L’istituzione della sharia è stata approvata dal Brunei. La legge islamica che, tra l’altro, impone che le donne che commettono adulterio vengano lapidate, è entrata in vigore nello stato governato dal sultano Hassanal Bolkiah, che ha illustrato il nuovo codice penale che progressivamente sarà in vigore nei prossimi mesi. Tra le altre norme previste dalla legge, si segnalano la fustigazione per le persone sorprese a bere bevande alcoliche e l’amputazione delle braccia per i ladri. Proibito anche l’aborto: le donne che lo praticheranno saranno sottoposte a fustigazione. Il Brunei, dunque, si conferma un Paese economicamente ricco ma arretrato in campo culturale.
questo blog è un cofanetto pieno di piccole esperienze personali. di Beppe La Forgia
curiosi
martedì 22 ottobre 2013
http://www.ilfattoquotidiano.it/-Berlusconi, dimezzato l’assegno a Veronica Lario: pagherà “solo” 1,4 milioni al mese
Berlusconi, dimezzato l’assegno a Veronica Lario: pagherà “solo” 1,4 milioni al mese
Il Tribunale di Monza ha ridotto la cifra per il mantenimento, che era stata fissata a 3 milioni di euro mensili. Il Cavaliere ha intentato una causa di divorzio, che si aggiunge a quella di separazione avviata dalla moglie. Sarà possibile fare ricorse davanti ai giudici di M
La decisione è stata presa dal Tribunale di Monza, a cui il Cavaliere si è rivolto a luglio senza fare trapelare nulla ai media. La somma dell’assegno stabilita dai giudici brianzoli corrisponde a meno della metà di quella fissata dai colleghi di Milano: a dicembre 2012, i magistrati avevano deliberato che Berlusconi pagasse a Veronica Lario 3 milioni di euro al mese, pari a 100mila al giorno, per permetterle di mantenere un tenore di vita simile a quello goduto durante gli anni di matrimonio con l’ex premier. La fine della storia tra i due è segnata da un complicato intreccio di cause legali. Una è quella di separazione consensuale, avviata dalla stessa Lario nel maggio 2009, pochi giorni dopo la partecipazione del marito al compleanno di Noemi Letizia, la classica goccia che aveva fatto traboccare il vaso: il caso è gestito dal Tribunale di Milano, in quanto allora Berlusconi aveva la residenza nel capoluogo lombardo.
La seconda causa, stavolta per divorzio, è stata avviata dallo stesso Cavaliere nel luglio di quest’anno ed è di competenza dei giudici di Monza, dal momento che Veronica Lario abita a Macherio, nella provincia brianzola. Rispetto alla decisione del Tribunale di Monza, comunque, è possibile fare ricorso alla Corte d’appello di Milano, che potrebbe ribaltare ancora una volta l’esito della vicenda. Una storia che, a quanto pare, sembra lontana da una conclusione.
lunedì 21 ottobre 2013
http://www.ilfattoquotidiano.it/-
Napoli, sequestrati 3mila chili di pane: era cotto insieme a chiodi e vernice
Nel capoluogo partenopeo e provincia sono stati scoperti 17 centri illegali. I prodotti che arrivavano sulla tavola dei clienti ignari venivano sfornati in condizioni igienico sanitarie precarie. In corso accertamenti per risalire ai produttori. Denunciate 50 persone, sanzioni per 40mila euro

Sequestrati più di 3mila chili di pane “illegale”, sfornato in condizioni igieniche precarie, che tuttavia poteva finire nei supermercati e ristoranti. Succede in provincia di Napoli, dove dalle prime ore del mattino i carabinieri del comando provinciale hanno eseguito controlli, in città e in tutta la provincia, contro la panificazione abusiva. Diciassette i forni sequestrati poiché totalmente irregolari o in condizioni igienico sanitarie pessime. Sono state effettuate verifiche ai forni, alla rete di distribuzione e deposito del pane, fino ad arrivare alla vendita al dettaglio nei supermercati e per le vie cittadine, ovvero tutta la filiera del prodotto.
I forni sequestrati sono: uno a Fratta Maggiore, uno ad Arzano, due a Pomigliano d’arco, due a Sant’Anastasia, due ad Acerra, uno a Brusciano, uno a Castello di Cisterna, due a Giugliano in Campania, uno a Villaricca, uno a Sant’Antimo, due a Somma Vesuviana e uno a Torre Annunziata. In particolare in alcuni casi è stata trovata legna con chiodi e vernice, altri forni erano in scantinati ed altri ancora in aperta campagna vicino ad animali. Inoltre nel quartiere Sanità è stato scoperto un deposito abusivo dove il pane veniva conservato senza il rispetto delle norme igienico sanitarie per poi essere imbustato e distribuito a ignari clienti, nonché ristoratori della zona.
Sono in corso accertamenti per risalire ai produttori. Il pane sequestrato sarà consegnato allo zoo nonché ai canili municipali del territorio. Una cinquantina le persone denunciate per inosservanza alle discipline inerenti all’igiene e alla produzione e commercializzazione dei prodotti. Molte anche le sanzioni amministrative che, finora, ammontano a circa 40mila euro.
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Napoli, sequestrati 3mila chili di pane: era cotto insieme a chiodi e vernice
Nel capoluogo partenopeo e provincia sono stati scoperti 17 centri illegali. I prodotti che arrivavano sulla tavola dei clienti ignari venivano sfornati in condizioni igienico sanitarie precarie. In corso accertamenti per risalire ai produttori. Denunciate 50 persone, sanzioni per 40mila euro

Sequestrati più di 3mila chili di pane “illegale”, sfornato in condizioni igieniche precarie, che tuttavia poteva finire nei supermercati e ristoranti. Succede in provincia di Napoli, dove dalle prime ore del mattino i carabinieri del comando provinciale hanno eseguito controlli, in città e in tutta la provincia, contro la panificazione abusiva. Diciassette i forni sequestrati poiché totalmente irregolari o in condizioni igienico sanitarie pessime. Sono state effettuate verifiche ai forni, alla rete di distribuzione e deposito del pane, fino ad arrivare alla vendita al dettaglio nei supermercati e per le vie cittadine, ovvero tutta la filiera del prodotto.
I forni sequestrati sono: uno a Fratta Maggiore, uno ad Arzano, due a Pomigliano d’arco, due a Sant’Anastasia, due ad Acerra, uno a Brusciano, uno a Castello di Cisterna, due a Giugliano in Campania, uno a Villaricca, uno a Sant’Antimo, due a Somma Vesuviana e uno a Torre Annunziata. In particolare in alcuni casi è stata trovata legna con chiodi e vernice, altri forni erano in scantinati ed altri ancora in aperta campagna vicino ad animali. Inoltre nel quartiere Sanità è stato scoperto un deposito abusivo dove il pane veniva conservato senza il rispetto delle norme igienico sanitarie per poi essere imbustato e distribuito a ignari clienti, nonché ristoratori della zona.
Sono in corso accertamenti per risalire ai produttori. Il pane sequestrato sarà consegnato allo zoo nonché ai canili municipali del territorio. Una cinquantina le persone denunciate per inosservanza alle discipline inerenti all’igiene e alla produzione e commercializzazione dei prodotti. Molte anche le sanzioni amministrative che, finora, ammontano a circa 40mila euro.
mercoledì 16 ottobre 2013
lunedì 14 ottobre 2013
venerdì 11 ottobre 2013
http://www.corriere.it/- Corriere della Sera > Economia > Economia > Alitalia, via libera all’aumento di capitale da 300 milioni, Sarmi: «Non useremo soldi dei correntisti»
Alitalia, via libera all’aumento di capitale da 300 milioni, Sarmi: «Non useremo soldi dei correntisti»
Scaroni: «Con soluzione affidabile no allo stop del carburante»
Squinzi: «Perplesso di fronte all’intervento pubblico»
LE POSTE - Un investimento sempre più concreto, su cui pare che le Poste abbiano già iniziato a lavorare con un piano industriale strutturato. E sulla situazione di Alitalia, è intervenuto anche l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni. Se la soluzione individuata per il salvataggio di Alitalia «è affidabile, non fermeremo i rifornimenti» ha detto Scaroni a margine di una conferenza stampa a Bruxelles. «Se verranno fuori elementi che mi rassicurano sul fatto che Alitalia continuerà ad operare continueremo a rifornirla come sempre, se no non la riforniremo — ha detto —. Sono fiducioso, sarei sorpreso che le cose non si svolgano in modo positivo».
L’AUMENTO - Nel frattempo il consiglio di amministrazione della compagnia aerea ha dato il via libera all’aumento di capitale da 300 milioni di euro con il voto favorevole di tutti i soci, Air France compresa. Un intervento che scongiura, per il momento, il fallimento del vettore italiano. La cifra infatti servirà a ridare ossigeno alle casse quasi vuote della compagnia che altrimenti rischiava di rimanere con gli aerei a terra.Sull’intervento di Poste italiane, si è detto molto scettico il presidente di Confindustria. «Sono sempre molto perplesso di fronte agli interventi della mano pubblica in una società privata. Certo, se è un cerotto per tamponare una situazione di emergenza, passi. Però bisognerà una volta per tutte fare una riflessione seria per avere un piano di medio-lungo termine».
LA FRENATA UE -Poi l’avviso da parte dell’Unione europea. «In principio Alitalia può ricevere aiuti di Stato — ha spiegato il portavoce del commissario alla Concorrenza Joaquin Almunia, Antoine Colombani — ma solo se vengono rispettate le norme comunitarie sui salvataggi e sulle ristrutturazioni». La Commissione europea comunque esaminerà l’intervento delle Poste se ne riceverà «una notifica». Questione su cui ha subito risposto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi: per Alitalia, Poste Italiane non è «un aiuto da parte del pubblico» ma «un’azienda sana che può fare da partner industriale in un settore sempre più complementare». Il ministro ha aggiunto che Air France resta «il principale possibile partner internazionale di Alitalia. Vediamo cosa farà sull’aumento di capitale, altrimenti si dovrà cambiare partner».
I SINDACATI - «La situazione era sull’orlo del fallimento — ha risposto a stretto giro il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti — Alitalia non è una qualunque società, ma collega gran parte del Paese con l’estero. Il fallimento avrebbe causato una piccola catastrofe economica e non possiamo permettercelo. L’intervento del governo - ha aggiunto - era necessario. Bisogna parlare dell’intervento dello Stato in modo meno ideologico». A commentare la vicenda anche Corrado Passera: l’ex ministro era amministratore delegato di Intesa Sanpaolo quando la banca promosse la cordata Cai per salvare Alitalia (Passera è stato anche amministratore delegato di Poste Italiane).
PASSERA -«La mia opinione sull’ipotesi che Poste Italiane contribuisca a risanare Alitalia è potenzialmente positiva — ha detto —. All’epoca, non erano prevedibili cinque anni di recessione così forti. C’è stato l’impegno dei dipendenti e soci privati che in questi anni hanno messo circa 1,2 miliardi per superare una situazione difficilissima. L’aumento di capitale — ha aggiunto — potrebbe mettere in condizione l’azienda di arrivare in fondo al piano di risanamento e rilancio» . Parole criticate da Carlo De Benedetti. «Sconvolgenti ma non sorprendenti le dichiarazioni di Passera sulla vicenda Alitalia — ha detto l’imprenditore — . Certo c’è stata la crisi da noi come altrove ma la combinazione tra il marketing elettorale di Berlusconi e il marketing politico di Passera si è dimostrata disastrosa per tutti meno che per loro».Poi ha aggiunto:«Più di 5 miliardi del denaro dei contribuenti è stato bruciato sull’altare delle ambizioni personali».
RYANAIR - Si è detto già pronto a subentrare alle eventuali rotte tagliate da Alitalia, Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, che in un’intervista al Corriere ha annunciato di aver già verificato la disponibilità di alcune regioni italiane. L’ingresso di Poste «è una buona cosa — ha commentato Raffaele Bonanni, segretario della Cisl —. Alitalia ha bisogno di un pò di giorni per prendere fiato e vedere un pò cosa costruire per utilizzare un’energia davvero potentissima. Il nostro bacino utenti - ha aggiunto — è il quinto del mondo, quindi molto appetibile. Ed è un peccato distruggerlo insieme ad un’azienda che oggi è in difficoltà per varie ragioni. Bisogna poi costruire una joint venture con altre realtà».
http://www.rainews24.rai.it/- In una lettera testamento l'ex capitano delle Ss non rinnega il suo passato E' morto a Roma Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine
In una lettera testamento l'ex capitano delle Ss non rinnega il suo passato
E' morto a Roma Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine
E' morto a Roma Erich Priebke. L'ex capitano delle Ss, condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine, aveva 100 anni. "Esistono delle certezze nella religione. Quelli delle Fosse Ardeatine sono degli angeli e si occuperanno di lui per l'eternità. Priebke farà i conti con loro nell'altro mondo". Così il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici
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Roma, 11 Ottobre 2013
L' ex capitano delle Ss Erich Priebke è morto oggi all'età di 100 anni. Ne da' notizia il suo legale Paolo Giachini, affermando che egli ha lasciato come "ultimo lascito" una intervista scritta e un video, "testamento umano e politico".
Priebke, 100 anni compiuti a luglio, era stato condannato all'ergastolo per aver partecipato sia alla pianificazione, sia alla realizzazione dell'eccidio delle Fosse Ardeatine durante il quale, nel 1944, vennero fucilati 335 civili italiani a Roma come rappresaglia per un attacco partigiano che aveva provocato la morte di 33 militari tedeschi. Dopo una lunga latitanza in Argentina, Priebke fu fermato nel 1994 da una troupe della Abc, televisione americana, che gli chiede se sia proprio lui l'ex capitano delle SS. Dalla sua risposta positiva, iniziarono per Priebke i guai. Fu arrestato ed estradato in Italia nel 1995 e imputato di concorso in violenza con omicidio continuato in danno di cittadini italiani. Il Tribunale militare ordinò la scarcerazione dichiarando il "non doversi procedere, essendo il reato estinto per intervenuta prescrizione". La Corte di Cassazione annullò però la sentenza e dispose un nuovo processo a suo carico. Nel marzo 1998, la Corte d'appello militare lo condannò all'ergastolo. A causa dell'età avanzata, però, l'ex SS ottenne gli arresti domiciliari.
Lettera testamento: non rinnego il mio passatoErich Priebke nella lunga intervista testamento scritta in occasione dei suoi 100 anni non rinnega il suo passato. "Ho scelto di essere me stesso". Alla domanda se si sentisse ancora nazista, il capitano delle Ss, condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine, rispondeva "la fedeltà al proprio passato è qualche cosa che ha a che fare con le nostre convinzioni. Si tratta del mio modo di vedere il mondo, i miei ideali, quello che per noi tedeschi fu la Weltanschauung ed ancora ha a che fare con il senso dell'amor proprio e dell'onore. La politica è un'altra questione. Il Nazionasocialismo è scomparso con la sconfitta e oggi non avrebbe comunque nessuna possibilità di tornare".
"Nei campi le camere a gas non si sono mai trovate, salvo quella costruita a guerra finita dagli americani a Dachau". Erich Priebke anche nell'ultima intervista-testamento politico, nega l'evidenza dell'Olocausto e rivendica con orgoglio di aver "scelto di essere me stesso". "La fedeltà al proprio passato - sottolinea - è qualche cosa che a che fare con le nostre convinzioni. Si tratta del mio modo di vedere il mondo, i miei ideali e ha a che fare con il senso dell'amor proprio e dell'onore". Sette cartelle di domande e risposte senza alcuno spazio per il pentimento
Pacifici: farà i conti con gli angeli delle fosse Ardeatine "Esistono delle certezze nella religione. Quelli delle Fosse Ardeatine sono degli angeli e si occuperanno di lui per l'eternità. Priebke farà i conti con loro nell'altro mondo". Così il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici sulla morte di Erich Priebke.- "E' difficile provare emozione di fronte alla morte di un criminale -continua Pacifici- un soggetto che nell'arco della sua vita, e qui rimane l'amarezza, non ha mai mostrato nessun momento di cedimento e non ha mai confessato i suoi peccati di gioventù. Non si è mai pentito delle azioni criminali, non ha mai avuto pietà per le sue vittime e neanche per i loro familiari". "Io personalmente oggi non riesco né a ridere né a piangere", conclude Pacifici.
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