curiosi

giovedì 5 giugno 2014

I pistacchi prevengono il diabete, riducono l’insulina - http://www.vitadidonna.org/salute/11167-pistacchi-contro-il-diabete-bassi-livelli-di-insulina-in-chi-li-mangia.html

Pistacchi contro il diabete
Un alimento potrebbe esser d’ausilio per la lotta contro il diabete. Si tratta del pistacchio, ricco di grassi insaturi. Uno studio dimostra il ruolo benefico dei pistacchi soprattutto nella fase che precede l’insorgere della patologia.
I pistacchi sono buoni e sani, verrebbe da dire dopo aver letto i risultati della ricerca spagnola della Roviri Virgilio University.
Sulle caratteristiche positive della frutta secca esistono diversi studi, parliamo non solo di pistacchi ma anche di altra frutta con guscio come le mandorle o le noci.
Sono alimenti ricchi di grassi insaturi, proteine vegetali, vitamine, fibra alimentare, minerali, oltre ad altre sostanze come fitosteroli (che riescono ad abbassare il colesterolo)
Lo studio spagnolo, presentato a Sofia, in Bulgaria, nel corso del congresso europeo sull’obesità, dimostra che mangiare pistacchi può essere un’arma in più contro il diabete.
 Per giungere a queste conclusioni i ricercatori hanno coinvolto nello studio 54 volontari. Tutti avevano in comune uno stato di obesità o di sovrappeso, oltre ad essere nella fase pre-diabete.
La ricerca è durata 8 mesi durante i quali a tutti i partecipanti è stata prescritta una dieta mediterranea, mentre ad alcuni, in aggiunta, è stato indicato di mangiare ogni giorno 57 grammi di pistacchi.
L’analisi dei dati raccolti ha dimostrato che, tra chi aveva mangiato i pistacchi e chi non li aveva nel menù, non si è rilevata una particolare differenza di peso corporeo.
La cosa interessante, è che nei mangiatori di pistacchi il livello di insulina si era ridotto in modo sensibile.
Secondo i ricercatori, questo effetto benefico è riconducibile al fatto che l’organismo di chi mangiava pistacchi riusciva ad elaborare in modo migliore gli zuccheri contenuti negli alimenti.
Il merito andrebbe proprio ad alcuni composti, come i grassi insaturi, le fibre e gli antiossidanti che, assemblati tra loro solo come madre natura riesce a fare, facilitano all’organismo il compito di elaborare gli zuccheri.

http://www.lapresse.it/economia/eni-accordi-per-sfruttamento-giacimento-perla-in-venezuela-1.519741

Eni, accordi per sfruttamento giacimento Perla in VenezuelaEni, accordi per sfruttamento giacimento Perla in Venezuela

Sergente Laffort e Caporale Mazzer, in licenza premio....


murales?.....





venerdì 2 maggio 2014

Banda larga: Renzi... se ne frega! - Scritto da M5S Camera News pubblicato il 29.04.14 13:50

Banda larga: Renzi... se ne frega!

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Il presidente del Consiglio Renzi 'leggi zero' ha impreziosito anche la misera statistica dei decreti attuativi emanati, fermi allo 0,9%, con la scadenza del cosiddetto Decreto Scavi. E' l'ennesima conferma del fatto che, al di là di chiacchiere e proclami, banda larga e agenda digitale non sono una priorità del Governo e, nella sostanza, Renzi se ne frega.
Il decreto attuativo al Destinazione Italia, che avrebbe dovuto introdurre snellimenti alla burocrazia per gli scavi, è infatti scaduto il 22 aprile. La finalità del provvedimento era quella di favorire la diffusione della banda larga e ultralarga nel territorio nazionale tramite tecniche innovative di scavo.
Non se ne farà niente, eppure il nostro paese avrebbe bisogno come il pane di investimenti in questo campo, nel quale siamo (come al solito) rimasti indietro.
L'Italia è attualmente penultima in Europa per quanto riguarda la velocità della banda (Eurostat) ed è relegata sul fondo della classifica anche per quanto riguarda l'accesso a internet, disponibile per il 63,3% delle famiglie del Centro-Nord e solo per il 55,1% dei residenti nelle regioni del Sud.
I Governi che si stanno succedendo si sono dimostrati inefficienti non sono in quanto hanno stanziato pochissime risorse per la connettività, ma anche inadempienti in quanto non sono stati neppure in grado di emanare dei semplici decreti attuativi. Renzi, il nuovo che avanza, non fa eccezione.

Roberto Mancini è morto - Scritto da M5S Camera News pubblicato il 30.04.14 12:08

Roberto Mancini è morto

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Roberto Mancini è morto. Il poliziotto che ha scoperto la Terra dei Fuochi è stato ucciso dallo stesso male che ha cercato di combattere. Il primo pensiero va alla famiglia a cui ci stringiamo silenziosamente in un momento di dolore che non trova parole per esprimersi.
Il secondo pensiero è che pagheranno tutti i colpevoli, ed è una promessa. In questi giorni il Movimento 5 Stelle aveva chiesto ancora una volta un adeguato risarcimento, dovuto, per Mancini. Il cancro che lo ha ucciso è diretta conseguenza del suo lavoro d'inchiesta, sia per Polizia di Stato che per la Commissione d'Inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
Qualcuno ha pagato? Solo 5000 euro da parte del Ministero dell'Interno, dal Parlamento zero euro. E' una questione di soldi? No, di dignità dello Stato, che sta vicino ai suoi servitori e non li abbandona mai.
Invece Roberto Mancini è morto nell'abbandono dello Stato a cui aveva giurato fedeltà. La promessa di una fedeltà mantenuta fino in fondo, ma non reciproca.
Qualcuno, e noi sappiamo i nomi, ha le mani sporche di sangue. Non è il momento di essere gentili, diplomatici, ipocriti. Come per i rifiuti, il problema è stato coperto per poi trovarci davanti ad un disastro ambientale senza paragoni in Europa. Ecco, in questi giorni i rappresentanti delle Istituzioni, preposte a dare il giusto riconoscimento e risarcimento a Mancini hanno tergiversato, rimandato, chiacchierato. Ora basta. Questi sono omicidi di Stato, e che nessuno si azzardi ad alzare polveroni che confondono i cittadini.
Roberto Mancini nel 1996 aveva scoperto tutto sulla Terra dei Fuochi, ben 300 pagine d'indagine. Finite dove? In un cassetto chiuso a chiave. Oggi non permetteremo più questi giochetti di politica affaristica che si arricchisce anche sulla monnezza e sulla pelle dei veri servitori dello Stato.
Il Movimento chiede e pretende i Funerali di Stato per il poliziotto, quale dovuto omaggio e saluto ad uno dei migliori investigatori dei recenti anni. La sua lotta non finisce qui però, la porteremo avanti, perché la monnezza non siede solo in strada.
(photo copyright Mauro Pagnano)