(ANSA) - ROMA, 19 FEB - Dopo un periodo di preview durato sei mesi, Outlook la posta elettronica di Microsoft e' da oggi disponibile in versione definitiva. Lo ha annunciato Redmond in un post ufficiale, entro l'estate dovrebbe avvenire l'upgrade degli account Hotmail, il servizio pioniere dell'azienda. ''Da quest'estate 60 milioni di persone hanno usato Outlook'', spiega David Law, responsabile mondiale del servizio. Pochi giorni fa Microsoft aveva lanciato una campagna contro la privacy di Gmail di Google.
Gb, una scrittrice attacca Kate Middleton "Principessa di plastica senza personalità"
Hilary Mantel, autrice di romanzi britannica pluripremiata, accusa la duchessa di Cambridge di essere "senza personalità" e di avere come unico scopo quello di procreare. Il premier Cameron: "attacco incauto ed errato"
FOTO AP/LAPRESSE
15:19 - Kate Middleton è una "principessa di plastica", senza personalità e il cui unico scopo è quello di procreare. Parola di Hilary Mantel, pluripremiata scrittrice britannica che non è andata troppo per il sottile nel giudicare la duchessa di Cambridge durante una conferenza al British Museum dedicata alle grandi donne della storia britannica, da Anna Bolena a Diana. Il premier David Cameron ha definito l'intervento "incauto e del tutto sbagliato".
L'uscita della Mantel risale al 4 febbraio, ma se ne è avuta notizia solo oggi con estratti dell'intervento apparsi su vari giornali, mentre si attende il discorso integrale sulla London Review of Books.
Secondo la scrittrice 60enne, "Kate è stata ovviamente scelta per questo ruolo di principessa perché è irreprensibile in tutto: è magra così come la si sognava, senza eccentricità, senza nulla fuori dalla norma". Addirittura, "sembra prefabbricata" prosegue l'autrice paragonandola a Diana, la madre di William, con la sua "goffaggine umana e l'incontinenza emotiva che trasparivano da tutti i suoi gesti". La scrittrice, celebre per i suoi romanza storici, afferma di aver visto Kate trasformarsi in una "bambola snodabile sulla quale erano appesi i vestiti", "un manichino da vetrina, senza personalità, definita solo da ciò che indossa". Adesso, la ragazza, che è incinta del futuro erede al trono, è una "madre potenziale, avvolta da altre funzioni obsolete", la cui "sola ragion d'essere e il solo scopo sono di avere un figlio".
La Mantel, nell'autunno del 2012 ha ottenuto per la seconda volta il Man Booker Prize, un prestigioso premio letterario, che mai nessuna donna né autore britannico aveva ricevuto prima.
Giannino: «Ecco come taglierei la spesa pubblica di 100 miliardi in 5 anni»
di Diodato Pirone
ROMA - L’intervista a Oscar Giannino non può che iniziare dalle polemiche che nelle ultime ore hanno coinvolto lo stesso Giannino sulla veridicità del suo master alla Chicago Booth. IL CASO MASTER «Un incidente», ammette lo stesso Giannino che ha sottolineato di essersi scusato per aver citato un titolo accademico che non aveva. «Ho seguito un corso di inglese alla Booth». Il che non ha impedito al professor Luigi Zingales, uno dei fondatori di Fare per Fermare il Declino, di mollare il partito polemizzando con Giannino.
I TAGLI Passando al programma di Fermare il declino il punto chiave è quello della riduzione delle spese. Un programma molto ben fatto quello di Giannino che non si limita ad elencare obiettivi ambiziosi, come quello di ridurre di 100 miliardi in 5 anni la spesa pubblica, ma indica anche come. Punto per punto. A partire dalla riduzione della spesa per interessi per arrivare alle depoliticizzazione delle Asl che da sola dovrebbe comportare una fortissima riduzione della spesa pubblica. «Ma occorrono le condizioni politiche per farlo – dice Giannino – Non so se il Parlamento che uscirà avrà forze sufficienti per raggiungere obiettivi di politica economica all'altezza delle aspettative».
LIBERALIZZARE TUTTO E BENE Altro punto forte del programma di Giannino sono le liberalizzazioni. Le farmacie? Gli uffici postali? Certo. Ma quella più importante, sottolinea il leader di Fare per Fermare il Declino è quella dell’energia. «La più pesante», dice. Perché nelle bollette ci sono moltissime voci che finiscono per diventare sussidi per le aziende a carico dei consumatori
NO AI PIANI NO ALLE TASSE Che cosa pensa Giannino degli ambiziosi piani di Cgil e Confindustria che puntano a dare una scossa all’economia italiana? Per il leader di Fare per Fermare il Declino è sbagliata financo la parola "Piano". Netta la stroncatura per le proposte della Cgil che porterebbero ad un aumento della pressione fiscale. Più articolato il giudizio sulle proposte di Confindustria dove però Giannino pensa si annidino troppi sussidi per esempio alle imprese che operano nel mercato elettrico.
RESTO LIBERISTA Giannino ha fama di essere un liberista di ferro. Per anni, soprattutto nel 2009/2010 ha sostenuto l’azione del ministro Giulio Tremonti, scudo fiscale compreso. Poi, piano piano, mano a mano che la crisi diventava più grave ha iniziato a criticare il governo Berlusconi fino a chiederne nel corso del 2011 le dimissioni «più rapide possibili». Ecco come spiega la sua evoluzione politico-culturale e perché si è allontanato da tremontismo e berlusconismo.
L'EDITORE TORINESE: NON VOGLIO UNA TV BERLUSCONIANA, SILVIO MI LICENZIÒ NEL 1995
Berlusconi-Bersani, scontro su La7 «Avvertimenti mafiosi» «Allergico alle regole»
Si infiamma il dibattito politico sul futuro dell'emittente dopo l'annuncio della trattativa tra Telecom e Urbano Cairo
Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani nei corridoi del Corriere
Il futuro de La7 entra di prepotenza nelle ultime fasi della campagna elettorale. All'indomani dell'annuncio della trattativa fra Telercom e il gruppo Cairo, Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconine parlano - in differita - dalla Sala Buzzati del Corriere della Sera nel corso delle videochat elettorali di Web Condicio.
BOTTA E RISPOSTA - Per il leader del Pd la questione va valutata con attenzione, considerando i «danni che il duopolio televisivo ha prodotto fino ad oggi». «Questa è una settimana cruciale - commenta Pierluigi Bersani - e io tendo a ragionare come se fossi al governo: devo preoccuparmi che le decisioni avvengano senza conflitti di interessi o posizioni dominanti e che ci sia una traiettoria industriale. La esaminerei sotto questi aspetti». E ancora: «C'è un tavolo delle regole e un tavolo industriale. Non so se Cairo è collegato a Mediaset. Ci sono delle autorità che si occupano di queste cose ma chi governa è amico di tutti e parente di nessuno». Non passa più di mezz'ora e Silvio Berlusconi parte all'attacco: «Su La7 Bersani ha fatto un avvertimento mafioso. Ha detto: aspettate a vendere perchè se saremo al governo interverremo a fare non so cosa a Mediaset per cui La7 varrà di più. È una situazione da denunciare». Giusto il tempo che le agenzie rilancino le dichiarazioni del Cavaliere e arriva la controreplica del leader del Pd: «A Berlusconi le regole danno l' orticaria. È curioso perchè tutte le volte che uno parla di regole Berlusconi si offende ma io non ho nominato nè lui nè La7».
«AL PD LA RAI NON BASTA» - Anche il leader leghista,Roberto Maroni, punta il dito contro il Pd sulla vicenda de La7: «Il Pd è molto attento agli affari, alle partecipazioni azionarie ed ai mezzi di comunicazione. Vuole che non solo la Rai ma anche le altre tv rientrino nella sua sfera di interesse - dice ad Ansa Forum - Molti giornali, apparentemente indipendenti, sono da sempre schierati. Il Pd ha sempre giocato sull'ipocrisia: non ha mai voluto risolvere il conflitto di interessi perchè avrebbe dovuto risolvere i suoi conflitti sulle cooperative, sulle banche».
«NON SARA' TV BERLUSCONIANA» - Sulle prospettive dell'emittente lo stesso Urbano Cairo era intervenuto in un'intervista alla Stampa in cui l'editore spiegava che «la linea editoriale non è affatto in discussione» e che non sarebbero stati dati via i giornalisti migliori. Nessun rischio di partenza dunque per Santoro, Gruber o Formigli, ovvero tutti i volti che potrebbero essere considerati più scomodi in una tv di stampo berlusconiano. Cairo ha ricordato di essere stato «licenziato» da Berlusconi nel 1995 (nella videochat al Corriere il Cavaliere ha parlato invece di una scelta autonoma di Cairo desideroso di diventare imprenditore in proprio) e di averlo avuto da allora sempre come avversario.
«CHIUDIAMO IN DUE SETTIMANE» - Nel frattempo, l'ad di Telecom Italia, Franco Bernabé, ha detto di auspicare «che in un paio di settimane si possa concludere» e quanto alla scelta di Cairo come interlocutore ha precisato che la sua offerta era «la migliore» e per questo è stata scelta. «Sia con il fondo Clessidra che con Cairo i contatti erano arrivati a un punto molto avanzato anche sugli aspetti contrattuali, ora bisogna definire le ultime condizioni e chiudere rapidamente perchè si tratta di un settore in cui non ci può essere incertezza vista la delicatezza della gestione». Per quanto concerne il pluralismo de La7, Bernabè non vede problemi. «Credo che sia assicurato da Cairo, un editore puro che ha scommesso su un progetto molto ambizioso».
NUOVO STUDIO AMERICANO SULLE ROCCE RIPORTATE DALLE MISSIONI APOLLO
Le tracce d'acqua che cambiano la storia della Luna
All'interno dei frammenti la prova che il nucleo del satellite non era «secco» come si credeva
In blu il bacino Aitken, presso il polo Sud lunare, dove gli strumenti hanno rinvenuto depositi di ghiaccio d'acqua (Nasa)
La Luna ha dell'acqua «nativa», nascosta nelle sue rocce. Lo hanno scoperto quattro scienziati analizzando con nuovi strumenti i campioni portati dagli astronauti sulla Terra misurandone le quantità. Nel dicembre 1972, quarant'anni fa, Eugene Cernan al comando della spedizione Apollo XVII era l'ultimo dei dodici uomini a passeggiare sulle sabbie seleniche. Per sei volte si è sbarcati in zone diverse dell'equatore portando a casa 382 chilogrammi di pietre, sassi e polveri.
PREZIOSI REPERTI - La Nasa costruì nel suo centro dei voli umani di Houston (Texas) il Lunar Receiving Laboratory nel quale custodisce i preziosi reperti in un'atmosfera neutra di azoto permettendo agli scienziati di studiarli anche in futuro, quando strumenti più sofisticati consentiranno di scoprirne meglio la natura. Ed è quello che è accaduto ora, dopo quattro decenni, facendo ricorso a un nuovo tipo di microscopio abbinato a uno spettroscopio. I risultati pubblicati sulla rivista britannica Nature Geoscience trovando acqua nativa portano a riscrivere i passi della storia del nostro satellite naturale.
SCONTRO - Secondo la teoria più accreditata la Luna sarebbe nata dallo scontro con la Terra di un corpo celeste della taglia di Marte. Questo avrebbe sollevato nello spazio una grande quantità di materiale poi coagulato sino a formare la «pallida selene» delle nostre notti. Ma si è trattato di un processo molto caldo che difficilmente - si diceva - avrebbe potuto consentire la sopravvivenza dell'acqua anche nelle rocce. E così sembrava dalle prime osservazioni. Ma da cinque anni indagando con metodi diversi i campioni prelevati dagli oceani di lava (in particolare dei grani di plagioclasio) si è scoperto che contengono concentrazioni d'acqua ben più elevate di quanto si era ipotizzato e che, secondo alcuni, potevano essere frutto di inquinamento cosmico.
EVOLUZIONE - «Le rocce racchiudono sei parti per milione di acqua», dice Hejiu Hui dell'Università di Notre Dame, nell'Indiana, alla guida del gruppo dei ricercatori della Nasa e dell'Università del Michigan. «Certo, sono più aride delle pietre nei deserti terrestri ma la quantità non è trascurabile. Anzi, allargando le analisi possiamo concludere che gli oceani di magma arrivano a 320 parti per milione di acqua, vale a dire l'1,4 per cento in peso». Dal punto di vista scientifico questo significa che l'evoluzione geologica della Luna ha seguito un processo un po' diverso, più lento e che erano in gioco quantità d'acqua iniziali più rilevanti del previsto. «Quindi varie idee devono essere riconsiderate» nota Hui.
SONDE - Di ghiaccio d'acqua si cominciò a parlare dal 1996 quando la sonda americana Clementine raccoglieva alcuni indizi della sua presenza in alcuni crateri delle zone polari dove il buio e il gelo sono perenni perché i raggi solari non riescono ad arrivare mai. A portarlo sarebbero state le comete in epoche remote. Altre sonde (come le ultime Chandryaan e Lro) approfondirono la questione offrendo qualche cifra (5,6 per cento di acqua in peso) e una stima di 600 milioni di tonnellate di ghiaccio ai poli. «L'acqua», conclude Hui, «è la risorsa di base per la costruzione di colonie lunari. Il nuovo risultato ne mostra una maggiore diffusione e amplia le possibilità contribuendo a rendere la prospettiva più credibile».
Equitalia e tassa sulla casa hanno fatto sentire lo Stato come un oppressore, ostile, nemico dei cittadini. Lo ha detto Silvio Berlusconi, a Rtl 102,5. Il leader del Pdl ha aggiunto che c'è il problema di uno "Stato che non paga alle imprese i propri debiti e che ferma l'economia. Infine su Beppe Grillo dice: "Non gli conviene il duello in tv con me perché dei conti dello Stato non sa nulla".
Berlusconi, Bersani e Monti saranno ospiti in interviste separate da Enrico Mentana. I tre protagonisti della campagna elettorale saranno domani sera allo speciale del Tg La7 dedicato alle elezioni.
Non solo i lavoratori protestano contro Mario Monti, a Cagliari ci sono anche gli studenti che hanno esposto uno striscione, davanti al centro del Congresso dove il Professore sta svolgendo un comizio elettorale, con su scritto: adotta anche tu il diritto allo studio. Dal canto suo, Monti ha risposto: "Il diritto allo studio è uno di quei diritti che una politica che ha cercato di compiacere gli elettori non è stata capace di garantire".
"Centrodestra e centrosinistra sono coalizioni ideali per vincere e non per continuare con le riforme e dare accesso ai giovani nel mercato del lavoro". Lo ha detto a Cagliari il premier uscente Mario Monti. "Siamo scontenti della politica tradizionale quanto lo sono le persone attratte da Grillo - ha aggiunto - ma con Grillo la protesta nasce protesta e muore protesta, con noi finisce proposta".
"Non mi sembra che ci siano problemi. La migliore testimonianza è la presenza di Berlusconi e Maroni insieme sul palco questa sera". Così Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte, commenta il monito di Silvio Berlusconi alla Lega, possibile alleato di governo: se il Carroccio facesse difficoltà su alcuni provvedimenti, si potrebbero far cadere le giunte regionali a guida leghista.
Silvio Berlusconi non sarà domani sera a Otto e Mezzo su La 7 per la prevista intervista con Lilli Gruber e il confronto con Marco Travaglio. Lo rende noto l'ufficio stampa del programma.
"Sulle inchieste che coinvolgono Formigoni non sono informato. Posso solo dire che è molto strano che a pochi giorni dalle elezioni vengano fuori da parte della magistratura una serie di denunce, inchieste, intercettazioni, arresti. Non sono particolarmente urgenti e che credo che sarebbe stato di buon senso fare uscire tutto questo a risultati delle elezioni comunicati". E' quanto ha detto Silvio Berlusconi, intervistato da Radio Lombardia, rispondendo a una domanda sulle inchiesta su Maugeri e San Raffael
Il premier Mario Monti è a Cagliari è stato accolto alla Fiera da anti-Equitalia e "Figli della crisi" con fischi e urla. Il professore poi a gamba tesa sul Governatore e la zona franca: "Attenzione a chi agita questa soluzione come un'illusione miracolistica: chi racconta bugie".
Il premier uscente Mario Monti è a Cagliari per illustrare il programma di Scelta Civica. Poco dopo l'inizio del suo intervento è stato contestato da un gruppo di universitari della lista Unica 2.0. Gli universitari hanno esposto la striscione con la scritta: "Adotta anche tu il diritto allo studio".
Urla e fischi gli sono stati rivolti anche prima del suo ingresso dai rappresentanti dei movimenti anti-Equitalia, Artigiani e commercianti liberi e "Figli della crisi": "Vattene, buffone". "Volevamo raccontargli - spiega Andrea Impera, uno dei leader - di molte persone che si sono messe la cravatta al contrario per colpa della crisi. Volevamo chiedergli di venire a lavorare per un mese a fare il muratore con i soldi che non sai mai se bastano per la spesa. Volevamo chiedergli se è questo quello che intende per miglioramento dell'Italia".
L'ATTACCO A CAPPELLACCI - "Sordi alle giuste rivendicazioni della Sardegna sono stati Berlusconi e Tremonti: ora promettono miracoli per l'Isola, peccato che siano alleati con chi ha un programma di secessione fiscale. In scadenza elettorale ho sentito che si è riaperto il dibattito: attenzione a chi agita questa soluzione come un'illusione miracolistica: chi racconta bugie sulla zona franca difficilmente la farà franca davanti agli elettori. Bisogna discutere e valutare tutte le soluzioni nell'interesse della Sardegna.
LA VERTENZA ENTRATE - "Dedicherò attenzione alla vertenza entrate con la Sardegna. Scelta civica vuole risolvere la vertenza nella consapevolezza che il patto tra Berlusconi e Lega Nord, se vincessero le elezioni, manterrebbero al nord il gettito fiscale dando colpi mortali alla solidarietà nazionale". - ha chiarito il premier uscente - Le regole europee consentono limitatamente cose di questo genere, perché altrimenti i Paesi con più mezzi la adotterebbero. Piuttosto - ha concluso - c'è bisogno di un forte accordo parlamentare a Roma e di una forte credibilità europea".
IL RIGORE E IL SACRIFICIO - "Il governo che mi hanno affidato si è trovato a fronteggiare una crisi finanziaria, nell'autunno 2011, con un'Italia a rischio di fallimento e potevamo fare la fine della Grecia". "Tutti noi italiani – ha aggiunto - con sacrifici l'abbiamo rimessa in piedi".
LA POLEMICA COL FINANCIAL TIME - Prima di salire sul palco della Fiera, il premier uscente si è difeso dalle accuse del Financial Time: "Benché l'articolo sia stato di autorevolissima attenzione del professor Brunetta, lo considero di peso irrilevante". "Il giornale economico - ha aggiunto - ha diversi editorialisti, Munchau di tanto in tanto prende di mira l'Italia e il sottoscritto". Riguardo al posizionamento all'ultimo posto della sua lista indicato da Munchau, Monti ha detto di non voler commentare "in quanto né lui né il Financial Time sono esperti di sondaggi". "Arriverò quarto? Niente da commentare, ma l'autore dell'articolo e il Financial Times non sono esperti di sondaggi. Irrilevanti. Ed è irrilevante anche Berlusconi: ora, che ami l'oligopolio o il grande monopolio piuttosto che la concorrenza è cosa nota. I confronti elettorali si sono sempre fatti e credo che tutti abbiano capito perché non voglia confrontarsi con me".
ULTIMI BIG NELL'ISOLA - Nei prossimi giorni sono previsti anche gli arrivi, tra gli altri, di Antonio Ingroia, Gianfranco Fini e Bruno Tabacci.
Zingales lascia Giannino: «Falsi i suoi titoli accademici»
L'economista era tra i fondatori di Fare per fermare il declino. E il leader del movimento: «È stato un equivoco»
Luigi Zingales lascia Fare per fermare il declino. L'economista, che è uno dei fondatori del movimento, lunedì mattina ha rivelato in un lungo post su Facebook di aver scoperto «quattro giorni fa, per caso» che Oscar Giannino «ha mentito in televisione sulle sue credenziali accademiche, dichiarando di avere un master» nella sua università, «anche se non era vero».
SPIEGAZIONI RIFIUTATE - «Questo è un fatto grave, soprattutto per un partito che predica la meritocrazia, la trasparenza, e l'onestà- scrive oggi Zingales - Ciononostante, il fatto per me ancora più grave è come questo brutto episodio è stato gestito: in una organizzazione che predica meritocrazia, trasparenza, e onestà, la prima reazione avrebbe dovuto essere una spiegazione di Giannino ai dirigenti del partito, seguita da un chiarimento al pubblico. Invece Oscar si è rifiutato, nonostante io glielo abbia chiesto in ginocchio».
«HO SOLO STUDIATO L'INGLESE» - In realtà già domenica Giannino, da Matera, aveva smentito la circostanza,ribadendo il tutto con una nota ufficiale sul sito di Fare: «Mai preso un master alla Chicago Booth. Sono andato a Chicago a studiare l'inglese e così via. Bastava chiederlo e avrei risposto. Lo chiarisco perché in rete c'è una cosa che monta. Luigi Zingales insegna alla Chicago Booth, mi è capitato di parlarci ed è uno dei nostri fondatori. Insegna lì. Io sono stato a Chicago da giovane a studiare e -non ho preso il master alla Chicago Booth».
«SCEGLIERE PERSONE BRAVE NON BASTA» -In ogni caso, dopo essersi detto fiero di quanto effettuato fin qui, Zingales precisa che non si dimette per divergenze sulle proposte: «Anche le idee più sane hanno bisogno di gambe sane. Finora, con tutte le difficoltà e tutti gli errori di un movimento nato in fretta, Fare aveva realizzato un piccolo miracolo, selezionando per lo più liste di persone brave e pulite. Grazie alla difficoltà della battaglia solitaria, gli arrivisti si erano concentrati principalmente altrove. Ma scegliere persone brave non basta. Per cambiare l’Italia c’è bisogno anche di rigore nel metodo: onestà, trasparenza, e accountability, che significa che tutti, a qualsiasi livello, devono rendere conto agli altri del proprio operato».
LE REAZIONI DELLA RETE - La vicenda ha subito fatto il giro della Rete e molte parodie sono state già create per prendere in giro il leader di Fare: c'è chi scrive «Fare per truccare il cv»', mentre altri rilanciano l'hashtag #ilcvchevorrei. Non solo: come rileva @gabriella_roux già il fact checking di Wikipedia aveva iniziato ad indagare sui titoli accademici di Giannino rilevando proprio la mancanza di riscontri sulla frequenza a Chicago (Guarda la discussione su Wikipedia).
LA REPLICA DI GIANNINO - Giannino è tornato anche nella serata di lunedì sull'episodio, parlando di un «equivoco» e parlando di «una cosa che monta» sulla rete.
Esplosione Supernova: ecco l’Acceleratore di Particelle dell’Universo
Il telescopio Fermi, della Nasa, ha individuato le tracce degli acceleratori presenti nell'Universo che danno origine ai raggi cosmici.
Il telescopio Fermi, chiamato in precedenza GLAST(Gamma-ray Large Area Space Telescope), ha osservato per la prima volta, le tracce degli acceleratori dell’Universo, che conferiscono alle particelle energia e velocità altissime, tali da scagliarle nello spazio per poi giungere sulla Terra come raggi cosmici.
Lo studio è stato pubblicato il 15 Febbraio su Science, e vede la collaborazione di numerosi ricercatori italiani dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e dell’Agenzia spaziale italiana (Asi).
Sopra, i resti della supernova SN 1006 visti a onde radio (rosso), raggi X (blu) e luce visibile. (Esa)
Chiariamo prima alcuni concetti!
I raggi cosmici altro non sono che particelle, per lo più protoni, accelerati a velocità relativistiche. E’ difficile dire da dove vengano perché il debole campo magnetico che pervade la nostra galassia è sufficiente per curvare la loro traiettoria rendendo impossibile ricostruire la loro direzione di origine. Non resta che procedere a ritroso cercando di capire quali condizioni fisiche siano necessarie per accelerare particelle ad energie così alte.
Sappiamo che la maggioranza dei raggi cosmici sono protoni e quello che cerchiamo è la prova della presenza di protoni accelerati. Peccato che i protoni siano difficili da rivelare. L’unico modo che abbiamo di indovinare la presenza di protoni accelerati è attraverso i prodotti della loro interazione con il mezzo interstellare, in particolar modo i raggi gamma.
Il telescopio Fermi, messo in orbita nel Giugno 2008, si è dimostrato utile a tal scopo. Approvato nel 2001 dalla NASA, a cui collaborano agenzie Francesi, Svedesi, Giapponesi e Italiane, è stato concepito per lo studio della radiazione elettromagnetica emessa da corpi celesti nell’intervallo di energie tra 8 keV e 300 GeV (quindi raggi gamma).
Ma perchè si studiano i raggi gamma?
All’emissione di raggi cosmici carichi si accompagna l’emissione di raggi gamma, che, quindi, vengono utilizzati come tracciatori dell’accelerazione cosmica di particelle. Ma non è tutto. Dal momento che i raggi gamma si propagano in linea retta, possiamo individuarne l’origine.
Inoltre, per loro natura, i raggi gamma sono in grado di attraversare distanze cosmologiche (l’universo è essenzialmente trasparente alla radiazione nella banda di energia di interesse per Fermi) e non vengono deviati dai campi magnetici, per cui permettono di studiare i fenomeni più violenti che avvengono in natura fino ai confini dell’universo visibile. Vengono però, assorbiti completamente nell’alta atmosfera, per cui non posso raggiungere la superficie terrestre ed è necessario l’impiego di telescopi spaziali, come quello sopra citato, per studiarli.
Lo studio effettuato!
Il telescopio Fermi ha osservato ciò che resta di due supernove, esplosioni stellari estremamente energetiche nello stadio finale dell’evoluzione di due stelle massicce, che provocano un’onda d’urto in grado di scagliare le particelle a grandissima velocità. Secondo la teoria quando l’onda incontra densi strati di materia, innesca l’accelerazione delle particelle, soprattutto di protoni, già previsto in forma semplificata da Enrico Fermi, che è all’origine delle altissime energie raggiunte dai raggi cosmici.
La scoperta ora, risiede nel fatto che i protoni, non solo vengono accelerati ad altissima velocità ed energia, ma collidono fra di loro dando origine a una cascata di particelle secondarie. Il telescopio Fermi lo conferma, fornendo le prime prove dirette.
Quando i protoni si scontrano con altri protoni appartenenti ad una nube interstellare, producono una serie di particelle, una delle quali è il pione neutro, che decade immediatamente in due raggi gamma ad alta energia. I raggi gamma prodotti con questo tipo di decadimento hanno una firma spettrale ben precisa e inconfondibile: un picco intorno ai 100 MeV.
Studiando i raggi gamma provenienti dai resti delle due supernove, il telescopio ne ha individuati tantissimi di questo tipo, dando prova che le esplosion stellari costituiscono dei veri acceleratori.
Si tratta di ”uno dei risultati più attesi e importanti degli ultimi vent’anni per la astrofisica delle alte energie e per la fisica delle astroparticelle”, commenta Ronaldo Bellazzini, coordinatore per l’Infn del gruppo di scienziati italiani di Fermi. “Abbiamo ora l’evidenza diretta che la nostra galassia è popolata da una moltitudine di macchine acceleratrici, in grado di portare i raggi cosmici a energie cosi elevate che neppure potremmo immaginare di raggiungere con i nostri acceleratori terrestri. In pratica sono potenti laboratori per studiare fenomeni inaccessibili con gli strumenti che l’uomo può pensare di costruire sulla Terra”.
Adesso si conosce il luogo in cui vengono accelerati i raggi cosmici che ci piovono addosso continuamente, ma non sappiamo ancora in dettaglio come ciò avvenga, ed è qui che ora la ricerca punterà le proprie risorse.
di red- 18 febbraio 2013 11:06fonte ilVelino/AGV NEWSRoma
Dopo il balzo di giovedì, anche alla chiusura di venerdì la quotazione della benzina ha continuato ad aumentare, attestandosi allo stesso livello del diesel. E così anche per i prezzi alla pompa il fine settimana è stato all'insegna degli aumenti, a partire dal market leader Eni. Il prezzo internazionale della benzina ha chiuso la settimana a 650 euro per mille litri (+5), esattamente come quello del diesel, che però è sceso di 3 euro per mille litri. Salgono ancora le medie ponderate nazionali dei prezzi tra le diverse compagnie in modalità servito: benzina a 1,876 euro/litro (+0,9 centesimi), diesel a 1,783 euro/litro (+0,4 centesimi). Fermi il Gpl a 0,844 euro/litro e il metano a 0,990 euro/kg. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, sabato Eni ha deciso di aumentare i prezzi consigliati di benzina e gasolio. In particolare, per la verde il rialzo è di 1,5 centesimi al litro, per il diesel di un centesimo al litro. Tra sabato e questa mattina hanno messo mano ai listini anche Esso (+2 cent sulla benzina) e TotalErg (+1 centesimo sulla benzina, +0,5 sul diesel).