curiosi

mercoledì 22 maggio 2013

http://youtu.be/407eyBOX-8s

Julia & Company - Breakin' Down (Sugar Samba) (Slayd5000)

slayd5000 (playlist)

http://www.youtube.com/watch?v=uO6f4lco5zc

Mango-nella mia città

http://www.agi.it/cronaca/notizie/201305221300-cro-rt10132-concordia_schettino_rinviato_a_giudizio_udienza_9_luglio


Concordia: Schettino rinviato a giudizio, udienza 9 luglio

Concordia Schettino rinviato a giudizio  udienza 9 luglio
13:00 22 MAG 2013

(AGI) - Grosseto, 22 mag. - L'ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino e' stato rinviato a giudizio: l'udienza e' stata fissata al 9 luglio del 2013. Il gup Pietro Molino ha rigettato la richiesta di integrazione probatoria fatta dai legali dell'ex comandante perche' ha definito le richieste degli avvocati di Schettino di integrazione all'incidente probatorio "irrituali e superflue vertendo su temi gia' oggetto di ampia analisi nell'incidente probatorio".

http://www.corriere.it/salute/speciali/2013/staminali/notizie/stamina-senato-approva-legge


Staminali, sì del Senato: il decreto è legge
Vannoni: «Disponibili a sperimentazione»

Chi è in terapia con il metodo Stamina può andare avanti.
Al via uno studio clinico di 18 mesi con 3 milioni di euro

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin (Ansa)Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin (Ansa)
MILANO - Chi è in cura con il cosiddetto metodo Stamina può continuare le terapie. E le cellule prodotte dalla fondazione di Davide Vannoni saranno sottoposte a una sperimentazione di 18 mesi finanziata con 3 milioni di euro. Questi i punti salienti del decreto diventato legge dopo l'approvazione definitiva del Senato (il testo in pdf). Il consenso dei senatori al testo, uscito dalla Camera due giorni fa con modifiche rispetto alla prima versione votata da Palazzo Madama il 10 aprile, è stato quasi unanime: 259 sì, 2 no e 6 astenuti. La legge riporta la terapia Stamina nell'alveo delle regole previste per i farmaci (e non per i trapianti), quindi sotto il controllo dell'Agenzia italiana del farmaco (cosa prevede la nuova legge).
I PUNTI - Dunque il provvedimento, "Disposizioni urgenti in materia sanitaria" firmato dall'ex ministro della Salute Renato Balduzzi, ora è legge. Chi ha già iniziato le terapie con il metodo Stamina può continuarle «sotto la responsabilità del medico prescrittore», e si prevede l'avvio di una sperimentazione di 18 mesi - a partire dall'1 luglio - per la quale vengono stanziati fino a 3 milioni di euro. Lo studio clinico, che dovrà verificare se il trattamento sia davvero efficace, è promosso dal Ministero della Salute che si avvale della collaborazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco e del Centro nazionale trapianti e sarà coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità, «in deroga alla normativa vigente» ma con l'unico paletto della sicurezza dei pazienti nella preparazione delle linee cellulari (lo scontro sulle modalità della sperimentazione). È istituito anche un Osservatorio «con compiti consultivi e di proposta, di monitoraggio, di garanzia di trasparenza delle informazioni e delle procedure» formato da esperti e associazioni dei familiari dei pazienti. La legge sposta inoltre al 1° aprile 2014 la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, con deroga di un anno.
«RIGORE E BUON SENSO» - Soddisfatta Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, che giudica la decisione del Senato «equilibrata e di buon senso». «La legge - spiega - rispetta la medicina da una parte e le famiglie dall'altra». Il ministro ha ringraziato tutti i gruppi parlamentari e i componenti delle commissioni di Camera e Senato «per la sensibilità dimostrata e la puntualità con cui è stato studiato ogni aspetto di questo provvedimento». Il Parlamento ha dato, «su questa vicenda complicatissima ed emotivamente coinvolgente, prova di rigore, serietà e compassione» ha aggiunto, concludendo che «se il trattamento risulterà davvero efficace si aprirà una nuova frontiera per la medicina». Secondo l'ex ministro Renato Balduzzi, «il decreto ha mantenuto lo spirito con il quale è stato proposto, di attenzione ai pazienti e alle famiglie sui diversi piani» e ha tenuto insieme questa esigenza con «la necessità che le famiglie e malati abbiano a disposizione cure riconosciute dalla comunità scientifica come utili per tutelare la salute».
«EVITATO FAR WEST» - «Stiamo compiendo un atto importante che potrà produrre esiti positivi, se ben condotto, si circoscrive ciò che rischiava di diventare una sorta di far west». Così la senatrice del Pd Emilia De Biasi, presidente della Commissione Sanità del Senato e relatrice del decreto. «Finalmente - ha detto la senatrice nella sua replica in Aula prima del voto finale - abbiamo circoscritto una metodica, abbiamo cercato di indicare un percorso possibile di validità, non di verità ma di verificabilità. In esso è contenuto il concetto che non può esistere libertà di cura se non vi è una responsabilità». E la senatrice Nerina Dirindin, capogruppo Pd in commissione Sanità: «È importante che si vigili sulla sperimentazione del metodo Stamina perché avvenga garantendo il livello scientifico e l'assoluta tutela dei pazienti, senza dimenticare che il finanziamento previsto è sottratto al Servizio Sanitario Nazionale che, già gravato dalle ristrettezze di questi ultimi anni, non riesce più a mantenere i Livelli essenziali di assistenza».
PRESSIONI - Il sottosegretario alla Salute Paolo Fadda ha sottolineato che «né il governo né il Parlamento si sono fatti condizionare da pressioni di qualsiasi genere». «Nonostante le tante provocazioni di Stamina, ora si può iniziare con la sperimentazione rispettando una legge approvata quasi all'unanimità dal Parlamento - ha aggiunto Fadda -. Ora sarà predisposto, per la massima trasparenza, un regolamento per la sperimentazione. Noi vigileremo con l'Osservatorio, ma ormai questa vicenda è un fatto scientifico, e questo era l'obiettivo. Ora sta al governo far partire subito la sperimentazione».
Davide Vannoni (Lapresse)Davide Vannoni (Lapresse)
VANNONI - Anche Davide Vannoni si dice disponibile a collaborare allo studio clinico che dovrà valutare l'efficacia delle terapie fatte con metodo Stamina, ma ribadendo le proprie condizioni. «Siamo disponibili alla sperimentazione, ovviamente se viene mantenuto quello che è stato detto alla Camera, e cioè che Stamina potrà mettere i necessari paletti perché la metodica non venga cambiata - ha detto -. Ci saranno tutta una serie di indicazioni e di valutazioni che raccoglieremo dal Ministero della Salute e che proporremo noi nell'ottica di trovare un punto di accordo nel quadro della legge approvata. Nell'insieme, però, esprimo pienamente il mio rammarico perché il testo che è diventato legge, al contrario di quello che era stato votato all'unanimità dal Senato inizialmente, risponde più all'interesse della comunità scientifica italiana e della burocrazia e non assolutamente alle esigenze dei pazienti». Nei giorni scorsiVannoni aveva spiegato in sette punti il motivo per cui secondo lui il metodo Stamina non può essere prodotto nelle 13 cell factories italiane autorizzate dall'Aifa, come appunto previsto dalla legge. Osservazioni a cui aveva replicato Michele De Luca, professore di Biochimica e direttore del Centro di Medicina Rigenerativa Stefano Ferrari dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
L'OSPEDALE - No comment invece dagli Spedali Civili di Brescia, dove le terapie vengono somministrate ai pazienti: «Aspettiamo di vedere l'iter, i criteri e le modalità di applicazione del decreto per esprimere una nostra posizione - spiega un portavoce -. Aspettiamo di avere un quadro più definito e di avere una situazione più chiara e completa. Quindi, al momento non entriamo nel merito della questione ma aspettiamo la conclusione dell'iter».

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/05/22/Furto-carburante-oleodotto-Toscana_8745566.html


Furto carburante da oleodotto in Toscana

Tra Empoli e Pontedera, interrotta e ripresa circolazione treni

22 maggio, 12:44
Furto carburante da oleodotto in Toscana(ANSA) - SAN MINIATO (PISA), 22 MAG - Il furto di carburante da in oleodotto Eni lungo la strada Firenze-Pisa-Livorno e la linea ferroviaria ha provocato lo sversamento di liquido oleoso in una zona di campagna a San Miniato, fermando anche la circolazione dei treni tra Empoli e Pontedera, poi ripresa alle 10:25. Le Ferrovie hanno predisposto il servizio di bus navetta tra le due località. La notte scorsa verso le 4 il comando dei vigili del fuoco di Castelfranco di Sotto è stato allertato da un cittadino.

http://www.corriere.it/tecnologia/13_maggio_21/classifica-marchi-apple-prima_1cb08c86-c206-11e2-a4cd-35489c3421dc.shtml


GUCCI E PRADA NELLA TOP100. LE POSIZIONI DI VERTICE DOMINATE DALL'HI-TECH

È Apple il marchio che vale di più nel mondo

La mela morsicata "pesa" 185 miliardi di dollari. La classifica Brandz: Google seconda, Samsung avanza ma è trentesima

Tasse evase o meno, Apple si conferma regina: il suo è il marchio che vale più al mondo. Esattamente 185 miliardi di dollari. Secondo brand più forte è Google, che ha scalzato IBM ora terza. Seguono McDonald's, Coca-Cola, AT&T, Microsoft, Marlboro e Visa. A chiudere la top ten, praticamente tutta a stelle e strisce e in prevalenza hi-tech, con un valore complessivo di mille miliardi di dollari, una sola outsider: il colosso cinese China Mobile. Secondo la consueta classifica annuale BrandZ, stilata da Millward Brown OPtimor e giunta alla sua ottava edizione, il colosso di Cupertino mantiene dunque lo scettro di «most valuable global brand». La corona a Cupertino, nel giorno in cui il senato americano l'attacca per aver eluso miliardi di dollari di tasse è una vittoria «in agrodolce»: la società ha perso infatti l'1% del proprio valore, mentre l'arcirivale Samsung - che resta lontana - ha acquisito il 51%.
È Apple il marchio che vale di piùÈ Apple il marchio che vale di più    È Apple il marchio che vale di più    È Apple il marchio che vale di più    È Apple il marchio che vale di più    È Apple il marchio che vale di più
IL PODIO - La medaglia d'argento va a Google, che con un valore di 113,66 miliardi di dollari riconquista il secondo posto, mentre Ibm scende al terzo con i suoi 112,53 miliardi. Fra le top 100 due aziende italiane: Gucci al 68esimo posto e Prada al 95esimo. Samsung (trentesima) vola, vedendo aumentare il proprio valore a 21 miliardi di dollari (+51&): un balzo che comunque la mantiene ancora lontano dalla vetta e dalla rivale Apple.
BRAND E BUSINESS - «La competizione per la leadership nel mercato smartphone ha consentito a Samsung di ottenere una crescita significativa nel valore del suo brand, bilanciando uno straordinario periodo di innovazione con un aumento della quota di mercato. La società ha speso 1,6 miliardi di dollari in pubblicità lo scorso anno», afferma Nick Cooper, managing director di Millward Brown Optimor. «Nonostante un mercato più competitivo, la capacità di Apple di mantenere la prima posizione è la dimostrazione di come il valore di un brand forte influisca sul business - mette in evidenza Cooper -. La gente ama il brand a prescindere dal valore del suo titolo in Borsa».
LUSSO - Gucci e Prada sono i due marchi italiani nella top 100 con un valore di brand in crescita, rispettivamente del 48% e del 63% rispetto allo scorso anno. Gucci, con un valore pari a 12,7 miliardi di dollari, si classifica al numero 68 della classifica generale e alla posizione numero 3 nella classifica del settore lusso. Prada, con un valore di 9,5 miliardi di dollari, si posiziona al numero 95 nella classifica generale e al numero 4 nel ranking di settore. Fendi, altro marchio italiano, non rientra tra i primi 100 marchi in BrandZ Top 100, ma si posiziona al nono posto della classifica lusso. La categoria lusso, dove primeggia come lo scorso anno Louis Vuitton, è cresciuta complessivamente del 6%, contro il 15% dell'anno scorso.

http://www.lastampa.it/2013/05/22/scienza/tuttoscienze/sei-ore-nella-soyuz-e-poi-sei-mesi-sulla-stazione-J1jTARmH2TqJVi6dPCiWOM/pagina.html


Sei ore nella Soyuz
e poi sei mesi sulla Stazione

AFP
Luca Parmitano (a destra) con Fyodor Yurchikhin e Karen Nyberg

Conto alla rovescia per l’avventura
di Parmitano
DAVID AVINO
Insaccati per ore nei seggiolini, stretti in pochi metri cubi, i tre astronauti attenderanno la voce che scandirà il «countdown». Con le ginocchia rannicchiate in posizione fetale indosseranno una scomoda tuta spaziale e un ingombrante casco che limiterà i movimenti e la visuale

All’ora x si accenderanno i quattro propulsori, che spingono la navicella Soyuz nei primi due minuti di volo. E la cabina inizierà a vibrare come un frullatore. La tensione salirà, le comunicazioni tra equipaggio e centro di controllo si intensificheranno. Poi dalla radio giungerà la frase che Luca Parmitano e i due compagni di viaggio - il comandante russo Fyodor Yurchikhin e la statunitense Karen Nyberg - ha sempre sognato di sentire: «Tre, due, uno… go!». 

I bracci della rampa di lancio si apriranno e la Soyuz si allontanerà, mentre il rombo dei motori segnerà la notte di Baikonur e una fiammata illuminerà la steppa. La navicella accelererà e l’equipaggio si sentirà schiacciare sui seggiolini da una spinta che arriverà a quattro volte la forza di gravità. Dalla Stazione Spaziale Internazionale gli altri colleghi li attenderanno e potranno scrutare in lontananza il bagliore del lancio. 

L’appuntamento è tra meno di una settimana, martedì 28, quando le simulazioni diventeranno realtà e il conto alla rovescia sarà quello vero. Alle 22:31 ora italiana, dal cosmodromo di Baikonur in Russia, la Soyuz Tma-09M salperà alla volta del «residence spaziale». Dopo appena cinque minuti il secondo stadio si separerà e la navicella sarà già a 176 km dalle nostre teste, alla velocità di 13 mila km orari. I tre astronauti, in contatto con il centro di Mosca, controlleranno gli strumenti. Poi, dopo nove minuti, a 28 mila km orari, il terzo stadio si separerà, segnando così l’ingresso in orbita. 

Yurchikhin e Parmitano effettueranno alcune correzioni per portare la navicella a 400 km di altitudine. Ed ecco la Stazione: sarà visibile in lontananza. E allora inizierà l’inseguimento. Ci vorranno quasi sei ore per un attracco a tempo di record. Da un puntino luminoso la Stazione diventerà un gigante nello spazio. Attivato il pilota automatico, la Soyuz attraccherà da sola. Ma l’equipaggio non staccherà mai gli occhi dagli strumenti e le mani dai comandi per poterli riprendere in caso di problemi o avarie. La navicella compirà una serie di manovre per allinearsi alla porta di attracco della Stazione che si avvicinerà diventando enorme, fino a chiudere la visuale alla Soyuz. 

Sarà uno scossone a turbare la quiete apparente. «Contatto, cattura», annunceranno da Mosca. L’equipaggio si stringerà le mani, mentre il comandante della Stazione, il russo Pavel Vinogradov, darà loro il benvenuto: «Welcome to the Station». 

Termineranno i controlli e si libereranno dalle tute pressurizzate. Saranno pronti ad aprire la porta di attracco per incontrare gli altri inquilini della Stazione, Aleksander Misurkin e Chris Cassidy, che li attendevano da tempo. 

Parmitano, 37 anni, l’astronauta italiano di Paternò, maggiore dell’Aeronautica Militare, ha vissuto centinaia di volte, durante le simulazioni, queste fasi del lancio e dell’attracco alla Stazione. Martedì prossimo comincerà la sua avventura, la missione «Volare»: 170 giorni in orbita. «A bordo sarò ingegnere, scienziato, assistente medico e pilota», ha ripetuto spesso, con la grinta che lo contraddistingue. 

Reclutato come astronauta dell’Esa, volerà con un «biglietto» staccato dall’Agenzia spaziale italiana in accordo con la Nasa. E sarà il primo italiano ad avventurarsi fuori dalla Stazione. Assieme a un collega americano farà due «passeggiate» per le manutenzioni ai sistemi e per completare la configurazione in vista dell’arrivo di un nuovo modulo scientifico russo. Si è addestrato per quattro anni, tra Usa, Germania, Giappone, Russia e Canada, e presto sarà anche protagonista di molti esperimenti: di fisiologia, biologia, fluidodinamica, scienza dei materiali e studio delle radiazioni. 

http://www.webnews.it-Xbox One: l’hard disk non si potrà cambiare Leggi tutto: http://www.webnews.it/2013/05/22/xbox-one-lhard-disk-non-si-potra-cambiare/#ixzz2U1Ecr1H6


Xbox One: l’hard disk non si potrà cambiare

L'hard disk da 500 GB della Xbox One non potrà essere rimosso o sostituito dall'utente. Chi vorrà più memoria dovrà optare per soluzioni via USB.

22 maggio 2013, 12:47
Xbox One sarà disponibile al lancio in un’unica versione con hard disk da 500 GB. Tale hard disk non potrà però essere ne rimosso, né sostituito: lo ha confermato Albert Penello, direttore senior della divisione pianificazione dei prodotti di Microsoft, durante un’intervista rilasciata a Engadget dopo poche ore la presentazione della nuova console next-gen.
Microsoft metterà a disposizione degli utenti delle soluzioni di storage alternative, come pen drive e dischi rigidi da connettere al sistema via USB, volte ad accontentare coloro i quali necessiteranno di uno spazio aggiuntivo per i giochi e per gli altri contenuti installabili. Saranno tre le porte USB 3.0 in dotazione nella Xbox One, che potranno esser usate appunto per collegarvi dei dispositivi compatibili.
500 GB di spazio per lo storage dei dati – giochi, applicazioni, show TV, download di contenuti extra e di altro genere – dovrebbero comunque essere sufficienti per una buona fetta d’utenza. Del resto, si tratta di un enorme passo avanti rispetto a quanto fatto con la Xbox 360, che al lancio era dotata di un hard disk da soli 20 GB.
L’azienda di Redmond ha pertanto deciso di non offrire la possibilità di sostituire o rimuovere l’hard disk integrato nella piattaforma. In caso di guasto, ad esempio, sarà necessario contattare l’assistenza Microsoft, dato che lo storage principale non sarà riparabile dall’utente o da un altro esperto.


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http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/05/22/Poliziotto-uccide-moglie-suicida_8745120.html


Poliziotto uccide la moglie e si suicida

Nel Padovano, motivi sentimentali all'origine del tragico gesto.

22 maggio, 11:52
PADOVA - Un poliziotto ha ucciso la moglie con un colpo di pistola e si sarebbe suicidato con la stessa arma. Il fatto è avvenuto a Cadoneghe (Padova) ed è stato scoperto dai colleghi del poliziotto che sono andati da lui non avendolo visto arrivare al lavoro. Il motivo del gesto sarebbe riconducibile a motivi sentimentali.
Sul posto subito dopo che è scattato l'allarme sono giunti il Questore di Padova e il Pm di turno Vartan Giacomelli. Il poliziotto apparteneva al reparto mobile della polizia e sui problemi della coppia, al momento, non è trapelato nulla mentre sarebbe chiara la dinamica dell'omicidio-suicidio . I colleghi, a sorpresa, stamane, non hanno visto giungere al lavoro il poliziotto e quindi alcuni di loro sono andati a casa del collega. Dopo aver più volte ed inutilmente suonato il campanello, hanno deciso di entrare nell'abitazione trovando i due corpi privi di vita. All'opera ora, anche la polizia scientifica e un patologo, per stabile una prima sequenza dei fatti.

http://www.adnkronos.com-Staminali, dal Senato sì definitivo a decreto Vannoni: ''Disponibili a sperimentazione''


Staminali, dal Senato sì definitivo a decreto Vannoni: ''Disponibili a sperimentazione''

ultimo aggiornamento: 22 maggio, ore 12:56
Roma - (Adnkronos Salute) - L'ok al testoconsentirà a chi è già in cura con il metodo Stamina di continuare la terapia. Prevista una sperimentazione di 18 mesi. Il fondatore di Staminaall'Adnkronos Salute: ''Il testo risponde più all'interesse di comunità scientifica e burocrazia che a quello dei pazienti''.Lorenzin: ''Legge rispetta medicina e famiglie''. Appello di 4 fratelli di Lipari con distrofia: cura con staminali di Stamina o eutanasia


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Roma, 22 mag. (Adnkronos Salute) - Con 259 voti favorevoli, 2 contrari e 6 astenuti, il Senato ha approvato in via definitiva il decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia sanitaria (ddl n. 298-B), cioè le norme per le cure con cellule staminali e la proroga della chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari.
Il via libera al testo consentirà a chi è già in cura con il metodo Stamina di continuare la terapia. Prevista una sperimentazione di 18 mesi con fondi stanziati pari a 3 milioni di euro.
Davide Vannoni, fondatore di Stamina, commentando l'approvazione del decreto-legge Balduzzi, ha annunciato: "Siamo disponibili alla sperimentazione, ovviamente se viene mantenuto quello che è stato detto alla Camera, e cioè che Stamina potrà mettere i necessari paletti perché la metodica non venga cambiata".
"Ci saranno tutta una serie di indicazioni e di valutazioni che raccoglieremo dal ministero della Salute e che proporremo noi nell'ottica di trovare un punto di accordo nel quadro della legge approvata", ha spiegato Vannoni all'Adnkronos Salute.
"Nell'insieme, però, esprimo pienamente il mio rammarico perché il testo che è diventato legge, al contrario di quello che era stato votato all'unanimità dal Senato inizialmente,risponde più all'interesse della comunità scientifica italiana e della burocrazia e non assolutamente alle esigenze dei pazienti", ha concluso .
Per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la legge ''rispetta la medicina da una parte e le famiglie dall'altra". Permetterà di coniugare, ha spiegato il ministro, la necessità di far proseguire i trattamenti a coloro che li hanno iniziati e far partire "una sperimentazione, in tempi certi e finanziata, che darà la possibilità di verificare se il trattamento sia davvero efficace. Qualora lo fosse - ha ammesso - si aprirà una nuova frontiera per la medicina".
Soddisfatto Paolo Fadda, sottosegretario alla Salute, che ha osservato: "Nonostante le tante provocazioni di Stamina, ora si può iniziare con la sperimentazione rispettando una legge approvata quasi all'unanimità dal Parlamento".
"Né il governo né il Parlamento si sono fatti condizionare da pressioni di qualsiasi genere", ha poi aggiunto.
"Ora - ha spiegato - sarà predisposto, per la massima trasparenza, un regolamento per la sperimentazione. Noi vigileremo con l'Osservatorio, ma ormai questa vicenda è un fatto scientifico, e questo era l'obiettivo". "Oggi è una pagina importante per il Parlamento - ha concluso - perché si è riusciti a migliorare il testo e non era facile visto il clima politico così difficile".
L'ex ministro della Salute, Renato Balduzzi, plaude all'ok definitivo al provvedimento che porta il suo nome: "Il decreto approvato al Senato - ha dichiarato - ha mantenuto lo spirito, con il quale è stato proposto, di attenzione ai pazienti e alle famiglie sui diversi piani".