curiosi

martedì 30 aprile 2013

http://www.corriere.it-«Stop al pagamento dell'Imu sulla prima casa» Corsa contro il tempo, rischio caos con i Comuni


«Stop al pagamento dell'Imu sulla prima casa»
Corsa contro il tempo, rischio caos con i Comuni

La scadenza del 17 giugno per il primo acconto: Caf in preallarme. Risparmio medio per famiglia di 255 euro

(Fotogramma)(Fotogramma)
«Stop ai pagamenti dell'Imu di giugno». La frase risuona in una Camera dei Deputati rigonfia di attesa per il discorso con il quale il premier in pectore, Enrico Letta, chiede la fiducia per far partire il nuovo governo. La dichiarazione raccoglie l'applauso convinto (e unanime) di Montecitorio e si basa sulla volontà di rivedere «la tassazione fiscale sulla prima casa» attraverso una riforma complessiva del sistema di imposte. D'altronde la "quadra" di questo governo di larghe intese (Pd, Scelta Civica, Pdl) è stata trovata anche sulla volontà di ridurre il peso dell'imposta municipale che ha gravato su tutti i contribuenti per un montante complessivo da 24 miliardi di euro che hanno consentito alla casse dello Stato di respirare. Ora il dietrofront ipotizzato da Enrico Letta, ma vediamo quali sono gli interrogativi (anche burocratici) e gli adempimenti attesi.
IL CONTO ALLA ROVESCIA - D'altronde il conto alla rovescia era già scattato. La data segnata in rosso nel calendario è quella del prossimo 17 giugno, la scadenza fissata per il pagamento dell'imposta municipale da parte di tutti i contribuenti. I tempi erano già stringenti perché i Comuni, erano alle prese con un'altra scadenza: quella del 16 maggio per modificare le aliquote con cui calcolare l'acconto. I Caf (i centri di assistenza fiscale) erano già in preallarme dopo questo inatteso ritardo dei municipi. Ora questo stop al pagamento significa in senso strettamente tecnico la necessità di un decreto legge urgente - forse il primo provvedimento del nuovo esecutivo - che comporterà lo stop ai pagamenti dell'imposta municipale sulla prima casa. Questa ipotesi rischia di creare un'impasse organizzativa, perché la macchina per la compilazione delle dichiarazioni dei redditi è già partita da un pezzo e ora bisognerà comunicare in un tempo rapidissimo gli eventuali cambiamenti.
LA PRIMA CASA - Ma quanto vale questo rinvio per le famiglie? L'anno scorso la rata media è stata di 255 euro. Ad ogni modo la precisazione sulla prima casa è determinante, perché è considerata quale abitazione principale (quindi una sola a nucleo familiare): si paga in tre rate per attutirne l'esborso (la prima a giugno, la seconda a settembre, la terza a dicembre) e ha generato un gettito pari a quattro miliardi di euro. Per la seconda casa e tutti gli altri immobili diversi dall'abitazione principale, le modalità sono ancora analoghe a quelle dell'Ici, cioè in due sole rate. Eppure al netto delle formalità burocratiche resta il rischio-caos. L'anno scorso - il primo con la nuova imposta municipale - pagare l’Imu fu esercizio complicato. Tanto che solo a poche ore dalla scadenza del saldo il ministero del Tesoro emanò una risoluzione per chiarire alcuni dubbi che avevano creato non pochi problemi. Ora lo scenario che si profila è ancora più caotico, ma magari ne gioverà il portafoglio.

http://www.agi.it-Lo yacht di Riccardo Bossi e' in Tunisia. Maroni, sequestratelo...


10:50 30 APR 2013

(AGI) - Milano, 30 apr. - La Lega e' pronta a rivendicare lo yacht rinvenuto in Tunisia, qualora fosse vero che e' stato acquistato da Riccardo Bossi attraverso Belsito e, quindi, con soldi del partito. "Ho chiesto all'avvocato di fare verifiche", ha detto il leader del Carroccio Roberto Maroni dopo la pubblicazione delle foto dell'imbarcazione da parte del Corriere della Sera.
   "Se fosse vero che e' stato comprato con i soldi della Lega, il che non e' stato ancora accertato, chiederemo subito il sequestro perche' - ha chiarito il segretario del Carroccio - i soldi della Lega devono tornare alla Lega".
   La vicenda dello yacht dal valore di 2,5 mln di euro per Riccardo Bossi era emersa nei giorni scorsi dall'ordinanza di custodia cautelare a carico dell'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito.
   Un'imbarcazione di lusso, ormeggiata nei pressi di Hammamet, che il figlio di Umberto Bossi "avrebbe a suo tempo acquistato avvalendosi di un prestanome grazie a un'ulteriore appropriazione indebita di Belsito".
   Ma l'ex tesoriere del Carroccio, attraverso i suoi legali, nega l'acquisto dell'imbarcazione: "non so nulla dello yacht di Riccardo Bossi".

http://www.corriere.it-Delrio: «l'Imu verrà sospesa a giugno Poi verrà alleggerita per i meno abbienti»


IL MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI CON I CRONISTI AL SENATO

Delrio: «l'Imu verrà sospesa a giugno
Poi verrà alleggerita per i meno abbienti»

«Il lavoro sarà fatto con il Parlamento,
non possiamo sapere il punto di approdo»

Il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, con la sua collega alla Giustizia Anna Maria Cancellieri (Ansa)Il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, con la sua collega alla Giustizia Anna Maria Cancellieri (Ansa)
«L'Imu verrà sospesa per la rata di giugno con l'impegno ad alleggerirla soprattutto per i meno abbienti». Così il ministro Graziano Del Rio. «Il lavoro sarà fatto con il Parlamento, non possiamo sapere il punto di approdo». Rispetto alla rimodulazione dell'Imu, spiega, «c'è un problema di liquidità di Comuni che affronteremo».

http://www.ilmessaggero.it-Siria, giornalista disperso da 20 giorni Nessuna notizia di Domenico Quirico...

Siria, giornalista disperso da 20 giorni
Nessuna notizia di Domenico Quirico
inviato del quotidiano La Stampa


PER APPROFONDIRE tagDomenico QuiricoLa Stampa
di Nino Cirillo
ROMA - Le ultime notizie che ha dato di sé Domenico Quirico, inviato della Stampa in Siria, risalgono a martedì 9 aprile: un sms a un collega della Rai per dirgli che era sulla strada per Homs. Da allora, venti giorni di buio totale, venti giorni durante i quali le ricerche riservate avviate in ogni direzione, con il coordinamento dell’Unità di crisi della Farnesina, non hanno dato purtroppo nessun risultato.

E’ stato così che il suo giornale, attraverso il direttore Mario Calabresi, ieri sera ha deciso di rendere pubblica la notizia: «Abbiamo perso i contatti con il nostro inviato...». E’ venuta meno la speranza, cioè, che il silenzio da solo possa risultare utile a trovare una soluzione. Dopo l’annuncio di Calabresi, un comunicato della Farnesina: «Il ministro Bonino segue personalmente il caso. E’ da giorni impegnato, in costante contatto con il quotidiano torinese e con la famiglia del giornalista, per chiarire la vicenda».

SEMPRE IM PRIMA LINEA
Quirico, 62 anni, sempre in prima linea negli ultimi tempi, a seguire i paesi del Nord Africa durante la Primavera araba, è partito dall’Italia per Beirut, secondo la ricostruzione del suo giornale, venerdì 5 aprile. Una giornata nella capitale libanese e poi l’ingresso in Siria, nel pomeriggio del 6, quando da Torino gli è arrivata la notizia del rapimento di quattro giornalisti italiani (poi liberati) proprio in Siria, nella zona di Idlib. Ma non era lì stava andando, puntava verso Homs, area calda dei combattimenti.
Lunedì 8 le ultime notizie alla famiglia, alla moglie Giulietta e alle figlie Eleonora e Metella. Prima un sms («tutto ok») e poi, a sera, una telefonata a casa, con una linea disturbatissima, per avvisarle che di lì a poco, per motivi di sicurezza in zone così pericolose, anche il suo telefono satellitare avrebbe smesso di funzionare.

La Farnesina sarebbe stata avvisata il 15 aprile e il direttore Calabresi spiega perché, d’accordo con la famiglia, sono passati questi giorni: «Siamo abituati ai silenzi di Domenico, che si ripetono quasi in ogni suo viaggio, tanto che l’ultima volta che era stato in Mali non lo avevamo sentito per sei giorni. Fanno parte del suo modo di muoversi e di lavorare...la sua strategia è viaggiare da solo, tenendo un profilo bassissimo e mimetizzandosi tra le popolazioni...».

A quel punto, d’accordo con il ministero degli Esteri -anzi, probabilmente su input della Farnesina-, la scelta del silenzio: «Nell’ipotesi che potesse essere in una situazione di difficoltà e cercasse di uscire, ci è stato spiegato che era bene non dare visibilità alla persona».

UN FIOCCHETTO GIALLO
Sono stati e restano ancora giorni di grande angoscia per la sorte di Domenico Quirico, che già in passato ha rischiato la vita per fare il suo mestiere. Fu nell’agosto di due anni fa, quando nel tentativo di arrivare a Tripoli, venne rapito insieme a tre colleghi italiani. Durante il sequestro l’autista fu ucciso, loro vennero liberati due giorni dopo. E poi tutti i suoi viaggi degli ultimi vent’anni, in Congo, in Ruanda, in Somalia. Questa è la quarta volta che entra in Siria.

«Noi restiamo tenacemente attaccati alla speranza di aver al più presto sue notizie -scrive Calabresi-, di continuare ad ascoltare i suoi racconti». Per questo, sulla testata della Stampa di questa mattina, campeggerà un fiocchetto giallo, «come fanno le famiglie che attendono il ritorno di una persona cara».

http://www.corriere.it-Governo, dopo il sì della Camera il voto di fiducia al Senato


Governo, dopo il sì della Camera
il voto di fiducia al Senato

Al via le dichiarazioni di voto sul programma di governo. Entro domenica la nomina dei sottosegretari

Enrico Letta (Afp)Enrico Letta (Afp)
Incassata la fiducia alla Camera, ora tocca al Senato. Il dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Enrico Letta a palazzo Madama è iniziato verso le 9 di martedì e durerà circa due ore, con la replica del premier attesa verso le 11. Tra i «big» a Palazzo Madama solo Mario Monti prenderà la parola per annunciare il voto del suo gruppo al governo Letta. Le altre dichiarazioni saranno svolte dai capigruppo. Fisco, lavoro, imprese e grandi riforme istituzionali: il programma di governo illustrato lunedì alla Camera da Letta ha incassato un'ampia fiducia con 453 sì a fronte di 153 no e di 17 astensioni. A favore Pd, Pdl, Scelta civica. Voto contrario di Sel e Movimento 5 stelle. La Lega si è astenuta.
IL VOTO DI FIDUCIA - I tempi per il dibattito e per il voto al governo sono piuttosto stretti visto che per il pomeriggio Letta è atteso in Europa. Così il minutaggio di ogni intervento è rigorosissimo. Appena scaduto si spegne il microfono. La prima chiama dei senatori per le operazioni di voto sulla fiducia è prevista per le 13 e il risultato della votazione dovrebbe essere proclamato attorno alle 14.
NOMINA DEI SOTTOSEGRETARI - Dopo il giuramento dell'esecutivo, la fiducia parlamentare, il Governo procederà alla nomina dei sottosegretari. Il ministro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi, conversando con i giornalisti in Senato, a margine del dibattito sulla fiducia, ha detto che le nomine arriveranno entro domenica.
LE COMUNICAZIONI SULLA SPARATORIA - Al termine delle votazioni sulla fiducia al Senato, seguiranno le comunicazioni del ministro dell'Interno Angelino Alfano sulla sparatoria in piazza Montecitorio in cui sono stati feriti il brigadiere dei carabinieri Giuseppe Giangrande e il carabiniere scelto Francesco Negri.

http://www.lastampa.it-Sale sulla gru :non so cosa dare da mangiare ai miei figli


CRONACA
30/04/2013 - DRAMMATICA PROTESTA

Sale sulla gru :non so cosa dare
da mangiare ai miei figli

Un albanese minaccia di uccidersi per la seconda volta in una settimana: «La prefettura mi deve 46 mila euro, io non ho più i soldi per vivere».
CLAUDIO LAUGERI
TORINO
È salito sulla gru per la seconda volta in meno di una settimana, all’angolo tra via San Quintino e corso Re Umberto. Vojo Gjoza, 49, anni, di origine albanese, ma da 20 anni in Italia, deve ricevere 46 mila euro dalla Prefettura. «Ho due case-famiglia per l’accoglienza dei giovani. La stessa Prefettura mi aveva chiesto la disponibilità per l’emergenza Nordafrica. Ho accolto 4 persone, ma per un anno non ho ricevuto un centesimo». Vojo ha incaricato un avvocato di far valere le proprie ragioni. E ci è riuscito. A metà. «Abbiamo ottenuto un decreto ingiuntivo dal giudice per quei 46 mila euro, ma la Prefettura non vuole pagare - aggiunge -. Non so che cosa dare da mangiare ai miei figli, sono disperato». Vojo è rimasto sulla gru per tre ore, sotto la pioggia. Vigili del fuoco, agenti della «Volante» e del Commissariato Centro lo hanno convinto a scendere. 

http://www.rainews24.rai.it/Il 27 ottobre '91 il killer uccise un barista di Forlimpopoli, Salvatore Andricciola, di Lamezia Terme


Cold case a Forlimpopoli, trovato il sospetto killer di 22 anni faLe indagini hanno puntato suhli ambienti della  criminalità calabrese

Le indagini hanno puntato suhli ambienti della criminalità calabrese
Bologna, 30-04-2013
Arrestato dalla squadra mobile di Bologna uno dei presunti autori di un omicidio avvenuto a Forlimpopoli (Forlì-Cesena) il 27 ottobre 1991, maturato negli ambienti della criminalità organizzata calabrese.
La polizia ha eseguito un'ordinanza del gip del Tribunale locale,richiesta dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura.

Il 27 ottobre '91 il killer uccise un barista di Forlimpopoli, Salvatore Andricciola, di Lamezia Terme. Da subito le indagini puntarono a Lamezia, per una faida che aveva coinvolto la famiglia di Andricciola (nel 1988 erano stati ammazzati il padre e lo zio), che si era trasferito nel Forlivese dopo essere stato ferito in un'imboscata.

http://it.reuters.com-Cellula islamista scoperta in Puglia, in corso 6 arresti


Cellula islamista scoperta in Puglia, in corso 6 arresti

martedì 30 aprile 2013 10:08
 
ROMA (Reuters) - I carabinieri stanno eseguendo sei arresti, in Italia e in Belgio, nell'ambito di un'indagine su una presunta cellula di militanti islamici con base in Puglia, ma collegata con un altro gruppo belga.
E' quanto si legge in una nota del Ros.
Per gli investigatori, i sei si occupavano soprattutto di indottrinare e addestrare nuovi militanti. Ma preparavano anche piani operativi di attacco, soprattutto negli Stati Uniti ma anche in Italia.
"Al centro delle indagini del Ros una cellula di matrice islamista, con base logistica in Puglia, in stretto contatto con personaggi di spicco del terrorismo internazionale e caratterizzata da un acceso antisemitismo e da un'aspra avversione verso gli stati 'infedeli', quali gli Stati Uniti e la stessa Italia", dice la nota del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri sulla cosiddetta operazione "Mashrah".
Secondo gli investigatori, la cellula svolgeva attività di proselitismo e indottrinamento dei nuovi affiliati, "anche con documenti audio-video incitanti alla jihad e ad azioni suicide in Occidente e nelle 'zone di guerra'".
Le sei persone per cui la procura di Bari ha emesso le ordinanze di custodia cautelare in carcere - cinque residenti in Puglia, Sicilia, Lombardia, una in Belgio - sono accusate di terrorismo internazionale e istigazione all'odio razziale.
L'indagine, coordinata dal pm barese Renato Nitti, è iniziata nel 2007 dopo l'arrivo a Bari di due immigrati irregolari tunisini, e si è sviluppata controllando le mosse di cittadini marocchini e tunisini che gestiscono call center e internet point.
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