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martedì 4 giugno 2013

http://www.agi.it/economia/notizie/201306031854-eco-rt10361-apple_sfida_spotify_il_10_giugno_arriva_iradio

Apple sfida Spotify, il 10 giugno arriva "iRadio"

18:54 03 GIU 2013

(AGI) - Roma, 3 giu. - Apple sbarca nel mondo della musica in streaming e lancia la sfida a Spotyfy e Pandora.
  All'attesissima conferenza degli sviluppatori del 10 giugno, il colosso di Cupertino svelera' iRadio. Secondo il New York Times, l'azienda ha firmato accordi con la Warner Music Group e con la Universal ed e' in trattative con altre case discografiche, prima fra tutte la Sony. Il progetto di offrire un servizio di musica in streaming era allo studio da diversi mesi, ma fino a pochi giorni fa Apple non era riuscita a trovare un accordo con le case discografiche, soprattutto per quanto riguarda l'acquisto dei diritti dei brani musicali e la percentuale sui ricavi. IRadio, almeno inizialmente, dovrebbe essere gratuita. (AGI) .

http://www.ilgiornale.it/news/interni/nuove-bordate-senat-r-maroni-solo-traditore-capo-lega-resto-923857.html

Nuove bordate dal Senatùr: "Maroni è solo un traditore Il capo della Lega resto io"

Bossi a Repubblica: "Non mi ammazza nessuno e stavolta mi hanno fatto davvero incazzare". E su Maroni: "Sta distruggendo la Lega... devo riprendermela"

Ormai gli attacchi hanno cadenza quotidiana. Umberto Bossi si concede interviste ora col Fatto Quotidiano ora con Repubblica per sparare contro Roberto Maroni e la nuova dirigenza della Lega Nord.
Un gioco al massacro che il Senatùr sta portando avanti da quando alle amministrative il Carroccio è calato nei consensi. "Maroni è solo un traditore, a me non mi ammazza nessuno e stavolta mi hanno fatto davvero incazzare. Il capo della Lega resto io", ha detto Bossi in una intervista al quotidiano diretto da Ezio Mauro.
Non ci va certo per il sottile. Se da una parte ci tiene a sottolineare di non aver mai preso soldi dal partito, dall'altra l'ex segretario lumbard non perde occasione per tirare bordate contro Maroni: lo infastidisce il doppio ruolo da governatore della Regione Lombardia e da leader della Lega Nord. "La Lega me e alla mia famiglia non ha mai dato dei soldi che non servissero per la militanza", ha spiegato Bossi dopo che, nei giorni scorsi, Maroni ha deciso di tagliargli i viveri (una sorta di stipendio annuo da 850mila di euro). Eppure il Senatùr va avanti a negare. Nega su Belsito che ai magistrati avrebbe detto che Bossi voleva costituire unn riserva di denaro all’estero nell’eventualità di fondare un nuovo partito. "I magistrati - sbotta il Senatùr - gli fanno dire quello che vogliono, ha paura. Io avevo in mano la Lega mica avevo bisogno di un’altra cassa. I ladri sono altrove, non si permettano". Ma il vero tiro a bersaglio ha come obiettivo Maroni. Secondo Bossi, il neo segretario del Carroccio "sta distruggendo la Lega" perché "butta fuori la gente""Quel mio colpo di genio con cui avevamo preso la guida di Veneto e Piemonte con Zaia e Cota, di questo passo, al prossimo giro che lo sogniamo - attacca - Tosi in Veneto porta i voti alla Lega e fa accordi con i fascisti: il suo progetto a Verona non mi è piaciuto. In Piemonte - continua - vogliono mettere a capo del partito Gianna Gancia, la moglie di Calderoli, brava amministratrice, ma io dubito che abbia le doti per guidare il movimento".
Per Bossi, Maroni non ha gli ideali leghisti: "Quando uno tradisce una volta, e Maroni quando ruppi con Berlusconi nel 1994 gli sedeva accanto e si opponeva, poi tradisce sempre. Si illude di diventare il plenipotenziario del Nord ma il Pdl non rinuncerà mai a presentare le sue liste in casa nostra come fa la Cdu tedesca con la Csu in Baviera". I continui attacchi del Senatùr non piacciono, però, ai vertici del Carroccio che subito prendono le distanze. Pur ribadendo il proprio rispetto e una "riconoscenza eterna,Matteo Salvini mette in chiaro che il Senatùr sbaglia a minare gli equilibri del partito:"Facendo così, fa il male del movimento".

http://www.corriere.it-Grillo ancora contro la stampa, caccia operatore dal comizio e attacca giornalisti Rai Il leader del M5S in Sicilia scatena la piazza contro un cameraman. E su Lucia Annunziata: «Su libro paga dell'Eni»

Grillo ancora contro la stampa, caccia operatore dal comizio e attacca giornalisti Rai

Il leader del M5S in Sicilia scatena la piazza contro un cameraman. E su Lucia Annunziata: «Su libro paga dell'Eni»

Grillo a Piazza Armerina (Twitter)Grillo a Piazza Armerina (Twitter)
Beppe Grillo ancora all'attacco della stampa. «Sono più spregevoli i giornalisti dei politici: li tengono in vita con servizi schifosi». L'urlo si alza da Piazza Armerina. Dopo Gabanelli e Floris, a finire nel mirino è Lucia Annunziata. «Avete visto che l'Annunziata, che fa la grande giornalista, era sulla busta paga dell'Eni?», chiede al pubblico. Poi se la prende con un operatore tv che allontana da sotto il palco: «Fuori! Ho detto fuori! Spostati, poi la facciamo insieme l'intervista. Questa gente deve essere isolata». Stessa scena anche a Leonforte, dove a essere allontanato, questa volta, è un operatore de La7. E così in ogni piazza toccata, il nemico numero uno sono i giornalisti al servizio degli editori corrotti.
Grillo a Leonforte chiede a La7 di spegnere la telecamera
Rcd
DIRITTO DI CRONACA - La colpa dei «pennivendoli»? Attaccare il movimento senza obiettività. Così il bersaglio diventa una cameraman, contro il quale viene scatenata la piazza. «Signora, alzi quella bandiera lì, non voglio che mi riprendano. Avanti, copra quella telecamera dietro di lei». Poi il grido «Fate la vostra parte siamo in guerra». Il pubblico inizia a scandire "Fuori-fuori" contro le telecamere in piazza. All'operatore che si appella al diritto di cronaca, Grillo replica: «sei lì che riprendi da 10 minuti. Stai riprendendo la mia persona, 3 minuti di diritto di cronaca bastano. Basta, la Rai non è la tua. È tua ma è anche mia. Fuori! Ho detto fuori! Spostati. Questi qui devono essere isolati».
«SIAMO IN GUERRA» - Poi è il turno di Andrea Vianello, «che è diventato direttore di Rai 3, dell'emittente pubblica che perde 200 milioni dei nostri soldi». «Un nostro parlamentare ha fatto un elenco di giornalisti che stanno dentro la fondazione Vedrò, fondazione sostenuta economicamente dall'Eni. Anche l'Annunziata era sulla busta paga» afferma Grillo che continua: «ma quando il Tg3 deve fare un servizio giornalistico sui pozzi, come pensate che lo faccia il giornalista?». Grillo ripete il tormentone di tutti i comizi: «Siamo in guerra e io sono stufo, hanno messo in pericolo la mia famiglia, devo reagire. Hanno pubblicato l'indirizzo di casa mia e da allora vengono da ma dei pazzi depressi. Io non ci sto più al gioco di questa gente qua».
Grillo caccia l'operatore Rai
BERLUSCONI - Durante il comizio Grillo è tornato anche sulle riforme e sul ruolo di Berlusconi, tema affrontato in mattinata sul blog. «Ora «salveranno il culo anche a lui», ha tuonato dal palco. «Si parla ancora di presidenza della Repubblica per lui. Perché non lo mandano a casa? Però apprezzo più Berlusconi perché fa quello che fa per il suo interesse personale. Questi che lo tengono ancora in vita mi fanno ancora più schifo di lui. Quando è stato indicato Rodotà come presidente della Repubblica perchè non lo hanno votato? Perchè sapevano che Rodotà mandava Berlusconi in galera».

lunedì 3 giugno 2013

http://milano.corriere.it-Processo Ruby, Ghedini: «Assolvete Berlusconi, il fatto non sussiste»

Processo Ruby, Ghedini: «Assolvete Berlusconi, il fatto non sussiste»

Il legale: «Ho avuto l'impressione di ingenerare un certo qual fastidio nei confronti dei giudicanti»

Niccolò Ghedini in aula per l'arringa della difesa al processo Ruby (Ansa)Niccolò Ghedini in aula per l'arringa della difesa al processo Ruby (Ansa)
È il giorno della difesa al processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile. Ha preso la parola Niccolò Ghedini che ha definito «prevenuti» i giudici davanti ai quali si celebra il processo. «Nel corso di questo processo - ha detto - ho avuto l'impressione di ingenerare un certo qual fastidio nei confronti dei giudicanti». «Analogo fastidio non sembra ingenerare la procura della Repubblica», ha aggiunto. Il legale, nel suo discorso, ha sostenuto anche che il collegio ha «vicinanza culturale» ai pm. Ghedini, in apertura del suo intervento, ha chiesto di acquisire i verbali delle dichiarazioni rese da Ruby nel processo a Minetti, Fede e Mora.
LA PENA - «Stratosferica e straordinaria»: con questi due aggettivi Niccolò Ghedini ha definito la richiesta di pena a sei anni di carcere per Silvio Berlusconi. Ghedini ha contestato la circostanza che «non sono state concesse le generiche a Berlusconi perché gli avvocati hanno sentito dei testimoni ad Arcore, non gli sono state date nella richiesta della Procura per colpa degli avvocati, non dell'imputato». «La Procura dimentica - ha affermato Ghedini - che Arcore è un grande complesso di edifici e da una decina di anni sia io che Longo abbiamo uno studio di appoggio, tanto è vero che nelle assunzioni testimoniali appare il nome di una nostra segretaria».
Le ragazze di ArcoreLe ragazze di Arcore    Le ragazze di Arcore    Le ragazze di Arcore    Le ragazze di Arcore    Le ragazze di Arcore
RUBY E MUBARAK - «Silvio Berlusconi ha parlato di Ruby ad un pranzo ufficiale con il presidente dell'Egitto. Questo vuol dire che aveva l'assoluta convinzione che fosse egiziana», ha fatto notare Ghedini, ricordando il pranzo ufficiale a Villa Madama. «Se no, come avrebbe fatto a parlare di una ragazza minorenne, marocchina, che viveva in Sicilia, in stato di povertà, il cui padre era un ambulante?».
CONCUSSIONE - Per quanto riguarda il reato di concussione, «per noi la soluzione deve essere l'assoluzione perché il fatto non sussiste». Riferendosi alle telefonate che Berlusconi ha fatto in questura la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, chiedendo di affidare Ruby, fermata per un furto, a Nicole Minetti invece di mandarla ad una comunità per minori, Ghedini ha affermato: «Secondo la procura l'allora presidente del Consiglio avrebbe abusato della sua qualità di pubblico ufficiale per sottrarre Ruby all'autorità. Non si riesce a capire da quale autorità, dal momento che Ruby non doveva essere arrestata né portata in carcere». «Non sempre - ha sottolineato - le azioni compiute da un pubblico ufficiale possono essere considerate reati contro la pubblica amministrazione. Possono essere anche azioni umane non correlate da alcuna malizia».
Il pianto di AmbraIl pianto di Ambra    Il pianto di Ambra    Il pianto di Ambra    Il pianto di Ambra    Il pianto di Ambra
PROSTITUZIONE MINORILE - Per quanto riguarda l'accusa di prostituzione minorile, «tutte le testimoni negano di aver avuto rapporti sessuali con Berlusconi», ha detto Ghedini. Il difensore sottolinea che, per la Procura di Milano, gran parte delle testimoni sono «inattendibili perché pagate dal presidente. Ma molte - sostiene - erano già aiutate economicamente. È un aiuto dato in continuità». Secondo Ghedini, «non c'è niente di strano», altrimenti «non si potrebbe mai chiamare a testimoniare un dipendente o un familiare se un teste non dovesse mai avere un legame economico con un imputato». Questo, conclude, «non esclude quindi la loro credibilità». Ghedini ha sottolineato il fatto che nei telefonini e nei pc delle giovani ospiti del Cavaliere non sono state trovate «foto compromettenti», ma solo «una foto di Silvio Berlusconi con dietro una libreria, che è stata presa ad Arcore» e una foto di Iris Berardi vestita da poliziotta, che la ragazza ha detto essere stata scattata durante una festa di Carnevale in un locale.
LA STATUETTA DI PRIAPO - «La statuetta lignea non c'entra nulla con questo processo ma con la ricostruzione sociologica e morale che la Procura vuole fare della vita di Berlusconi», ha detto Ghedini riferendosi alla cena del 22 agosto 2010 quando, secondo alcune testimonianze, durante la cena delle ospiti ad Arcore avrebbero mimato atti sessuali con una statuetta di Priapo. Per Ghedini, però, è una circostanza esclusa dal capo d'imputazione perché si è svolta ad agosto, quando Ruby era già da mesi stata esclusa dalle cene di Arcore. L'accusa contesta a Berlusconi di avere compiuto atti sessuali con Ruby dal 14 febbraio al 22 maggio 2010.

http://www.ansa.it-Andare su Marte è come fare una Tac a settimana

Andare su Marte è come fare una Tac a settimana

Prima misura delle radiazioni per l'equipaggio

03 giugno, 09:28
Rappresentazione artistica di una futura missione umana su Marte (fonte: NASA, Pat Rawlings/SAIC)Rappresentazione artistica di una futura missione umana su Marte (fonte: NASA, Pat Rawlings/SAIC)
Andare su Marte equivale più o meno a sottoporsi a una tac alla settimana: il rischio radiazioni a cui potrebbe essere esposto l'equipaggio di un veicolo spaziale diretto su Marte è stato calcolato per la prima volta grazie alle misurazioni eseguite durante la missione Mars Science Laboratory (Msl), che lo scorso anno ha portato il robot Curiosity della Nasa su Marte.

Le rilevazioni sono state fatte grazie allo strumento Radiation Assessment Detector (Rad) durante il lungo viaggio per Marte, ben 560 milioni di chilometri percorsi in 253 giorni. E' la prima misurazione realistica delle radiazioni, perchè è stata eseguita a bordo di un veicolo spaziale opportunamente schermato con uno 'scudo' molto simile a quello che potrebbe essere impiegato per la prima missione umana su Marte.

''In termini di dose accumulata, andare su Marte è come sottoporsi ad una tac completa di tutto il corpo ogni 5-6 giorni'', spiega il coordinatore dello studio Cary Zeitlin, che lavora presso il Southwest Research Institute. ''Si tratta di un'esposizione al limite - aggiunge - o addirittura poco al di sopra rispetto al valore di esposizione considerato accettabile per l'intera carriera di un astronauta dalla Nasa e dalle altre agenzie spaziali''. Sono due i rischi principali per la salute: l'esposizione cronica a basse dosi di raggi cosmici galattici (Gcr) e l'esposizione a breve termine alle particelle energetiche solari (Sep) emesse durante le eruzioni solari e l'espulsione di materia dalla corona solare (Cme).

http://www.lastampa.it-Social network: in Italia cresce Facebook, utenti più maturi su Twitter

Social network: in Italia cresce Facebook, utenti più maturi su Twitter


I tweet degli italiani sono più «maturi», ma si twitta di meno, mentre Facebook è il luogo principe della socialità online, con 13 milioni di utenti italiani connessi ogni giorno. E’ la fotografia scattata da State of the Net , la conferenza sullo stato di internet in Italia che si è da poco conclusa a a Trieste. Blogmeter ha analizzato per State of the Net 71,6 milioni di tweet scritti dagli italiani nei primi quattro mesi del 2013. La ricerca e’ stata presentata da Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter, durante l’intervento che ha aperto la terza edizione della conferenza organizzata dall’associazione State of the Net, fondata da Beniamino Pagliaro, Paolo Valdemarin e Sergio Maistrello.  

Il risultato del lavoro di Blogmeter rivela un uso più consapevole di Twitter da parte degli italiani, testimoniato innanzitutto dalla crescita dell’inserimento degli hashtag (li utilizza il 30% delle persone, +22% rispetto al 2012) e dei retweet (il 25% degli utenti li fa, +7% verso il 2012). Cresce anche la geolocalizzazione, il 3% in più’ rispetto allo scorso anno, ma cala l’inserimento dei link (-2%). Emerge anche una maggior affezione al social network: i dati rivelano che nei primi mesi del 2013 gli italiani twittano piu’ uniformemente durante la settimana, con un calo solo nel weekend.  

L’orario preferito va dalle 20:00 alle 22:00, conseguenza soprattutto della nuova abitudine a commentare le trasmissioni televisive attraverso i tweet, evidenziando l’utilizzo di twitter come second screen. Gli argomenti più caldi» riguardano essenzialmente tre tematiche: le pratiche di utilizzo del mezzo (#RT, ossia il retweet, utilizzato 988.065 volte); la cronaca che, soprattutto negli ultimi mesi, ha coinciso con la politica (hashtag piu’ popolari sono #elezioni2013, #Berlusconi, #m5s e #Bersani); i media (#sanremo2013 ha raggiunto il 2* posto nella classifica dei piu’ twittati).  

Attraverso l’analisi semantica dei tweet è stato possibile analizzare l’umore e le emozioni degli italiani . Nei primi quattro mesi dell’anno l’umore è tendenzialmente negativo, con grossi picchi relativi allo stallo istituzionale e politico. Unici picchi positivi a Capodanno e a San valentino. Le emozioni espresse su Twitter sono le piu’ varie ma ci sono alcuni momenti in cui è più’ evidente vederle. Ad esempio durante l’elezione del Papa le conversazioni sono state caratterizzate da gioia ed espressioni di amore. Al contrario nella giornata che ha portato alla rielezione di Napolitano si sono manifestate emozioni di disgusto, tristezza, rabbia. Per quanto riguarda lo «stato» generale della rete, in Italia sono 28,9 milioni gli utenti attivi al mese -l’80% della popolazione-, in aumento del 1,2% rispetto al 2012, e 14,3 milioni nel giorno medio (+3,8%) (fonte Audiweb - aprile 2013). Cresce anche il tempo speso nel giorno medio, che ammonta a 1 ora e 28 minuti, in aumento del 9% rispetto allo scorso anno. Gli utilizzatori principali di internet durante il giorno medio sono gli uomini (7,8 milioni, + 3%), ma le donne che raggiungono una quota di 6,5 milioni, registrano una crescita del 5% rispetto al 2012.  
(Asca

scorci di Molfetta

corso Dante già borgo

giostrine sul porto

chiesa S.Stefano    1586