokaimura, 30 scienziati contaminati

Giappone incidente nucleare Tokaimura  30 scienziati contaminati
11:22 27 MAG 2013

(AGI) - Tokyo, 27 mag. - Trenta ricercatori sono stati esposti a radiazioni a causa di un incidente in una laboratorio di fisica nucleare a Tokaimura, 120 chilometri a nord-est di Tokyuo. Lo ha riferito l'Agenzia giapponese per l'energia atomica (Jaea), rivedendo al rialzo il bilancio dell'incidente avvenuto il 23 maggio a causa di un surriscaldamento durante il lancio di un raggio di protoni su alcune quantita' di oro per un esperimento nucleare sulle particelle. Il bilancio iniziale era stato di sei ricercatori contaminati. "Lo stato di salute dei ricercatori non desta preoccupazioni", ha comunicato un portavoce, spiegando che gli scienziati sono stati esposti a radiazioni di 1,7 millisievert, il che equivale a una quantita' di poco superiore di quella di un esame radiologico. Al momento dell'incidente, nel laboratorio stavano lavorando 55 ricercatori.

http://www.lastampa.it-Francia, guerriglia sulle nozze gay Fermate 293 persone, 36 feriti

Francia, guerriglia sulle nozze gay Fermate 293 persone, 36 feriti

Al termine del corteo di ieri sera ci sono stati lanci di sassi e bottiglie contro la polizia e i giornalisti
Quasi 300 persone - 293 - sono state fermate per gli scontri con la polizia a margine della manifestazione contro le nozze gay di ieri a Parigi: per 231 di queste il fermo potrebbe tramutarsi in arresto. Lo riportano stamani i media francesi. Negli scontri sono inoltre rimaste ferite 36 persone, tra cui 34 poliziotti.  

L’ultimo corteo contro la legge e le adozioni gay è coisì finito in guerriglia. Sciolta la manifestazione - «siamo un milione» proclamavano gli organizzatori contestando i 150.000 stimati dalla polizia - centinaia di «casseurs» hanno dato vita fino a notte fonda a una vera guerriglia sotto la Torre Eiffel. Bersaglio, polizia e giornalisti, accusati di «collaborazionismo» con la «dittatura socialista». Tre cortei partiti da punti diversi di Parigi, che si sono poi ritrovati sulla grande spianata des Invalides, più alcune centinaia di Civitas, l’organizzazione dei cattolici più integralisti che sfilava da sola. Lo schieramento di polizia ha blindato la città, 4.500 agenti sono stati schierati per tentare di evitare le violenze delle precedenti occasioni, ma tutto è naufragato alla fine della manifestazione. Manuel Valls aveva appena annunciato il fermo di 96 persone, oltre alle diverse decine dell’improvvisato happening di anti-gay ieri sera sugli Champs-Elysees, quando la situazione, a fine manifestazione, è degenerata. Sfilavano via gli ultimi dimostranti, cantando un karaoke sulle note `Je ne regrette rien´ di Edith Piaf, quando sono entrati in azione i violenti, «estremisti di destra», secondo Valls. 

Gli agenti di polizia sono stati circondati dai manifestanti, che li hanno bersagliati con bottiglie di birra, sassi e transenne divelte, prendendo di mira anche i giornalisti, ai quali erano stati forniti scudi di protezione e caschi come quelli dei CRS, i celerini. «Dittatura socialista», «Hollande dimettiti», «giornalisti collaborazionisti» erano gli slogan più gettonati, al termine di una giornata in cui l’unico momento di tensione era stato registrato nel primo pomeriggio con l’irruzione di un gruppo di estremisti di destra nella sede del Partito socialista. Dalla terrazza, avevano dispiegato un grande striscione, «Hollande dimettiti», prima di essere sloggiati.