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martedì 29 gennaio 2013

http://www.pcself.com-Twitter contro il materiale pornografico sull’ app Vine


Twitter contro il materiale pornografico sull’ app Vine
Twitter contro il materiale pornografico sull’ app Vine

Con Vine il porno spopola sull’iPhone e va in conflitto con la politica delle applicazioni sull’ Apple Store.  Si è parlato molto dell’ app Vine in occasione del primo mini-video pubblicato su Twitter dal CEO Dick Costolo. Non tardano a mancare diverse tipologie di utilizzo del nuovo servizio messo a disposizione dal social network dell’ uccellino, tra cui quella di diffondere materiale pornografico. Per questo motivo Twitter sembra essersi adoperato per bloccare la condivisione di clip a scopo sessuale. Dopo il suo lancio, l’applicazione Vine è stata una tra le più utilizzate scaricate dallo store di Apple e consente di registrare e pubblicare su Twitter mini clip da 6 secondi simili a delle GIF animate.

Dopo lo scandalo del video pornografico su Twitter, Vine ha limitato la visualizzazione e la condivisione di clip a scopo sessuale filtrando le ricerche con hashtag pornografici. Il problema è un altro: i termini e le condizioni di utilizzo dell’applicazione Vine, che consentono di diffondere materiale per adulti se esplicitamente comunicato all’utente finale,  vanno contro la politica moralmente intransigente che è alla base delle applicazioni che si trovano sull’Apple Store.

http://www.repubblica.it-IPad raddoppia la memoria: 128 Giga è l'attacco finale ai computer portatili


IPad raddoppia la memoria: 128 Giga
è l'attacco finale ai computer portatili

Con questo ultimo modello, in vendita dal 5 febbraio, Apple aggredisce un segmento di mercato in questa fase che apre l'era post-pc: quella di chi ancora non si lancia nella nuvola e vuole ampia disponibilità di storage. Strizzando l'occhio al segmento dei professionistidi ERNESTO ASSANTE

UN iPad da 128GB? Un supertablet con una memoria raddoppiata rispetto all'attuale standard. Come mai? Apple ha capito, visti i numeri dell'ultimo quarto, che un segmento nel quale ci sono molte possibilità di crescita per il suo iPad è quello degli "indecisi", di chi usa ancora un computer portatile, magari economico e non particolarmente potente, e non ha ancora scelto di abbandonarlo per passare al tablet. E su questo segmento, decisamente ampio, ha pensato bene di puntare le sue armi, offrendo una macchina che ha definizione superiore, grande leggerezza, molta flessibilità e una quantità di memoria tale da convincere anche i più restii, quelli che con i computer ci lavorano e hanno bisogno di uno spazio di archiviazione ampio per i propri materiali. 

E il messaggio è indirizzato anche ad una seconda categoria di indecisi, quelli che non hanno ancora scelto di affidarsi ad un servizio cloud, che non si fidano di un sistema apparentemente troppo "volatile" e immateriale e che non prendono quindi in mano un iPad proprio per lo spazio di archiviazione limitato. Certo il messaggio è contraddittorio, l'iPad nasce per essere una macchina leggera, superconnessa, priva di tastiera e di ampia memoria interna, proprio perché affida l'archiviazione alla nuvola, dove si possono contenere quantità di dati enormi. Ma nel periodo di passaggio da un era all'altra, da quella del computer a quella post-pc, c'è evidentemente ancora bisogno di qualche passaggio "mediano", di qualche prodotto che mantiene, anche se in maniera limitata, qualche caratteristica del passato, utile soprattutto per quei paesi, come l'Italia, dove persino le connessioni 3G non sono disponibili sempre e ovunque, e in quei casi avere i propri dati su una nuvola e non sulla propria macchina obbiettivamente non conviene. 

L'ultimo nato sarà nei negozi della Mela a partire dal prossimo 5 febbraio. Il costo: 799 dollari per la versione dotata solamente di una connessione wifi e 929 dollari per il modello compatibile con la rete di telefonia mobile. Attualmente i modelli di iPad da 16 o 64 gigabyte costano dai 499 agli 829 dollari.

http://www.datamanager.it-Quanto sono sicure le chiamate VoIP su Skype?


Quanto sono sicure le chiamate VoIP su Skype?
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106 soggetti, tra organizzazioni e privati, hanno firmato una lettera aperta ai dirigenti di Skype per conoscere il livello di sicurezza delle chiamate via Internet
Alcune associazioni e privati cittadini preoccupati per le nuove policy in materia di privacy di Skype, diventato ilprodotto di punta per chiamate vocali e messaggistica di Microsoft, hanno scritto unalettera aperta alla dirigenza di Redmond per chiedere maggiore trasparenza in materia disicurezza delle chiamate VoIP. Anche il Garante della privacy italiano si è interessato all’argomento e ora si attendono risposte.

“Chiediamo un Rapporto di Trasparenza”

Skype, che ha registrato 70 milioni di download su Android, può contare oltre 600 milioni di utenti. Alcuni di essi vivono in regimi che ne controllano le comunicazioni, altri invece sono interessati a tutelare il proprio business o solamente vogliono sapere cosa viene fatto delle informazioni che li riguardano. Quello che i 106 firmatari chiedono è che venga redatto un Rapporto di Trasparenza, come quelli di Google e Twitter, su come vengano trattati i dati personali e su come siano protette le conversazioni.

Le richieste

- Si chiede di sapere “la quantità di informazioni sull’utente che Skype trasmette a terzi, disaggregati per Paese d’origine della richiesta, comprendendo il numero di richieste da parte dei governi e il tipo di dati richiesti”
- Gli utenti vogliono sapere i “dettagli specifici su tutti i dati degli utenti che Microsoft e Skype raccolgono attualmente, e le politiche per la loro conservazione”
- Deve essere resa pubblica “la documentazione riguardante l’attuale rapporto operativo tra Skype e TOM Online in Cina e con altri soggetti terzi che hanno attualmente licenza d’uso della tecnologia Skype” e quali sono le “capacità di sorveglianza e di censura a cui gli utenti possono essere sottoposti nel caso adottino queste alternative”.
- Infine, devono essere rese disponibili “le politiche e le linee guida seguite dai dipendenti quando Skype riceve e risponde alla richiesta di consegnare dati degli utenti a forze dell’ordine e agenzie di intelligence degli Stati Uniti e altrove”.

http://punto-informatico.it-Vine(twitter), contaminazione porno


Vine, contaminazione porno

Il servizio di video-sharing su Twitter si fa subito notare per una clip porno selezionata per il suo pubblico. Gli utenti insorgono, Twitter censura e Apple abbassa di rango la nuova app. Che comunque piace agli inserzionisti
Roma - Se è vero che il porno è l'anima della Rete, Vine non fa eccezione: la app di condivisione di micro-video su Twitter non solo ha iniziato a popolarsi di contenuti a luci rosse, ma è anche stata usata per promuovere contenuti pornografici a tutti i suoi utenti.

In pieno accordo con la brevità dei messaggi testuali di Twitter, Vine permette di registrare piccoli spezzoni video di 6 secondi da condividere poi sul network di microblogging o altrove sul web: la funzionalità "Editor's Pick" promuove un video scelto sui feed di tutti gli utenti di Vine, ed è così che la performance "Dildoplay" è stata distribuita in rete e visualizzata sui terminali degli utenti - previa accettazione del fatto (reso noto con un messaggio esplicito) che si trattava di contenuti espliciti.

Ma il messaggio di avviso non è stato sufficiente a mettere Vine al riparo di polemiche e problemi. Molti utenti si sono lamentati e Twitter è stata subito costretta a correre ai ripari: i rappresentanti del servizio di micro-blogging hanno offerto le proprie scuse per la comparsa di un video porno indesiderato sui gadget mobile degli utenti, parlando di un "errore umano" che ha portato alla scelta della clip come selezionata per la visione generale.

http://www.ilmessaggero.it-Commissione Ue attacca Berlusconi: un anno fa preoccupazione per l'Italia non mantenne impegni, soffocò crescita

Commissione Ue attacca Berlusconi:
un anno fa preoccupazione per l'Italia
non mantenne impegni, soffocò crescita



Il commissario Ue, Olli Rehn
ROMA - «Nell'autunno 2011 - ha detto oggi il commissario Ue Olli Rehn - il governo di Berlusconi ha deciso di non rispettare più gli impegni su riforme e risanamento dei conti presi con la Ue e il risultato è stato il prosciugarsi dei finanziamential Paese, con lo schizzare dello spread. Portando poi alla crisi politica e al governo Monti».

Rehn: Berlusconi ha soffocato la crescita. La situazione dell'Italia è stata portata a esempio da Rehn per rispondere a chi, nell'ambito del lancio del nuovo semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche, sosteneva che un «approccio fiscale più lieve» da parte di Bruxelles sul risanamento dei conti avrebbe aiutato i Paesi in difficoltà ad avere premi di rischio inferiori. Il commissario ha invece dimostrato il contrario: «Pensate all'Italia, tra l'inizio dell'autunno e il novembre 2011. L'Italia aveva fatto alcune promesse sul consolidamento fiscale verso metà estate, anche per facilitare l'intervento della Bce con il suo programma di acquisto di titoli sul mercato secondario. Poi è cominciato l'impegno, la Bce è intervenuta e per un breve momento la situazione è migliorata. Ma poi nell'autunno il governo Berlusconi ha deciso di non rispettare più gli impegni e il risultato è stato il prosciugarsi dei prestiti, che soffocavano la crescita e l'economia italiana, e questa situazione ha condotto alla crisi politica e al governo Monti. Da allora l'Italia ha saputo riguadagnare la fiducia dei mercati e i premi di rischio sono scesi di nuovo. Questo è un esempio dell'effetto fiducia in azione».

Rehn: un anno fa serie preoccupazioni per I'Italia. «Un anno fa, rispetto a oggi, c'era seria preoccupazione per l'Italia e la Spagna e profonda incertezza sulla Grecia - ha detto Rehn - mentre le Cassandre predicevano la fine dell'eurozona. Oggi la situazione è cambiata ma, nonostante alcuni progressi, ci sono ancora sfide. L'anno scorso è stato un anno decisivo in cui abbiamo dimostrato la resistenza dell'eurozona prendendo le decisioni necessarie per assicurarne la stabilità e la sostenibilità. Ora i fantasmi di una "Grexit" o della fine dell'euro sono virtualmente o completamente spariti. Ma nonostante i progressi restano ancora sfide importanti, come per esempio alti tassi di disoccupazione e un'economia lenta, per cui ancora oggi non c'è spazio per la compiacenza».

«Favorire contratti do lavoro indeterminati». «Servono riforme equilibrate e ambiziose» del mercato del lavoro - ha detto Rehn presentando le priorità per il 2013 - che rimuovano gli ostacoli all'occupazione favorendo anche i contratti a durata indeterminata e la contrattazione collettiva per il reinserimento dei lavoratori».

«Recuperare competitività industriale». Una priorità delle riforme per il 2013 dovrà essere il «ripristino della competitività dell'industria europea sia manifatturiera che dei servizi»: è il monito di Rehn, che ha ricordato che tra il 2000 e il 2011 sono stati persi 2,5 milioni di posti di lavoro nel manifatturiero tra Francia, Germania, Italia e Spagna. In Francia e Spagna sono stati bruciati 750mila posti, in Italia 370mila e in Germania 570mila.

«2013 test essenziale per credibilità Ue». 
«Quest'anno sarà un test essenziale per la credibilità dell'Ue e dell'eurozona» ha detto Rehn sottolineando la necessità di «ripristinare la fiducia in modo durevole e rimettere l'economia europea sui binari giusti mettendo insieme solidarietà e responsabilità».

http://www.ilmessaggero.it-Aereo si schianta in fase di atterraggio: 21 morti tra passeggeri ed equipaggio

Aereo si schianta in fase di atterraggio:
21 morti tra passeggeri ed equipaggio



MOSCA - E’ di 21 morti, di cui sei membri dell’equipaggio, il bilancio di un disastro aereo avvenuto nei cieli del Kazakistan, vicino alla capitale finanziaria Almaty.Lo riferiscono alcuni media russi. La causa dell’incidente, secondo l'agenzia Zakon.kz citando fonti della protezione civile locale, potrebbe essere stata una fitta nebbia che in quel momento imperversava. Il velivolo, schiantatosi in fase di atterraggio, apparteneva alla compagnia aerea kazaka Skat ed è precipitato tra l'autostrada Kulzha e il villaggio di Kyzyltu.

http://www.rainews24.rai.it-Il regime ne ha sempre negato l'esistenza Google Maps illumina la Corea del Nord: ecco i gulag


Un'immagine satellitare della Corea del Nord
Un'immagine satellitare della Corea del Nord
Washington, 29-01-2013
Era il buco nero, anzi bianco, di google Maps. Ma ora, poco a poco, anche la Corea del Nord appare con le sue strade, le linee ferroviarie, i parchi e i ristoranti di Pyongyang.

Dopo il recente e discusso viaggio nella capitale nordcoreana del suo numero uno, Eric Schmidt, Google ha pubblicato una mappa relativamente dettagliata della Corea del Nord,  grazie a 'Map Maker' e ai dati forniti dagli utenti e poi controllati in un processo simile a quello di Wikipedia. Grazie a una "community di cittadini cartografi", che hanno lavorato dalla Corea del Sud, si rompe per la prima volta il muro che ha isolato per decenni il Paese dal web e dal resto del mondo.  
Google Maps offre una mappa dettagliata di Pyongyang, con tanto di ospedali, fermate della metropolitana e scuole. Man mano che ci si allontana dalla capitale, le informazioni si diradano, ma si intuiscono altre cittadine, piccoli villaggi, e alcune aree grigie che molti analisti identificano come i famigerati campi di rieducazione del regime.
Un blogger americano che da anni aggrega informazioni e analisi economiche sulla Corea del Nord, Curtis Melvin, venerdì scorso ha messo in evidenza alcune immagini satellitari di Google Earth che grazie allo zoom descrivono un'area immnensa interessata da alcuni cantieri. Forse, un nuovo campo di prigionia, anzi "di custodia", come li chiamano in Corea del Nord, vicino ai Campi 14 e 18 , non lontani dalla città di Kaechon.
Nessuno sa quante persone attualmente vivano nei sei campi presenti in Corea del Nord: le autorità, anzi, hanno sempre negato l'esistenza stessa di centri molto vicini, per caratteristiche, ai campi di concentramento conosciuti dall'Europa: in alcuni si pensa vivano fra le 100 e le 200mila persone. Non solo criminali comuni, avvertono le organizzazioni non governative che da anni cercano di battersi per il rispetto dei diritti umani nel Paese: centinaia di oppositori politici, artisti, intellettuali, dissidenti e intere famiglie che hanno tentato la fuga in Corea del Sud vivono in questi gulag sui quali da oggi possono interrogarsi miliardi di utenti di Google Maps.
Secondo un recente repporto, il 40% dei prigionieri muore per le pessime condizioni igieniche e per i cibi avariati, vittima di torture da parte delle guardie. segnalati anche molteplici casi di vilenze a sfondo sessuale. I prigionieri vengono obbligati a lavorare anche 16 ore al giorno.

"L'elevata risoluzione delle immagini satellitari ora disponibili attraverso Google Earth consente agli ex prigionieri di identificare la loro caserma e le case, i loro centri di detenzione e altri luoghi di interesse nei campi", è l'auspicio di uno dei responsabili delle Nazioni Unite che si occupa del fenomeno. "Il regime nord coreano nasconde e distorce la dura realtà di un sistema spietato, la politica dei campi di prigionia non è più un'opzione praticabile", ha dichiarato Greg Scarlatoiu. "Con il monitoraggio costante delle immagini satellitari, siamo in grado di controllere questi campi, anche se non ci giunge da essi nessuna voce".

L'ACCESSO AI PROFILI FB.....leggete

IL MINISTRO DEGLI INTERNI ITALIANO HA CHIESTO ( E OTTENUTO) L'ACCESSO AI PROFILI FB. QUINDI COPIA-INCOLLA IL SEGUENTE MESSAGGIO.
Dichiaro quanto segue: Qualsiasi persona o ente o agente o agenzia di qualsiasi GENERE , struttura governativa o privata, NON HANNO IL mio permesso (tranne su richiesta esplicita e con consenso mio personale) di utilizzare informazioni sul mio profilo, o qualsiasi parte del suo contenuto compaia nel presente, compreso ma non limitato alle mie foto, o commenti sulle mie foto o qualsiasi ARGOMENTO pubblicata nel mio profilo o diario. Sono informato che a tali strutture è strettamente proibito divulgare, copiare, distribuire, diffondere o raccogliere informazioni o intraprendere qualsiasi altra azione riguardante o contro di me tramite questo profilo e il contenuto dello stesso. Divieti precedenti si applicano anche ai dipendenti, stagisti, agenti o qualsiasi personale sotto la direzione o il controllo di dette entità. Il contenuto di questo profilo è privato e le informazioni in esso contenute sono riservate al circolo di persone alle quali esso è destinato. La violazione della mia privacy è punita dalla legge.
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http://www.tgcom24.mediaset.it-Monti taglia le vacanze a scuola: solo un mese L'ira dei sindacati, poi il chiarimento

Monti taglia le vacanze a scuola: solo un mese
L'ira dei sindacati, poi il chiarimento

"Una misura per favorire i genitori che lavorano, non per punire gli insegnanti". Poi il chiarimento: "Non ci sarà nessun taglio". Nella bozza sulla riforma del lavoro, prevista anche una stretta sui dirigenti della P.A. e maggiore tutele per le lavoratrici

FOTO LAPRESSE
23:12 - La bozza di riforma del mercato del lavoro a cui sta lavorando la lista Monti prevede anche una riforma del calendario scolastico in modo da limitare a un mese le vacanze estive. La misura "non vuole aggravare il lavoro degli insegnanti", ma favorire i genitori lavoratori. "Sarà l'istituto a scegliere autonomamente come impiegare il tempo in più".
Il premier spiega comunque che la misura sarà presa "sulla base della partecipazione volontaria delle famiglie".

"Le attività sportive, di recupero, alternative e per la comunità possono trovare più spazio se la scuola rimane aperta per undici mesi l'anno, incoraggiando ogni istituto a essere autonomo nella scelta dell'impiego per il tempo supplementare", come si legge nella bozza di riforma.

In serata il dietrofront
"Non è prevista nessuna limitazione a un mese delle vacanze estive delle scuole. La riforma del mercato del lavoro, alla quale lavora un gruppo di economisti insieme a Pietro Ichino, sarà presentata nei prossimi giorni e non conterrà alcun taglio delle vacanze scolastiche". Lo dichiara Mario Sechi, candidato e responsabile della campagna elettorale di Scelta Civica.

Scuola, sindacati infuriati
La protesta dei sindacati della scuola di fronte all'anticipo della bozza di lavoro è stata infatti immediata. "Non èquel che serve alla scuola", si è affrettato a commentare il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna ed anche dalla Cisl il segretario generale del comparto Francesco Scrima, dubita che "tra le urgenze della scuola ci sia quella di intervenire sulle vacanze".

Art. 18, flessibilità attraverso le deroghe
Nella bozza si prevede una riforma del lavoro che non guarda ad una revisione della nuova disciplina dei licenziamenti individuali, ma che punta a sperimentare soluzioni più flessibili, partendo da quanto è consentito dall'articolo 8, quello sulle deroghe contrattuali,che ha effetti anche sul recesso dal rapporto di lavoro.

P.A., stretta sui dirigenti
"Far sentire il più possibile ai politici e ai dirigenti delle strutture pubbliche il fiato dell'opinione pubblica sul collo e vigilare contro l'ingerenza indebita dei politici nella gestione, offrendo una sponda solida ai dirigenti più corretti e professionalmente dotati". Così nel documento della lista Monti che guarda al miglioramento della P.A. e alla sua misurazione: "A quelli che, pur in presenza di adeguati poteri, mancheranno l'obiettivo in misura grave dovrà essere revocato l'incarico dirigenziale".

Welfare aziendale
Sviluppo del welfare aziendale e voucher per assistenti badanti qualificate alla cura degli anziani e non autosufficienti. Per favorire l'occupazione femminile si può superare "l'idea che le politiche di conciliazione riguardino solo le donne, che solo loro abbiano il problema di conciliare il lavoro professionale e il lavoro di cura. Una siffatta convinzione - si nota - finisce per tutelare gli uomini a spese della finanza pubblica".

Un nuovo codice del lavoro, più snello e sviluppo della previdenza complementare privata. Sono punti previsti dalla bozza sul lavoro in cui si propone la possibilità di "destinare al finanziamento di una forma di previdenza complementare una parte della contribuzione obbligatoria" del lavoratore.

Nella proposta in discussione si parla anche di riformare la rappresentanza sindacale ma si chiarisce che "al sindacato minoritario, al di sopra della soglia minima prevista dall'accordo interconfederale, deve essere garantita la rappresentanza in azienda anche se non firma l'accordo". Una precisazione che fa pensare alla questione scoppiata tra la Fiat e la Fiom.

Al di là del lavoro e della contrattazione, il documento prevede anche misure per favorire il lavoro giovanile, con l'adozione di un piano straordinario.

http://www.rainews24.rai.it-Bozza Premier: un solo mese di vacanze a scuola Ipotesi nuova manovra. L'altolà di Bersani e Cgil a Monti


Bozza Premier: un solo mese di vacanze a scuola

Ipotesi nuova manovra. L'altolà di Bersani e Cgil a Monti

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Il professore: 'Manovra? Escludo, ma dipende dal voto... Imu giù dal 2013, Irpef-Irap dal 2014, grande coalizione per le riforme'. Il leader della Cgil: 'Chiarisca sui conti'. Bersani: 'Stanco di manovre'. Novità nella riforma lavoro di Scelta Civica, favorire i genitori lavoratori. Bagnasco: 'No alla politica per arricchirsi'Bersani e Monti
Bersani e Monti
Roma, 28-01-2013
Una manovra correttiva al momento non e' necessaria, ma potrebbe servire se alle elezioni vincera' qualcuno di poco affidabile agli occhi di mercati e istituzioni internazionali. Nel giorno in cui lancia l'offensiva fiscale, snocciolando il programma che intende varare qualora riuscisse a restare a palazzo Chigi, Mario Monti apre un nuovo durissimo scontro con Pd e Cgil, con Susanna Camusso che arriva ad accusarlo di "minacciare" gli elettori.

Parallelamente, forse consapevole dei sondaggi che lo vedono inchiodato al 15%, il professore ammette che l'unico modo per riformare il Paese e' quello di riproporre lo schema che quindici mesi fa lo porto' a palazzo Chigi: una grande coalizione che aggreghi i riformisti dei due poli che lui, non a caso, intende "smantellare".

Ma anche su questo fronte incassa l'inevitabile doppio no di Pd ( 'Per l'amor di Dio...', esclama il segretario dei Democrats) e Pdl. Massimo D'Alema gli ricorda che "nei Paesi democratici il governo lo forma chi vince". Silvio Berlusconi - ancora una volta escluso dal progetto del professore - lo accusa di voler fare "l'ago della bilancia", ma lo avverte che l'operazione "non riuscira"' perche' la sinistra e' "ancorata" a Vendola e alla Cgil.

Il leader di Scelta Civica arriva negli studi di Omnibus, l'approfondimento mattutino di La7, intenzionato a svelare la sua ricetta fiscale. Incalzato per circa due ore da Alessandra Sardoni, Andrea Pancani, Antonio Padellaro e Stefano Folli, apre pero' due fronti polemici destinati ad incrinare ancor di piu' il rapporto con i partiti, soprattutto di centrosinistra. Il suo programma per ridurre le tasse e' semplice: addolcire l'Imu, ridurre il peso dell'Irap e ammorbidire l'Irpef per le fasce medio-basse.

Un piano, precisa, condizionato a tre circostanze: che si riduca la spesa corrente; che si prosegua nella lotta all'evasione; ma soprattutto che i tassi di interesse non aumentino. Lo spread, dunque, deve restare a livelli accettabili o comunque non superiore agli attuali. Un ragionamento che lo porta su un terreno scivoloso: il rischio che l'Italia si trovi nuovamente sull'orlo del baratro finanziario - ammonisce - dipendera' dalla volonta' del prossimo governo di non abbandonare il cammino di risanamento concordato in Europa.

Al momento, aggiunge, nonostante il peggioramento delle previsioni sul Pil una nuova manovra non appare necessaria, ma - precisa sibillino - "non escludo niente in certi casi di esito del voto". Parole che scatenano la durissima reazione della Cgil prima ("Dovrebbe ricordarsi di essere premier; non puo' sostenere che la manovra ci puo' essere o no a seconda di chi vince", attacca la Camusso) e di Bersani poi: il leader dei democrat, dicendosi "stanco di manovre" come "tutti gli italiani", consiglia a Monti un po' di "modestia" anche se - riconosce - "qualche problemino da affrontare c'e"', accennando al nodo degli ammortizzatori sociali.

Anche l'appello del professore ad una "nuova, grande coalizione" di riformatori cade nel vuoto. Ammette candidamente di voler "scomporre i poli". Obiettivo in parte gia' perseguito, dice citando le candidature di Ichino (Pd) e Cazzola (Pdl) nella sua lista civica. Ma lui stesso, ammettendo di usare i sondaggi, sa bene che convincere gli elettori non e' facile. Inoltre vi sono diverse riforme costituzionali, dalla modifica del titolo V alla riduzione dei parlamentari, che richiedono vaste maggioranze parlamentari. Ecco perche' c'e' bisogno di una "grande coalizione".

Ipotesi stroncata, oltre che dal Cavaliere, dal leader del Pd: "Lasciamo stare, per l'amor di Dio...", e' la risposta quasi sprezzante di Bersani. Che il clima fra i due sia sempre piu' difficile lo dimostrano le ripetute stoccate che il premier indirizza al segretario: di Mps per non parlo per "non essere sbranato", ironizza Monti, che non manca di sottolineare come "i riformisti di Renzi" siano sono stati "un pochino accantonati" dopo le primarie.

Ustica, Stato condannato a risarcire vittime. "Congruamente motivata la tesi del missile"


Ustica, Stato condannato a risarcire vittime.
"Congruamente motivata la tesi del missile"

Nessuna esplosione interna al Dc-9 Itavia con 81 persone a bordo: la Cassazione conferma che il controllo dei radar sui cieli italiani non era adeguato e conferma quanto stabilito anche dalla Corte di Appello di Palermo a fondamento delle prime richieste risarcitorie presentate dai familiari di tre vittime

ROMA - La strage di Ustica avvenne a causa di un missile e non di una esplosione interna al Dc-9 Itaviacon 81 persone a bordo, e lo Stato deve risarcire i familiari delle vittime per non aver garantito, con sufficienti controlli dei radar civili e militari, la sicurezza dei cieli. Lo sottolinea la Cassazione in sede civile nella prima sentenza definitiva di condanna al risarcimento. E' la prima verità su Ustica dopo il niente di fatto dei processi penali ed è una decisione che può essere definita "storica", perché i magistrati per la prima volta hanno stabilito che l'aereo fu abbattuto in seguito ad uno scontro tra caccia militari. "Dopo 32 anni giustizia è fatta", ha commentato a caldo, Daniele Osnato, uno dei legali delle vittime.