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martedì 22 gennaio 2013

http://www.formiche.net-Israele al voto, per Bibi l’incognita Bennet


Israele al voto, per Bibi l’incognita Bennet

Israele al voto, per Bibi l'incognita Bennet
Nessun dubbio su chi sarà il vincitore delle elezioni legislative di oggi in Israele. Come afferma il Pais, il prossimo primo ministro dello Stato ebraico sarà ancora Benjamin Netanyahu. Altrettanto vero che la marcia del leader Likud da qualche settimana si è fatta meno autorevole, sottolinea le Monde.
E’ l’economia il tallone d’Achille dell’attuale esecutivo ebraico, afferma le Figaro. Al contrario sono Naftali Bennet e l’agenda nazionalista portata alla Knesset dal nuovo leader della destra ebraica a insidiare infatti la marcia spedita del falco Bibi verso la conservazione del potere.
Questa almeno l’opinione evidenziata dalla Neue Zurcher Zeitung. Per il giornale di Zurigo i controversi progetti legislativi di questa corrente politica che vuole unire nazionalismo e religione non solo potrebbero intaccare il carattere democratico dello stato di Israele ma metteno a rischio anche le prospettive della soluzione due-Stati, l’unica praticabile nel conflitto palestinese, afferma la Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Anche per il Financial Times sullo scrutinio di oggi pesa l’incognita di Naftali Bennet. Secondo il quotidiano della City, in vista del voto i consensi di Netanyahu sono in discesa. Difficile definire le linee del prossimo governo di Gerusalemme. Se la Nezavisimaja Gazeta afferma che il vecchio premier di Gerusalemme sarà portatore di una nuova politica, il Washington Post sottolinea invece che non bisognerà attendersi rivoluzioni visto che il mantenimento dello status-quo sarà prioritario nel terzo mandato del premier ribadisce il quotidiano Usa.
In politica estera di fronte agli eventi sismici che continueranno a scuotere il Medio Oriente la strategia di Israele avrà ancora il proprio baricentro nelle indispensabili madifficili relazioni con gli Stati Uniti. Si vota dopo una campagna elettorale noiosa afferma die Welt che cerca i motivi per cui i molti problemi presenti nel Paese ebraico, Iran, Palestina, inquietudini sociali, sono stati messi in secondo piano. Un dilemma che il giornale di Amburgo risolve notando l’allontamento dalla politica dei cittadini. Israele vota ma senza entusiasmo.

http://www.agi.it-Nube di gas su Parigi, una puzza asfissiante sulla capitale


Nube di gas su Parigi, una puzza asfissiante sulla capitale

Nube di gas su Parigi  una puzza asfissiante sulla capitale
10:04 22 GEN 2013

(AGI) - Parigi, 22 gen. - Mezza Francia questa mattina si e' svegliata annusando l'aria con inquietudine: gravava infatti una terribile puzza di gas, con il caratteristico sentore di zolfo e verdura marcia. I centralini di polizia e vigili del fuoco sono rimasti intasati dalle chiamate allarmate degli abitanti. La spiegazione li ha tranquillizzati fino a un certo punto: nella notte si e' verificata verificata un'enorme fuga di metano da un impianto del colosso petrol-chimico americano 'Lubrizol' a Rouen, 120 chilometri da Parigi, dove si producono additivi per carburanti. A causa del vento ben presto sulla capitale e su gran parte del settore occidentale del Paese si e' messo ad aleggiare l'assai poco gradevole lezzo.

http://www.ilsole24ore.com-Berlusconi pifferaio, Monti mascalzone, Bersani Gargamella. A un mese dalle elezioni è una campagna piena di insulti


Berlusconi pifferaio, Monti mascalzone, Bersani Gargamella. A un mese dalle elezioni è una campagna piena di insultiIn campagna elettorale la tensione, inevitabilmente, sale. E dal confronto allo scontro verbale il passo è breve. L'insulto, insomma, è sempre dietro l'angolo. Se poi lo stile è british, come nel caso del premier dimissionato Mario Monti, o più nazionalpopolare con punte verso il turpiloquio, come per Beppe Grillo, dipende dalle caratteristiche del candidato o dall'effetto mediatico che si vuole avere sugli elettor Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/c7RlZ

http://www.repubblica.it-


Italia fuori dalla recessione ad aprile
Grilli: "Non serve manovra correttiva"

Il ministro dell'Economia è intervenuto davanti alla commissione Affari economici e Finanziari del Parlamento europeo a Bruxelles. Confermato il pareggio di bilancio strutturale. Crescita media dell'1% dalla fine del primo trimestre, ma resta "insoddisfacente. Ora cali la pressione fiscale"



Addirittura, Grilli si mostra più ottimista della Banca d'Italia secondo cui per una - timida - ripresa bisognerà aspettare la fine dell'anno. Per il ministro dell'Economia, invece, i primi segnali positivi arriveranno già dalla fine del primo trimestre, con sei mesi d'anticipo: la recessione, quindi, "dovrebbe concludersi nel primo trimestre", da aprile la crescita sarà "di poco superiore all'1%" pur restando "insoddisfacente". A fine anno l'Italia dovrebba avere un avanzo del Pil del 3% "destinato a salire al 5% entro il 2015".

Grilli poi aggiunge: "Abbiamo iniziato e portato a termine un percorso con un'azione di governo incisiva, la strada non è conclusa ma sono certo che tutte le istituzioni responsabili sapranno continuare questo lavoro". Scongiurato il pericolo di una manovra aggiuntiva perché "l'obiettivo è aggiustato per il ciclo e quindi quando si ha un bilancio in pareggio in termini strutturali non si deve appesantire l'economia con altre manovre".

Sull'austerity il ministro uscende spiega come l'Italia avesse poca scelta "perché è impossibile costruire una strategia di crescita senza mercati stabilizzati, è come costruire una casa sulla sabbia. Abbiamo dovuto ricorrere più di quanto non volessimo ad imposizioni fiscali, la pressione media fiscale deve calare, ma per fare questo occorre fare una revisione specifica della spesa pubblica", con "scelte dure per snellire il settore pubblico". Grilli rivendica quindi tra gli effetti positivi il miglioramento della fiducia sul Paese dimostrata dall'andamento degli spread.

http://www.tgcom24.mediaset.it-


L'energia solare può soddisfare l'intero fabbisogno occupando l'1% del suolo

Secondo uno studio del Wwf, condotto su sei Paesi, con una buona pianificazione si possono coniugare bisogni elettrici e ridotto impatto ambientale

FOTO AFP

Per produrre l'intero fabbisogno energetico del pianeta con il fotovoltaico sarebbe sufficiente l'1 per cento della superficie terrestre. Lo rileva lo studio del Wwf "L'atlante del Fotovoltaico", presentato al World Future Energy Summit a Dubai e redatto in collaborazione con tre aziende del settore (First Solar, 3TIER e Fresh Generation).
Ricerca su sei Paesi
Lo studio dimostra attraverso sette casi in sei Paesi e una regione (Indonesia, Madagascar, Messico, Marocco, Sud Africa, Turchia, e lo stato indiano del Madhya Pradesh) che basterebbe meno dell'1 per cento della superficie globale del suolo per soddisfare il totale della domanda di energia elettrica prevista nel 2050, anche se si generasse elettricità esclusivamente tramite energia fotovoltaica.

Le regioni in questione rappresentano aree geografiche, caratteri demografici, ambienti naturali, economie e strutture politiche diverse. Ricevono livelli medi di insolazione diversi ma buoni, e mostrano un vasto potenziale per uno sviluppo diffuso del fotovoltaico, una realtà oggi ben consolidata e una tecnologia affidabile e disponibile in commercio.

Un buon progetto alla base 

La relazione mette in evidenza come la tecnologia fotovoltaica, se ben pianificata, non contrasta con gli obiettivi di conservazione, ribadendo come nessun Paese debba essere costretto a scegliere tra risparmio energetico e paesaggio. Le centrali elettriche fotovoltaiche consentono il raggiungimento di notevoli benefici, tra cui un basso impatto ambientale e ritorni economici a breve termine, mentre la sostituzione della rete elettrica esistente con pannelli fotovoltaici comporterebbe una riduzione significativa delle emissioni di gas a effetto serra e di metalli pesanti, così come del consumo idrico.

Un impegno contro il riscaldamento globale
Mariagrazia Midulla, responsabile Clima e Energia del Wwf Italia afferma: "Stiamo promuovendo attivamente investimenti e misure in tecnologie energetiche rinnovabili, insieme all'efficienza energetica, perché è l'unico modo per assicurare un futuro al nostro pianeta. I cambiamenti climatici minacciano le persone e il mondo naturale, per questo è più importante che mai a lavorare per un rapido switch del paradigma energetico. Perché la tutela dell'ambiente e lo sviluppo delle fonti rinnovabili possono e devono svilupparsi in parallelo".

http://torino.repubblica.it/-Corona: si cerca anche in Portogallo


LE ULTIME NOTIZIE

Corona: si cerca anche in Portogallo

Torino, 21 gen. (Adnkronos) - Fabrizio Corona potrebbe nascondersi in Portogallo. E' uno dei paesi su cui gli investigatori stanno concentrando le ricerche del fotografo dei vip, condannato in via definitiva per l'estorsione al calciatore Trezeguet e irreperibile da venerdi'. A quanto si apprende li' Corona avrebbe ''conoscenti molto facoltosi'' che potrebbero aiutarlo. Resta da capire se queste persone, che secondo indiscrezioni avrebbero grossi interessi anche in Italia, rischierebbero di compromettersi per il fotografo. Quello che sembra certo e' che venerdi' scorso Corona si sia allontanato da Milano a tarda sera a bordo di un'auto. La direzione sarebbe stata quella di Francia e Spagna, probabilmente passando per le montagne piemontesi.Per lui ieri la Procura generale di Torino ha spiccato un mandato di arresto internazionale che dovrebbe aiutare a intercettare il fotografo nel caso cercasse di lasciare l'Europa.

http://www.agi.it-Addio alla Atari, dalla supremazia nei videogame al collasso


Addio alla Atari, dalla supremazia nei videogame al collasso

Addio alla Atari  dalla supremazia nei videogame al collasso
10:19 22 GEN 2013

(AGI) - Roma, 22 gen. - Atari, il colosso dei videogiochi che e' stato dichiarato fallito, sviluppava, pubblicava e distribuiva giochi per tutte le maggiori console e personal computer, ed era una delle piu' grandi case di pubblicazione negli Stati Uniti.

Fu una pioniera nei giochi arcade, nelle console domestiche, e nei personal computer, e il suo dominio in quelle aree la resero la piu' grande forza nell'industria dell'intrattenimento elettronico dagli inizi fino alla meta' degli anni ottanta. Il marchio e' stato anche usato varie volte dalla Atari Games, una differente compagnia che si e' staccata nel 1984. Sin dai primi tempi delle macchine a gettone, l'Atari e' stata responsabile del successo delle console domestiche come l'Atari 2600 (VCS); ha prodotto una serie di computer a otto bit (Atari 400 & 800); ha preso parte alla rivoluzione dei computer a 16 bit con l'Atari ST; ha costruito la rivoluzionaria (per i suoi tempi) console Atari Jaguar a 64-bit; ed ha lanciato una console portatile, la Atari Lynx, prima console portatile a colori. 

Fondata negli Stati Uniti nel 1972 da Nolan Bushnell e Ted Dabney, all'Atari si puo' attribuire l'inizio dell'industria videoludica con Pong la cui versione domestica si connetteva ad un televisore. Bushnell vendette Atari alla Warner Communications nel 1976 per circa 28-32 milioni di dollari, usando parte del denaro per comprare la Folgers Mansion. Ha lasciato la divisione nel 1979. Durante il periodo della Warner, Atari raggiunse il suo piu' grande successo, vendendo milioni di console Atari 2600. Al suo apice, Atari contribuiva per un terzo alle entrate annuali della Warner e divenne la compagnia con lo sviluppo piu' veloce nella storia degli Stati Uniti (all'epoca).