curiosi

martedì 18 giugno 2013

http://www.ilsecoloxix.it/p/magazine/2013/06/17/APjRzBmF-pedopornografia_contro_database.shtml

Google, un database contro la pedopornografia

Rosaria Corona
Google
Google
Genova - Google in prima linea nella lotta alla pedopornografia. Il colosso di Mountain View ha annunciato un nuovo progetto a tutela dei minori: un database, online tra circa un anno, dove raccogliere le immagini di abusi sessuali sui minori in modo da bloccarne la diffusione in Rete.
La banca dati in questione, annunciata da BigG sul suo blog, sarà condivisa con associazione e autorità che già si occupano di contrastare il fenomeno della pornografia infantile ma anche con gli altri motori di ricerca rivali, e permetterà di sradicare le immagini di abusi sui minori che circolano in Rete. Un fenomeno purtroppo in costante crescita come dimostrano i dati del National Center for Missing and Exploited Children’s che nel 2011 ha ricevuto oltre 17, 3 milioni di immagini e video sospetti, un numero quadruplicato rispetto al 2007.
Nel dettaglio, il database a cui sta lavorando Google si avvale di una tecnica specifica, ovvero gli algoritmi “hashing” in grado di trasformare in codici quanto visualizzato nei fotogrammi. Ciò permetterebbe di individuare i materiali sospetti e i “doppioni” che circolano in Rete. Una volta identificato, il contenuto pedopornografico viene bloccato e segnalato alle autorità competenti.
Sempre nell’ambito di attività legate alla tutela dei minori, il numero uno dei motori di ricerca ha investito quasi 5 milioni di dollari: 1,5 milioni all’Internet Watch Foundation, 1 milione al Centro Nazionale per la protezione dei minori e altri due milioni ad una sua struttura interna, Google Child Protection Technology.

http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/harley-davidson-papa-el-papa-pope-25742/

All'asta le Harley-Davidson del Papa

 
 
Il Papa e gli harleysti
IL PAPA E GLI HARLEYSTI

Dopo il saluto al pontefice degli appassionati lo scorso fine settimana ora la bella iniziativa di solidarietà. Ma due moto saranno a disposizione della Gendarmeria

ANTOINE MARIE IZOARDROMA


La notizia ha fatto il giro del mondo. E anche l'immagine di Papa Francesco accanto a due belle Harley Davidson, prima del mega raduno romano dei “harleyisti“ per il 110mo anniversario della casa motociclistica, è stata rilanciata da tutti i mezzi di comunicazione del globo.

Il famoso costruttore americano ha offerto quattro bellissime moto al successore di Pietro. In molti si sono chiesti cosa potesse farci il Papa con le pregiate motociclette.

Impossibile immaginare un loro utilizzo per esempio al tramonto nei giardini vaticani. Per questo due Harley Davidsonsaranno vendute all'asta per beneficenza. E questo potrebbe essere il destino positivo di molti dei regali che ogni giorno vengono fatti al Papa Bergoglio che, da quando è stato eletto al soglio pontificio, continua a professare il ritorno ad “una Chiesa povera per i poveri“.

Detto che due saranno vendute e il ricavato dell'asta donato in progetti di solidarietà, gli altri due esemplari sono stati “customizzati“ per il corpo della Gendarmeria vaticana.

Le due moto modello Road King Police che ricordano quelle dei poliziotti americani, porteranno la scritta “Gendarmeria“ e lo stemma dello Stato della Città del Vaticano. Già si possono vedere davanti alla casa Santa Marta, dove risiede il Papa, e dovrebbe essere utilizzate per accompagnare i capi di stato stranieri attraverso lo Stato pontefice o per qualche cerimonia.

lunedì 17 giugno 2013

http://www.corriere.it/politica/13_giugno_17/berlusconi-iva-governo-inaccettabile-fondi_195808b2-d754-11e2-a4df-7eff8733b462.shtml

Iva, Berlusconi attacca i patti dell' Ue
Letta: «Riflessi al G8? Nessuna eco»

L'ex premier: «Sforiamo i vincoli di bilancio, tanto
non ci cacciano. Inaccettabile che non si trovino i fondi»

Silvio Berlusconi (LaPresse)Silvio Berlusconi (LaPresse)
«Congelare» l'aumento dell'Iva è fondamentale. E per farlo il governo deve «sforare» il limite del 3% del rapporto deficit/Pil, nonostante gli impegni presi con l'Ue, «tanto non ci cacciano». Sono le parole pronunciate dall'ex premier Silvio Berlusconi che è intervenuto all'inaugurazione di una casa di cura sui Colli di Pontida, in provincia di Bergamo. «Si dice che il Governo stia affannosamente cercando 8 miliardi - ha detto il Cavaliere - ma quale azienda, non si possono tagliare i costi dell'1%? È veramente una cosa non accettabile che non si riescano a trovare questi fondi». «Il governo non potrà mai creare lavoro - ha aggiunto Berlusconi - il lavoro lo possono creare solo gli imprenditori, dobbiamo sostenere questi capitani coraggiosi che oggi dobbiamo chiamare eroi».
PATTI UE - Silvio Berlusconi ha quindi parlato di Ue e di fiscal compact. Appena insediato il governo Letta ha infatti confermato l'impegno a mantenere il deficit entro il 2,9% del Pil nel 2013 per non compromettere l'uscita dalla procedura per deficit eccessivo decisa dalla Commissione europea il 29 maggio. «Si dice che l'Unione europea non lo consente perchè superiamo il 3% del debito - ha detto il Cavaliere sempre a proposito del taglio dei costi - Andiamo sopra il Patto fiscale, il Fiscal compact e il debito. Bisogna che qualcuno nel governo abbia il coraggio e l'autorità  di andare a Bruxelles e di dire a quei signori: noi siamo in queste condizioni perchè ci avete cacciato voi con la vostra dannata politica di austerità. Dobbiamo rimettere a posto le cose, da qui in avanti il limite del 3% del Fiscal compact ve lo potete dimenticare». Berlusconi è tornato più volte, nel corso del suo intervento, sull'atteggiamento da tenere in Europa. «Bisogna che chi va su non sbatta i tacchi di fronte a queste autorità di Bruxelles che, per nove anni di esperienza che ho io - ha detto il Cavaliere - a trattare a Bruxelles sono sempre quelli che tutti i Paesi mandano lì perchè li vogliono mandare via».
LETTA - Quasi immediata la risposta di Palazzo Chigi: rispetteremo gli impegni di bilancio, la nostra posizione resta la stessa ed è stata ribadita anche nell'incontro di sabato con il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso. Poi in serata anche l'intervento di Enrico Letta che sta partecipando al summit del G8 in Irlanda del Nord. «Nella sessione sull'economia ho ribadito l'impegno a mantenere i patti con l'Unione europea, in particolare la regola del 3%», ha detto il premier, secondo quanto viene riferito, a conclusione dell'incontro tra gli Otto grandi sulla crisi economica. «Sulle affermazioni di Berlusconi - ha aggiunto Letta - dentro la sala non c'è stata nessuna eco, nessun rilievo, non ne hanno parlato neanche. Probabilmente non sono stati neppure informati».
ROTTAMAZIONE - Il Cavaliere inizialmente non voleva prendere la parola, ma poi ha ceduto all'invito dei presenti e ha iniziato a parlare a braccio proprio con la battuta sulla sua «rottamazione». «Tutti mi vogliono rottamare ed io ho portato qui le mie cose perchè sono il primo ospite di questa struttura», ha scherzato il Cavaliere. Il tema della sua «rottamazione» lo ha poi ripreso alla fine del discorso, dopo aver parlato di politica ed economia, per sorridere di chi a suo dire lo vuole rottamare, spiegando che la casa di cura che ha inaugurato sarebbe la cornice ideale per trasferirsi. Berlusconi ha anche garantito di non essere «una mummia», come sostiene Beppe Grillo e ha metaforicamente invitato a toccarlo: «Non sono truccato - ha garantito -, sono bello di natura così. Devo ringraziare solo mamma e papà».

http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Google-Internet-a-banda-larga-con-i-palloni-aerostatici_9999

Google: Internet a banda larga con i palloni aerostatici

di Michele Nasi (17/06/2013)


Le prime indiscrezioni erano state pubblicate nei giorni scorsi ma oggi Google dimostra di fare sul serio. Il colosso di Mountain View ha confermato di portare la banda larga wireless in quelle zone del mondo ove l'accesso ad Internet è ancora un serio problema.
Il servizio sarà offerto utilizzando palloni aerostatici che verranno lanciati il cielo e posizionati ad un'altitudine doppia rispetto a quella a cui volano gli aerei (circa 20 chilometri dalla superfice terrestre). Gli stessi responsabili del progetto - battezzato "Project Loon" - ammettono che l'idea possa sembrare folle. In realtà, non è così.
I palloni permetteranno di superare tutte le difficoltà che implica la realizzazione di una tradizionale infrastruttura per le telecomunicazioni assicurando connettivitàbroadband a tutto il territorio sottostante.



Ciascun pallone, del diametro di 15 metri, viene fatto volare dai tecnici di Google sino a posizionarsi nella stratosfera. Grazie ai venti che soffiano nel secondo dei cinque strati in cui è suddivisa l'atmosfera terrestre (spirano secondo una serie di livelli tra loro "impilati"), è possibile far muovere molto facilmente i palloni aerostatici facendo assumere loro la posizione desiderata. Si ha così modo, ad esempio, di tenere vicini più palloni e di ottimizzare la copertura delle aree geografiche sottostanti.
I palloni non soltanto comunicano con le antenne terrestri ma, ovviamente, riescono a scambiarsi dati vicendevolmente. In questo modo è possibile creare una catena tra più palloni per trasportare le informazioni e collegarsi alla più vicina dorsale Internet terrestre.

I palloni aerostatici, che fluttueranno in cielo ben sopra le nuvole, potranno godere di una fonte di energia praticamente illimitata, quella del sole. Ogni pallone, infatti, è equipaggiato con dei pannelli solari che costituiscono l'unica alimentazione per tutti i dispositivi elettronici.

I primi test sono appena iniziati: Google inizierà a fornire banda larga attraverso i suoi palloni aerostatici partendo dalla Nuova Zelanda. Il progetto verrà poi esteso alle altre parti del mondo cominciando, molto probabilmente, dalle regioni asiatiche e dall'Africa.

sabato 15 giugno 2013

http://www.formiche.net/2013/06/15/giornata-mondiale-del-vento-leolico-in-italia-e-in-europa/

La mappa dell’eolico in Italia e in EuropaLa mappa dell'eolico in Italia e in EuropaLa mappa dell’energia del vento in europa

La mappa dell’energia del vento in Italia vede in testa la Puglia con 2.095,6 Megawatt (MW). In seconda posizione la Sicilia con 1.746,6 MW; completa il podio la Campania con 1.224,9. Poi tutte le altre: la Calabria a 1.026,9 MW; la Sardegna 1.025,6; la Basilicata a 391,2 MW; il Molise a 370,3; l’Abruzzo a 239,4 MW; la Toscana a 111,5; il Lazio a 51,1; la Liguria a 47,3; l’Emilia-Romagna a 21,2; il Piemonte a 12,8; il Veneto a 9,6; il Trentino Alto Adige a 2,7; l’Umbria a 1,5; la Lombardia a 1,4; le Marche a 0,5.

http://www.ilmessaggero.it/TECNOLOGIA/HITECH/airbus_a350_primo_volo_tolosa/notizie/292339.shtml

Airbus, il nuovo A350 decolla: primo volo a Tolosa

PER APPROFONDIRE tagairbusa350
L'atterraggio dopo il primo volo (foto Bob Edme - Ap)
ROMA - Primo volo di collaudo per il nuovo Airbus A350 XWB, il nuovissimo aeromobile di medie dimensioni per il lungo raggio che avrà una capacità di trasporto da 270 a 350 passeggeri. Il nuovo velivolo si è posato oggi alle 14.06, sulla pista dell'aeroporto di Tolosa-Blagnac, nel sud-ovest della Francia, dopo un volo di quattro ore prima.

Durante il volo il pilota Peter Chandler ha fatto sapere che tutto si stava svolgendo nel migliore dei modi: «L'aereo reagisce molto bene», ha detto. Quella di oggi è una tappa fondamentale del programma con il quale il costruttore europeo punta a recuperare il vantaggio dell'americana Boeing sul mercato degli aerei per i voli a lungo raggio.

Il primo volo dell'A350 - si legge in una nota di Airbus - segna l'inizio della campagna di verifica e test dell'aeromobile che prevede circa 2.500 ore di volo articolate su di una flotta di 5 aeromobili appositamente equipaggiati. La conclusione di questo processo è l'ottenimento del certificato di volo dell'A350 nella versione A350-900 da parte dell'EASA, l'autorità competente europea, e dell'FAA l'autorità competente degli Stati Uniti. Il nuovo aeromobile entrerà in servizio nella seconda metà del 2014 con la Qatar Airways.

L'A350 XWB è il nuovissimo aeromobile di medie dimensioni sviluppato da Airbus per il lungo raggio che comprende tre versioni con una capacità che va da 270 a 350 passeggeri in una configurazione a tre classi. Rispetto agli aeromobili esistenti della stessa categoria, gli A350 XWB consentono una riduzione del 25% sia dei consumi di carburante sia delle emissioni di CO2. L'aereo ha già totalizzato 613 ordini fermi da parte di 33 clienti nel mondo.

Il nuovo Airbus A 350 utilizza i motori Rolls Royce Trent XWB. Rolls Royce ha cominciato a sviluppare il motore nel 2006 e quattro anni dopo ha compiuto il primo test al banco. Da allora è stato testato in tutto il mondo anche in condizioni estreme, dai 42 gradi centigradi di Al Ain negli Emirati Arabi fino ai 23 gradi sottozero di Iqaluit, in Canada. La turbina del motore è alta quasi 3 metri e assorbe fino a 1,3 tonnellate d'aria al secondo in fase di decollo. La forza esercitata sulla paletta di una turbina in fase di decollo è equivalente a quasi 1000 tonnellate, la stessa esercitata da un treno merci appeso a ciascuna turbina. Le palette della turbina ad alta pressione all'interno del motore girano a 12.500 giri al minuto, con le estremità che viaggiano a quasi 2000 km orari, il doppio della veliocità del suono. Ad ogni decollo le 68 palette della turbina generano una potenza di circa 900 cavalli ciascuna, simile a quella di una formula 1.

venerdì 14 giugno 2013

http://www.corriere.it/economia/13_giugno_14/nuovo-riccometro-assegni-familiari-salvia_b88011de-d4b9-11e2-afc2-77c7bab72214.shtml

IL GOVERNO ACCELERA PER UTILIZZARE L'ISEE NEL CALCOLO DELL'IMU PER LE FAMIGLIE ABBIENTI

Nuovo riccometro, ci sono gli assegni familiari

Le misure: dal conto in banca ai figli, stretta sui trucchi per aggirare le regole

ROMA - Ci sono novità che faranno discutere: per misurare la ricchezza di una famiglia non si terrà conto solo del reddito dichiarato nel 730 ma di tutte le entrate, compresi gli assegni per i figli, le pensioni di invalidità o le borse di studio. E altre che chiudono un buco imperdonabile, nel quale finora si sono infilati in parecchi: per tirare via dal calcolo i risparmi non basterà dire di non avere un conto in banca, come fa oggi l'80% degli italiani con punte del 96% al Sud (no, non è un refuso). Le autocertificazioni andranno incrociate con la banca dati del Fisco e chi dichiara il falso ne pagherà le conseguenze.
Il governo riscrive l'Isee, l'indicatore della situazione economica equivalente, più semplicemente il riccometro. Serve a misurare la ricchezza, mettere le famiglie in fila in quelle graduatorie che i funzionari del Comune scorrono dal basso verso l'alto, dai poveri ai ricchi. E quindi a decidere chi ha diritto ad alcuni servizi sociali, dagli asili nido alle borse di studio, oppure quanto li deve pagare, come per le mense scolastiche. Dopo 15 anni di servizio non troppo onorato il vecchio Isee aveva mostrato ormai tutti i suoi difetti. E la nuova versione era stata varata già dal governo Monti. Mancava però il via libera delle Regioni, arrivato ieri in cambio della licenza di aggiungere qualche piccola variazione sul tema. Per farlo entrare in vigore adesso serve il parere delle commissioni parlamentari, che il ministro degli Affari regionali Graziano Delrio si augura «arrivi il prima possibile». Una fretta che si spiega non solo con la volontà di complicare la vita ai «ladri di welfare». Ma anche con l'idea di usare il riccometro per calibrare la nuova Imu.
Se la tassa sulla prima casa peserà davvero più sui ricchi, come vorrebbe il Pd, allora non sarà legata al reddito puro e semplice, con tutti i rischi che comporta l'evasione fiscale. Ma proprio all'Isee, che scatta una fotografia più fedele della solidità economica di una famiglia.
Il nuovo riccometro, ad esempio, terrà conto di tutte le azioni e i titoli che si hanno in portafoglio, di tutti gli immobili, anche all'estero. Sui risparmi in banca, in realtà, un buco ancora c'è. Resta utilizzabile il vecchio trucco di togliere tutti i soldi dal conto, firmare l'Isee dichiarando di non avere risparmi, e poi versare di nuovo tutti i soldi sullo stesso conto. Un gioco delle tre carte contro il quale il nuovo Isee dice, in teoria, che saranno possibili controlli successivi, a campione e per sorteggio, sulla reale consistenza dei depositi di chi aveva dichiarato zero. Ma al momento la soluzione non è tecnicamente possibile e quindi il punto interrogativo resta. «Abbiamo eliminato il maggior numero di storture del passato» spiega il viceministro del Lavoro Maria Cecilia Guerra, che ha seguito il provvedimento passo passo. E gli esempi possibili sono tanti. Quello classico riguarda gli asili nido, dove oggi funziona così: i genitori non sono sposati e hanno due residenze diverse. Lui lavora e guadagna bene, lei sta a casa. Se il bambino è a carico della madre risulta figlio di nullatenente, ed entra al nido scavalcando pure chi è in cassa integrazione. Con il nuovo Isee almeno questo trucco sarà impossibile visto che si terrà comunque conto del reddito del padre. Altra cosa che ha fatto discutere sono le detrazioni per i figli: rispetto al passato fino al secondo non cambia nulla, mentre gli sgravi diventano più generosi dal terzo in poi. Una specie di quoziente familiare che però aiuterà solo le famiglie davvero grandi. Cambiano le regole anche per i disabili, sulle quali in questi mesi le associazioni hanno protestato. Lo sgravio ci sarà in ogni caso ma se oggi è uguale per tutti diventerà crescente su tre livelli: disabilità grave, media e non autosufficienza. Deducibile anche l'affitto, fino a 7 mila euro l'anno, stessa somma tagliata in automatico per chi vive nella casa di proprietà. Cifra fissa in tutta Italia, anche se forse bassa nelle grandi città e alta nei piccoli centri, ma fare diversamente sarebbe stato troppo complicato.
Novità importante, e purtroppo significativa, la possibilità di aggiornare l'indicatore in corso d'opera. Chi perde il lavoro oggi rimane ancorato per un anno al vecchio Isee e magari non ha diritto ai servizi perché sulla carta risulta ancora ricco. Adesso sarà possibile chiedere il cosiddetto Isee corrente, cioè calcolato in tempo reale, per non aggiungere al danno del licenziamento anche la beffa di essere considerati ricchi. «Purtroppo in questi mesi - dice il viceministro Guerra - abbiamo visto diversi casi del genere. E questo è sicuramente un ottimo motivo per andare avanti con urgenza».

http://www.hwupgrade.it/news/apple/pegatron-ordini-per-iphone-low-cost-in-plastica-e-non-solo-a-partire-da-agosto_47416.html

Pegatron: ordini per iPhone low cost in plastica e non solo, a partire da agosto

Pegatron: ordini per iPhone low cost in plastica e non solo, a partire da agosto

Alcune fonti asiatiche confermerebbero ordinazioni a Pegatron per una versione low cost di iPhone, in distribuzione a partire da agosto. Oltre a questo, anche la nuova generazione iPad mini

di Alessandro Bordin pubblicata il 14 Giugno 2013, alle 10:10 nel canale APPLE
 
In base a quanto riportato da Digitimes, vi sarebbero novità sul fronte ordinazioni Applecommissionate a Pegatron, che confermerebbero l'arrivo di nuovi prodotti nel periodo autunnale e più precisamente una versione di iPhone e una di iPad mini. Una grossa novità, che ovviamente non troverà conferme ufficiali da nessuno, riguarderebbe la realizzazione di un iPhone con chassis plastico, facendo quindi pensare a una variantre low cost del melafonino.
La fonte inoltre cita anche ordinazioni per la nuova versione di iPad mini, sebbene su questo non vi siano informazioni di alcun tipo. Pegatron partirà con le prime consegne a partire da agosto, motivo per cui è lecito supporre un rinnovo o aggiornamento di gamma Apple a partire dal mese di settembre, sempre ovviamente che tutto sia confermato dai fatti.
La realizzazione di una versione più economica di iPhone è nell'aria da tempo: se fino a qualche tempo fa iPhone ha dominato la scena smartphone praticamente senza rivali, da oltre un anno la concorrenza Android, spalmata su un vasto ventaglio di produttori e resa molto competitiva con la diffusione delle versioni 4.0 e superiori, ha saputo strappare il primato ad Apple. Una delle armi più convincenti dei dispositivi Android che stanno spostando l'interesse verso questo mondo è sicuramente il prezzo: se è pur vero che i top di gamma si posizionano su livelli iPhone, esistono moltissimi prodotti molto validi che si posizionano in una fascia di prezzo molto più competitiva.
Apple quindi potrebbe rilasciare una versione di iPhone con prezzo più accessibile, in modo tale da giocarsela non sono nella fascia alta ma anche in quella media, forte di un marchio che era e rimane il più prestigioso della categoria, che piaccia o no. Il rinnovo di iPad mini potrebbe puntare nella stessa direzione, poiché anche in questo caso la concorrenza costituita dai tablet Android offre opzioni a prezzi che sono spesso la metà rispetto a iPad. Ma, ripetiamo, si tratta solo di ipotesi.

http://www.agi.it/estero/notizie/zuckerberg-si-prende-lhashtag.-il-cancelletto-sbarca-su-facebook

Zuckerberg si prende l'hashtag. Il 'cancelletto' sbarca su Facebook

Zuckerberg si prende l hashtag Il  cancelletto  sbarca su Facebook
16:30 13 GIU 2013

(AGI) - San Francisco, 13 giu. - Per migliorare le conversazioni tra i suoi utenti, Fecebook ha adottato il simbolo che ha fatto la fortuna di Twitter. Il social network da oggi integrera' nel suo Newsfeed l'hashtag, ossia la possibilita' di inserire un tag preceduta dal simbolo cancelletto su tutti i loro post, in modo che cliccandola, sara' possibile accedere ai messaggi accomunati dalla stessa stringa di significato. Come gia' accade su twitter, l'espediente semplifica molto la possibilita' di trovare gli argomenti discussi dagli utenti.
  Facebook ha pero' precisato che il servizio e' simile a quello gia' fornito da altri, tra cui appunto Twitter, ma anche Instagram, Tumblr o Pinterest. "Hashtags e' solo il primo passo per aiutare gli utenti a scoprire piu' facilmente quello che gli altri stanno dicendo su uno specifico topic e partecipare a conversazioni pubbliche", ha assicurato il colosso fondato da Mark Zuckerberg.

http://motori.corriere.it/motori/attualita/13_giugno_13/e-call-obbligatorio-2015_3837a1e4-d433-11e2-9edc-429eec6f64c6.shtml

LA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Ue: «Sos automatico obbligatorio sulle auto»
Così l'eCall ci salverà la vita

Con un sim card e un Gps chiama il 112 se si attiva l'airbag
Così i soccorsi arriveranno molto prima di adesso

L'Unione Europea vuole rendere obbligatorio L'Unione Europea vuole rendere obbligatorio
Svolta nella lotta agli incidenti stradali. La Commissione Europea ha dato il via libera a una proposta di legge per rendere obbligatorio su tutte le auto un sistema elettronico in grado di chiamare automaticamente l'ambulanza in caso d'incidente.
COME UN TELEFONO CON GPS-L'eCall, questo il nome della tecnologia, dovrà essere installato dall'autunno del 2015 su tutte le nuove vetture e sui mezzi commerciali leggeri. A far partire la chiamata al 112 - il numero di soccorso diventerà unico in tutti i paesi dell'Unione Europea- è lo stesso conducente con un tasto oppure la fuoriuscita dell'airbag: grazie a una «Sim» di quelle da cellulare e a un trasponder Gps il sistema invia i dati alla più vicina centrale con ora e luogo dell'incidente. Anche se il conducente resta incosciente. Fantascienza? Macché: un congegno simile costa 100 circa, ma a pagarlo dovranno essere i produttori e non dovrà essere scaricato sul prezzo finale dell'automobile secondo il piano elaborato da Bruxelles.
I DUBBI SULLA PRIVACY-«L'idea serve anche a mantenere l'industria dell' auto europea competitiva e farla diventare la più sicura al mondo», ha spiegato il commissario Ue all'industria Antonio Tajani, aggiungendo che il dispositivo non violerà la privacy pur essendo in grado di tracciare in tempo reale la posizione e tutti gli spostamenti del veicolo. Per il commissario ai trasporti Siim Kalla «grazie alla nuova tecnologia i tempi di soccorso si ridurranno del 40% in città e del 50% nelle zone di campagna». Quest'ultime le più pericolose. Del resto i numeri parlano chiaro: 28 mila morti e un milione e mezzo di ferite sulle strade di Eurolandia è il tragico bilancio dell'ultimo anno. Il rischio, però, è che l'obbligo di eCall possa slittare rispetto all'ottobre del 2015, data prevista dalla Commissione Europea. Per i produttori di automobili, rappresentati dall'Acea, «il termine non rispetta i 36 mesi necessari allo sviluppo della tecnologia e delle infrastrutture necessarie alla trasmissione». Per Ivan Hodac, segretario generale dell'Acea, si tratta comunque «di una tecnologia che potrebbe salvare tante vite».