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martedì 28 maggio 2013

http://www.lastampa.it-Roma nera: tre omicidi in poche ore Alemanno: è la criminalità organizzata

Roma nera: tre omicidi in poche ore
Alemanno: è la criminalità organizzata

La prima vittima, un pensionato
di 62 anni, stava rincasando dopo
aver portato a spasso il suo cane
quando è stato freddato. In serata
le esecuzioni a Fiumicino e Anzio
ROMA
Due esecuzioni in un solo giorno a Roma e alle porte della capitale. Poi una sparatoria ad Anzio, sul litorale romano, che lascia a terra una persona morta e una ferita gravemente. In poche ore torna l’incubo di una Roma violenta, insanguinata dalla criminalità che regola i conti senza scrupoli, in strada o addirittura bussando alla porta della vittima. «Abbiamo vinto con la riduzione dei reati, della criminalità in strada e di lotta al degrado ma c’è un problema di attacco di criminalità organizzata nella città di Roma, che è nuovo e al quale bisogna reagire in maniera compatta» dice in serata il sindaco Gianni Alemanno. 

Il primo delitto a Tor Sapienza, periferia est: ucciso un pensionato che portava a spasso i cani sotto casa. Nel pomeriggio a Focene, sul litorale alle porte della città, un 40enne con piccoli precedenti è stato freddato davanti alla sua abitazione, dove la moglie e il figlio hanno sentito lo sparo. Il killer di Pietro Rasseni ha bussato alla porta dell’abitazione e, quando la vittima ha aperto, lo ha freddato con un colpo alla testa. L’assassino sarebbe poi fuggito su un motorino. Al momento non si ipotizzano collegamenti tra i due casi. Poi, l’ultimo omicidio ad Anzio, dove i killer hanno sparato anche questa volta in strada, uccidendo una persona e riducendone in fin di vita un’altra. 

Nel primo, l’assassino ha ucciso con un proiettile dritto alla fronte, uno sparo che fa sobbalzare dal letto gli inquilini del palazzo. I cani ancora al guinzaglio che abbaiano mentre il loro padrone finisce a terra, morto. Un’esecuzione in piena regola a Tor Sapienza, alle 7 di mattina. Claudio D’Andria, romano di 62 anni, ex custode e usciere dell’ufficio comunale del municipio di zona, ucciso sotto casa, in via Giorgio Morandi. D’Andria aveva portato i cani a spasso, come faceva tutti i giorni, a volte anche accompagnato da alcuni vicini. Oggi era solo. Ad aspettarlo, nascosto sotto il palazzo, c’era un uomo che si è avvicinato e gli ha puntato la pistola in faccia da vicino. Ha sparato e poi è scappato. La Squadra Mobile ha passato al setaccio il quartiere. Bussando ad ogni porta e da una strada all’altra. Testimonianze, orari, ipotesi, ricostruzioni sui trascorsi del 62enne. Il puzzle è ancora all’inizio, ma alcuni tasselli già ci sono. Tra tutti, le parole di un testimone chiave, che parla di un uomo visto allontanarsi da solo, dopo lo sparo, in un parco nelle vicinanze. Qualcuno invece parlava di persone che sono sfrecciate via su uno scooter, ma con il passare delle ore quest’ultima ipotesi sembra perdere forza. E poi c’è quella macchia sul passato di D’Andria - riferiscono gli investigatori -, un piccolo precedente per spaccio di droga. È proprio da quella vicenda che gli agenti sono partiti. Ma il percorso delle indagini non è scontato. L’uomo potrebbe avere avuto dei dissapori recenti e di sicuro l’omicidio è stato qualcosa di premeditato, di calcolato. Non è stata una lite estemporanea, ma al momento non ci sono elementi evidenti sul movente del delitto. Finora la sola traccia lasciata dal killer sul posto è quel bossolo di proiettile calibro 7,65. Unico e mortale. Un delitto che stride anche con il racconto dei vicini della vittima. «È sempre stata una persona riservata ma gentile», spiegano alcuni.  

Da anni D’Andria era separato dalla moglie, con la quale aveva avuto una figlia, e viveva nell’appartamento di via Morandi con la madre anziana. Era in pensione da diversi mesi dopo aver lavorato come usciere e custode nel palazzo comunale dell’ex-V municipio. Tutti lo ricordano come «un signore distinto, ammirato soprattutto dalle donne per il suo aspetto e i suoi modi, e un romanista sfegatato». Il quartiere è sconvolto, ma non sembra neppure troppo sorpreso. «Qui ormai sembra terra di nessuno - dicono - e la gente non ne può più». 

new york skyline


http://www.tomshw.it-Missione Volare al via: italiano nello spazio per sei mesi

Parte questa sera la missione Volare, che poterà per la prima volta nello spazio un astronauta italiano per sei mesi. Luca Parmitano farà almeno due passeggiate spaziali e mangerà caponata e parmigiana.

Missione Volare al via: italiano nello spazio per sei mesi

di Elena Re Garbagnati - pubblicato martedì 28 maggio 2013 alle 13:27

Parte questa sera la missione Volare, che poterà per la prima volta nello spazio un astronauta italiano per sei mesi. Luca Parmitano farà almeno due passeggiate spaziali e mangerà caponata e parmigiana.

Si chiama Luca Parmitano il primo astronauta italiano impegnato in una missione di lunga durata. Vivrà per sei mesi nella Stazione Spaziale Internazionale e compirà due EVA, attività extraveicolari note anche come "passeggiate spaziali", insieme a Christopher Cassidy.
Luca Parmitano
La missione, che si chiama Volare in ricordo della canzone di Domenico Modugno, partirà questa sera alle 22:31, quando la navicella Soyuz comandata da Fyodor Yurchikhin decollerà da Baikonur, Kazakistan. Parmitano e altri due astronauti entreranno in orbita a 28mila chilometri orari e approderanno alla Stazione Spaziale Internazionale alle 5:55 di domani.
Per rendere più piacevole il soggiorno arriveranno in tavola i piatti di casa nostra, come per esempio la parmigiana di melanzane e il risotto ai funghi, per non parlare della caponata. I cibi dopo la cottura sono stati disidratati e confezionati in porzioni che dovranno essere cotte a 65 gradi prima della consumazione.
Luca Parmitano missione Volare - PR
 
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La partecipazione dell'ingegnere di volo italiano è un giusto riconoscimento non solo al suo impegno e alle sue indiscusse capacità, ma anche al nostro Paese. È stata proprio l'Italia a produrre molti dei componenti della ISS, e sarà l'azienda tricolore Thales Alenia Space ad assemblare il cargo ATV, che ai primi di giugno recapiterà materiali e cibo agli astronauti in missione. Se volete seguire il lancio in diretta

Bravo Giulio...


http://www.agi.it-Bahamas: paura su nave crociera, scoppia incendio, 2mila a bordo

Bahamas: paura su nave crociera, scoppia incendio, 2mila a bordo

Bahamas paura su nave crociera  scoppia incendio  2mila a bordo
11:41 28 MAG 2013

(AGI) - Washington 28 mag. - Un incendio e' scoppiato su una nave da crociera della Royal Carribean, a largo di Coco Bay, nelle Bahamas. Nessuno degli oltre duemila passeggeri e' rimasto ferito. Per precauzione la nave ha effettuato una sosta a Freeport, per un'attento monitoraggio degli eventuali danni al sistema elettrico: i sistemi di propulsione e di comunicazione non hanno riscontrato nessun malfunzionamento, ha dichiarato la Royal Carribean. La "Grandeur of seas" e' salpata da Baltimora il 24 maggio, per un viaggio di una settimana. Il rogo e' solo l'ultimo di una serie di incidenti che hanno interessato le navi da crociera. A febbraio, migliaia di passeggeri erano rimasti bloccati su una nave da crociera della "Carnival Cruise Line", a largo del Golfo del Messico, privi di elettricita' e dell'uso dei bagni, dopo 

http://www.ilmessaggero.it-Neonato gettato nella toilette, è salvo Era rimasto incastrato nello scarico Video

Neonato gettato nella toilette, è salvo

Era rimasto incastrato nello scarico Video

PER APPROFONDIRE tagcinaneonatotoilettewc
ROMA - È stato gettato nel water appena nato ed è sopravvissuto, incastrato in un tubo di scarico di appena 10 centimetri di diametro, facendo sentire la sua presenza con vagiti che hanno allertato gli inquilini del palazzo e fatto scattare una difficile operazione di salvataggio che si è conclusa con successo. È quanto accaduto in un condominio nella provincia orientale dello Zhejiang, in Cina.

Lo riporta il China Daily spiegando che il piccolo - due giorni di vita e 2,3 chilogrammi di peso - è stato trovato dai vigili del fuoco nella colonna di scarico al quarto piano di un palazzo di Jinhua, dove era arrivato probabilmente gettato in un water. È stato uno degli inquilini a rendersi conto della presenza del bambino e, allarmato dai vagiti, ha chiamato i pompieri che hanno dovuto lavorare non poco per liberarlo dal tubo di 10 centimetri di diametro. Il piccolo è ora in ospedale dove è in condizioni stabili, nonostante gravi contusioni.

Al bambino è stato dato il nome di 59, dal numero della sua incubatrice. L'episodio risale a sabato scorso, ma solo oggi se ne avuta notizia, con le immagini del recupero che stanno facendo il giro della rete. Molti anche i commenti, l'indignazione e le richieste di dure punizioni nei confronti dei genitori del piccolo.

http://www.adnkronos.com- Inchiesta trans, Marrazzo: "Colpita la mia dignità. Del video mi informò Berlusconi"

Inchiesta trans, Marrazzo: "Colpita la mia dignità. Del video mi informò Berlusconi"

Piero Marrazzo (Adnkronos)  Piero Marrazzo (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 28 maggio, ore 13:10
Roma - (Adnkronos/Ign) - L'ex governatore della Regione Lazio ascoltato come testimone sul caso che quattro anni fa lo ha visto protagonista: "In via Gradoli il più grande errore della mia vita"




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Roma, 28 mag. (Adnkronos/Ign) - L'ex governatore del Lazio Piero Marrazzo ha rievocato oggi davanti al Tribunale di Roma i fatti che quattro anni fa lo hanno visto protagonista, in via Gradoli, di un incontro con il trans Natalì. Per questa vicenda Marrazzo, ascoltato come parte civile e testimone, rispondendo alle domande dei pubblici ministeri Rodolfo Sabelli e Edoardo De Santis, ha detto: "Mi sono separato da mia moglie, ho lasciato l'incarico di governatore del Lazio... era giusto fare così. Ora sono tornato 'a non fare il mio lavoro' presso la Rai".
Ricordando i fatti Marrazzo ("in via Gradoli il più grande errore della mia vita") ha sottolineato come i quattro anni trascorsi dopo la vicenda, sono stati per lui molto difficili perché il suo 'errore' ha colpito la famiglia, la sua dignità personale e professionale. Questi fatti, ha ricordato ancora Marrazzo, "mi hanno provocato dolore determinato anche da una campagna mediatica per me aggressiva e diffamatoria. Alla pubblica opinione su di me sono state fornite notizie non corrispondenti al vero".
''Dell'esistenza di un video che riprendeva quanto accadeva fui informato qualche settimana dopo il fatto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - ha detto ancora Marrazzo -. Fu lui a telefonarmi. Mi sembra di ricordare che disse che il direttore di una rivista del gruppo Mondadori, Signorini, aveva visto un video che mi riguardava''.
L'ex governatore del Lazio ha aggiunto: ''Signorini aveva visto un video che mi riguardava e che però secondo lui era inutilizzabile perché non si capiva bene che cosa riprendesse. Berlusconi aggiunse che questo filmato lo aveva anche un'agenzia di Milano. Ricordo che mi diede il numero telefonico e che parlai con una donna. Mi confermò d'avere quel filmato. Io dissi che avrei mandato qualcuno di mia fiducia per vederlo. Ma poi dopo qualche tempo mi richiamò Berlusconi per informarmi che il video era stato sequestrato dai Ros. Quando fui sentito in Procura ebbi modo di vedere quel video, forse era stato girato in modo farraginoso e si era anche tentato di fare un montaggio. Oggi ripensando a questa storia e al comportamento dei carabinieri che mi impedirono di lasciare la casa di Natali penso che l'abbiano fatto perché stavano girando il video''.
Marrazzo, parlando delle sue frequentazioni con i trans, ha dichiarato che negli anni passati ebbe con questi personaggi sporadici incontri ma non più di cinque e che qualche volta si era fatto uso di cocaina. "Ma non ero io a portare la sostanza stupefacente come non è vero che abbia usato l'auto di servizio per questo tipo di incontri o che abbia portato trans negli uffici della Regione", ha detto.

http://www.corriere.it-Cinque Stelle, dopo la delusione, l'ira di Grillo : «Chi vota Pd e Pdl condanna il Paese» Il leader accusa gli elettori:«Noi tanti errori, ma gli unici a restituire 42 milioni di Euro» E i suoi: «Cittadini ingrati»

Cinque Stelle, dopo la delusione, l'ira di Grillo : «Chi vota Pd e Pdl condanna il Paese»

Il leader accusa gli elettori:«Noi tanti errori, ma gli unici
a restituire 42 milioni di Euro» E i suoi: «Cittadini ingrati»

Beppe Grillo (Lapresse)Beppe Grillo (Lapresse)
Il giorno dopo la grande delusione, per il M5s, voti ridotti dalla metà ai due terzi rispetto alle politiche e nessun ballottaggio nelle grandi città, è l'ora dell'analisi. O meglio dell'ira di Beppe Grillo. Dopo aver fatto parlare (pochi) esponenti del movimento (il diktat era di non commentare i risultati), il comico è uscito direttamente allo scoperto con un durissimo post sul suo blog. «Il M5S ha commesso errori, chissà quanti, ma è stato l'unico a restituire 42 milioni di euro allo Stato» tuona Grillo. E poi sferza quell'Italia che votando Pd e Pdl, i partiti che «li rassicurano ma in realtà hanno distrutto il Paese, si sta condannando a una via senza ritorno».
«CAPISCO CHI VOTA I CONDANNATI»- Grillo esonera dalle responsabilità la stampa, «i pennivendoli» come li chiama lui. E punta dritto al bersaglio, ricorrendo all'arma del sarcasmo, gli elettori che non hanno votato il Movimento Cinque Stelle. «Non si tratta di italiani che hanno sbagliato per consuetudine o per dabbenaggine, ma di persone pienamente responsabili della loro scelta» parte il comico. E attacca: «Capisco chi ha votato, convinto, per il condannato in secondo grado per evasione fiscale e chi ha dato la sua preferenza ai responsabili del disastro dell'ILVA, del Monte Paschi che hanno come testimonial il prescritto Penati. Capisco chi ha mantenuto la barra dritta e premiato i partiti che succhiano i finanziamenti pubblici e non chi li ha restituiti allo Stato. Vi capisco. Il vostro voto è stato pesato, meditato».
LE DUE ITALIE - Perché, per il leader M5S. esistono due Italie: «La prima, che chiameremo Italia A, è composta da chi vive di politica, 500.000 persone, da chi ha la sicurezza di uno stipendio pubblico, 4 milioni di persone, dai pensionati, 19 milioni di persone (da cui vanno dedotte le pensioni minime che sono una vergogna). La seconda, Italia B, di lavoratori autonomi, cassintegrati, precari, piccole e media imprese, studenti». Per la prima vince «il teniamo famiglia, si vota prima per sé stessi che per il paese», la seconda sta «sta morendo, ogni minuto un'impresa ci lascia per sempre». Per concludere infine che «l'Autunno Freddo è vicino e forse, per allora, l'Italia A capirà che votando chi li rassicura, ma in realtà ha distrutto il Paese, si sta condannando a una via senza ritorno. Vi capisco, avete fatto bene». Colpa degli elettori insomma, è la posizione del leader maximo del movimento.
«CHE SCHIFO» - Posizione che hanno sposato pure quei pochi che hanno parlato nel day after. Come per Grillo, anche tra altri rappresentanti dell'M5s, serpeggia lo spettro dell'irriconoscenza nei confronti dei "cittadini" (come vengono chiamati dal Movimento gli elettori) che non avrebbero capito il messaggio dell'M5S.Aveva iniziato per primo l'arrabiatissimo Michele Pinassi, il candidato sindaco dei grillini a Siena, evidentemente convinto che lo scandalo bipartisan del Monte dei Paschi avrebbe portato acqua al mulino dei Cinque Stelle. Non è andata così: Pinassi ha preso l'8,5 quando alle politiche l'M5s aveva sbancato con il 20. E così il candidato si è amaramente sfogato contro gli elettori «Che schifo. Speravamo in un minimo di riconoscenza. Invece niente. Neppure un grazie. Invece del nostro riscatto morale preferiscono le loro rendite di posizione, garantite dal sistema del Monte dei Paschi».
«CITTADINI UN PO' INGRATI»- Dalla debacle di Siena partivano anche gli strali di Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, che poco dopo la chiusura delle urne aveva parlato di successo, utilizzando come pietra di paragone le amministrative del 2008, quando l'M5S era gli inizi, piuttosto che le politiche di febbraio. Ebbene martedì Di Maio, sulla sua pagina di Facebook scrive: «Votare a Siena il Pd protagonista dello scandalo Monte dei Paschi, per me è incomprensibile». E pur riconoscendo che «bisogna comunicare meglio», alla fine la colpa sembra essere degli elettori i «cittadini, credo siano stati un po' ingrati, lì in quei comuni dove c'è una storia di partecipazione ineguagliabile».
«COLPA DELLE CLIENTELE» - Il parlamentare Di Battista, ammettendo la delusione, dava la colpa alle clientele: «A livello locale c'è un forte voto clientelare che pesa. A molta gente che lavora nelle aziende pubbliche conviene votare così». Unica voce fuori dal coro, sembra essere quella del senatore Adriano Zaccagnini: «Avremmo dovuto fare i nomi di un governo a 5 stelle al momento giusto, quando aveva un senso: sbagliato dire sempre no». E qualcun altro, in via ufficiosa ammette;: «meglio una battuta d'arresto, eravamo stradimensionati, meglio 2/3 consiglieri ovunque e lavorare bene sul territorio» Ma, da Beppe Grillo in giù, non tira aria di mea culpa tra i Cinque Stelle.