curiosi

sabato 11 maggio 2013

http://www.agi.it/YouTube-Tv: debutto dei canali a pagamenti, 99 centesimi al mese

YouTubeTv debutto dei canali a pagamenti  99 centesimi al mese

(AGI) - Roma, 11 mag. - 'Rivoluzione' per YouTube. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, il sito di condivisione video ha annunciato il lancio di canali a pagamento per guardare film e serie tv. "Un progetto pilota per un gruppo ristretto di partner", ha sottolineato lo staff di YouTube sul blog ufficiale. Il costo degli abbonamenti partira' da 0,99 dollari al mese e "ogni canale consentira' un accesso di prova gratuita per due settimane". Con un unico abbonamento sara' possibile visualizzare i canali a pagamento sia sul computer, sia su tutti i dispositivi mobili, tablet e smartphone. "Oggi ci sono piu' di un milione di canali che generano profitti con YouTube", si legge sul blog, "e una delle richieste piu' pressanti che abbiamo ricevuto e' di garantire piu' flessibilita' nella monetizzazione e nella distribuzione dei contenuti. Questo e' solo l'inizio".

http://brescia.corriere.it/Berlusconi in piazza, il Pdl si carica


IL COMIZIO LA LINEA: NON SARÀ SOLO UN ATTACCO ALLA MAGISTRATURA E LE PIAZZE NON LE RIEMPIE SOLO GRILLO

Berlusconi in piazza, il Pdl si carica

Gelmini: «Un incontro stampa non bastava, tutti volevano vederlo»

Foto CorbisFoto Corbis
La parola d'ordine è «tutti con Silvio». Berlusconi arriva a Brescia, alle 17 piazza Paolo VI comincerà a riempirsi, sono previsti pullman da fuori provincia, sono attesi parlamentari come Brunetta, Schifani, Formigoni, consiglieri regionali. I giovani del Pdl hanno chiesto di avere uno spazio proprio sotto il palco: «Berlusconi potrà vederci» li rassicura Tiziana Ippolito coordinatrice provinciale di Giovane Italia. Ha scelto la piazza dove per Beppe Grillo c'erano 5 mila persone il 12 febbraio, nella campagna elettorale per le politiche. «Si vedrà che non solo Grillo è capace di riempire le piazze» assicura l'on. Mariastella Gelmini che, al fianco del coordinatore regionale Mario Mantovani, nella sede del Pdl, ha spiegato le ragioni della presenza a Brescia del presidente.

La piazza per sferrare l'attacco ai «giudici politicizzati» dopo la sentenza che l'ha condannato in appello per evasione fiscale? Gelmini esclude interpretazioni che definisce «maliziose», assicura che era previsto da tempo, a Brescia si vota e «qui l'unità del centrodestra è una realtà, Berlusconi non poteva mancare», è a Brescia per sostenere il sindaco Adriano Paroli.
Berlusconi «sperava di cavarsela con una conferenza stampa ma non è stato possibile, siamo stati sommersi da mail, messaggi, richieste di avere un contatto diretto con il presidente» ecco il perché della manifestazione in piazza, spiega Gelmini.
Appoggio al candidato sindaco, ma anche la «volontà di ribadire il sostegno convinto, leale, senza imboscate al governo». L'ex ministro non elude però il nodo giustizia: definisce «assurdo e surreale» condannare per evasione fiscale «uno dei maggiori contribuenti d'Italia, i cittadini sono in grado di comprendere l'uso politico della giustizia, non riguarda solo il cittadino Berlusconi, l'interdizione dai pubblici uffici sarebbe l'impossibilità per il popolo di centrodestra di votare il suo presidente». Arriva nella sede del Pdl in via Rodi, c'è anche il sindaco Adriano Paroli. Tira un bilancio dei risultati raggiunti in 5 anni, parla dell'«irresponsabilità» del Pd che «stava facendo saltare il Paese, c'è voluta la saggezza di Napolitano e se c'è un governo lo si deve alla saggezza di Berlusconi. Il Pd o diventa un partito serio o è meglio che non ci sia» conclude il sindaco forse pensando non solo a Roma. L'intervento di Berlusconi in piazza Duomo è previsto per le 18. Alle 20 alla Fiera di Brescia, la cena per la raccolta fondi. Circa 700 persone, mille euro a testa, imprenditori soprattutto, bresciani, ma anche di Bergamo, Milano, della Brianza. Hanno già versato il contributo, con regolare ricevuta, precisano al Pdl. 

http://www.agi.it/M5S: Grillo, "Letta firmi decreto per dimezzare stipendio parlamentari"


M5S: Grillo, "Letta firmi decreto per dimezzare stipendio parlamentari"

M5S Grillo   Letta firmi decreto per dimezzare stipendio parlamentari
12:10 11 MAG 2013

(AGI) - Roma, 11 mag. - "Decreto per l'abolizione dei rimborsi elettorali e il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari".
  Lo scrive Beppe Grillo su twitter. Sul blog di Beppe Grillo si legge: "Enrico Letta ha affermato: 'Io lavoro: io con un decreto togliero' lo stipendio ai ministri (solo quello aggiuntivo ai ministri parlamentari che si dovranno accontentare di 16.000 euro al mese, ndr)'. Bene! Bravo! Bis! Ora, signor presidente, firmi un decreto anche per l'abolizione immediata dei rimborsi elettorali e il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari. Facciamo un po' di conti.
Il MoVimento 5 Stelle rinuncia a: 42 milioni di euro di rimborsi elettorali rifiutati alle ultime elezioni politiche; 5 milioni di euro l'anno derivanti dal dimezzamento dell'indennita' parlamentare 3,5 milioni di euro l'anno derivanti dalla rinuncia alle spese generali aggiuntive (informatica, telefoni, taxi) 1,6 milioni di euro l'anno derivanti dalla rinuncia all'indennita' di fine mandato; 175mila euro l'anno derivanti dalla rinuncia alle indennita' di carica dei presidenti, dei vicepresidenti e dei questori.Quello che resta della diaria di ogni parlamentare. Se tutti i partiti e i parlamentari facessero lo stesso si risparmierebbero centinaia di milioni di euro all'anno. Prima di lei mi sono rivolto senza esito a Bersani. Lei ha il potere di estendere la buona pratica introdotta dal M5S a tutti i partiti. Lo faccia. Firmi il decreto! L'Italia le sara' grata!".

http://milano.corriere.it/Milano, picconate sui passanti: un morto L'aggressore è un 21 enne con precedenti


Milano, picconate sui passanti: un morto
L'aggressore è un 21 enne con precedenti

L'uomo, arrestato dai carabinieri, è originario del Ghana
Cinque aggressioni in tutto per rubare portafogli e cellulari

Una corsia dell'ospedale Niguarda di Milano (Imagoeconomica)Una corsia dell'ospedale Niguarda di Milano (Imagoeconomica)
È sceso in strada con un piccone e ha cominciato a brandirlo rincorrendo i passanti. Cinque persone sono state colpite a scopo di rapina. Un uomo di 40 anni è morto per le ferite riportate. È successo a Milano, nel quartiere Niguarda, tra le 5.45 e le 6.35 di sabato mattina. I feriti sono stati soccorsi e ricoverati tra il Niguarda e l'istituto clinico Città studi, dove una delle vittime è spirata nonostante le cure immediate.
L'AGGRESSORE - Quando è stato fermato dai carabinieri aveva ancora in mano il piccone insanguinato: l'aggressore è un giovane ghanese irregolare e con precedenti. Era stato foto-segnalato nel 2011, in Puglia, e intimato all' espulsione. Secondo indiscrezioni, successivamente sarebbe stato identificato durante un normale controllo circa un mese fa anche a Milano. I precedenti penali a suo carico sono per rapina, furto, resistenza. Appena portato in caserma era molto agitato e si rifiutava di farsi prendere le impronte. Il fermato non aveva documenti con sé e si è chiuso in un ostinato mutismo.
Drammatica serie di aggressioni a colpi di picconeDrammatica serie di aggressioni a colpi di piccone     Drammatica serie di aggressioni a colpi di piccone     Drammatica serie di aggressioni a colpi di piccone     Drammatica serie di aggressioni a colpi di piccone     Drammatica serie di aggressioni a colpi di piccone
IL RAID
AL PARCO - Le aggressioni sono iniziate in via Adratico attorno alle 6.30. L'aggressore ha affrontato un uomo di 64 anni in mezzo a un un vialetto di un parco giochi per bambini, lo ha colpito con violenza alla testa con il piccone. Sul posto sono ancora ben visibili molte macchie di sangue.
DAVANTI AL BAR - La seconda aggressione poco lontano, in piazza Belloveso, vicino all'ingresso di un bar gelateria che a quell'ora era aveva appena aperto. L'immigrato si è scagliato tra i tavolini e ha colpito un uomo di 40 anni, abitante nel quartiere. I proprietari, presi dal panico, hanno abbassato la saracinesca e si sono asserragliati all'interno. Quando hanno riaperto hanno trovato il corpo a terra del loro cliente colpito più volte alla testa. «Non era mai successo nulla di così scioccante» è il barista del Caffè Delrosso. Il barista ha le mani che gli tremano: «La persona colpita è un nostro cliente abituale, una brava persona. Ma poteva capitare a chiunque, anche a me se fossi arrivato più tardi».
LA CATTURA - Nel frattempo l'uomo si è spostato ha aggredito altri due passanti, che sono stati feriti più leggermente, fino poi a giungere in via Monte Rotondo dove ha colpito un ragazzo di 19 anni che stava rientrando a casa dopo aver accompagnato il padre al lavoro. Altri passanti hanno tentato di fermarlo e hanno chiamato i carabinieri che sono intervenuti e l'hanno arrestato quando aveva in mano ancora il piccone. I due feriti si trovano ora ricoverati: in condizioni gravissime il 64enne all'ospedale di Niguarda. Destano meno preoccupazioni le condizioni del 19enne che si trova al Policlinico.

giovedì 9 maggio 2013

Giro d’Italia 2013, presentazione 6a tappa: Mola di Bari-Margherita di Savoia, dove vederla e percorso [VIDEO] - International Business Times

Giro d’Italia 2013, presentazione 6a tappa: Mola di Bari-Margherita di Savoia, dove vederla e percorso [VIDEO] - International Business Times

http://www.ilmessaggero.it/Berlusconi, dopo la condanna Pdl in piazza sabato a Brescia: ci sarà anche il Cavaliere

Berlusconi, dopo la condanna Pdl in piazza sabato a Brescia: ci sarà anche il Cavaliere

Il Cavaliere alla manifestazione di Brescia dopo la conferma della condanna a quattro anni per frode fiscale nel processo Mediaset


Silvio Berlusconi
ROMA - La Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi per la vicenda della presunta compravendita dei senatori. Analoga richiesta è stata formulata per l'ex senatore Sergio De Gregorio e l'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola.

Silvio Berlusconi sarà in piazza sabato, dopo la conferma della condanna a 4 anni nel processo Mediaset, con l'aggiunta di 5 anni di interdizione dai pubblici uffici, per frode fiscale.

«Il Popolo della Libertà scende in piazza in difesa di Silvio Berlusconi. La manifestazione si svolgerà sabato 11 maggio a Brescia, alle 16 in piazza Duomo, con la partecipazione del presidente del Popolo della Libertà» si legge in un comunicato del Pdl.

Berlusconi cambia quindi il suo programma e decide di ripristinare la manifestazione in programma sabato a Brescia per le ore 18. Il Cavaliere aveva infatti deciso nei giorni scorsi di trasformare il comizio in un incontro con la stampa. Ieri, invece, la decisione di tornare all'idea originaria. L'ex premier terrà quindi una manifestazione e dopo una cena con gli imprenditori bresciani.

http://www.repubblica.it/Viber arriva su Pc e Mac: l'anti-Skype videochiama dal desktop



Viber arriva su Pc e Mac:
l'anti-Skype videochiama dal desktop

Disponibile la versione per computer del popolare software di messaggistica. L'app si sincronizza automaticamente con l'account dell'utente e riporta sulla scrivania le attività in corso nel dominio mobile. Aggiornamenti anche per iOS e Android

FUORI dai confini dello smartphone. Viber, una delle più popolari applicazioni di messaggistica mobili, approda sul desktop di Pc e Mac. Integrando il mondo di contatti già presente sui dispositivi mobili, e andando a competere direttamente con Skype. Un passaggio di ampliamento, quello di Viber, che manca ancora a Whatsapp. Ma che ad esempio Facebook ha colto in tempo, rinnovando completamente la sua applicazione di messaggistica, e anche Apple ha saputo cavalcare con l'estensione di iMessage al Mac oltre che a iPhone e iPad. Perché è sul terreno della convergenza tra dispositivi che si combatte la battaglia per gli utenti.

IMMAGINI: VIBER SU DESKTOP


Viber conta ora su oltre 200 milioni di utenti ed è disponibile per iOS, Android, Windows Phone e Blackberry. Nelle versioni per computer, Viber utilizza il numero di cellulare associato all'utenza come identificativo di accesso, e la password rimane ovviamente quella che già si possiede. I nuovi utenti possono registrarsi inserendo il numero di telefono e il codice di conferma che arriva tramite sms. "L'idea è di far usare Viber nel modo più istintivo possibile. E' vero che la gente ha spesso in mano lo smartphone, ma altrettanto spesso lavora al Pc. E ora può inviare messaggi direttamente dalla scrivania", dice il Ceo di Viber, Talmon Marco. E per questa versione desktop c'è anche la possibilità di videochiamare, proprio come avviene su Skype. 

Dopo l'installazione e l'accesso, l'app desktop si sincronizzerà con il database centrale di Viber e riporterà sul Pc tutte le conversazioni aperte. Il "push" dei messaggi avverrà invece esclusivamente sul dispositivo che risulta in attività, mentre la cancellazione dei messaggi si propagherà su tutti quelli registrati a nome dell'utente. Oltre alla versione computer, è in corso un aggiornamento di Viber per mobile. La versione 3.0 apporta diversi cambiamenti e porta in dote un algoritmo di riproduzione vocale migliorato. Nella versione Android è stato risolto un baco di sicurezza che rendeva il sistema vulnerabile ad attacchi hacker.

http://www.tgcom24.mediaset.it/Il 90% degli italiani dice no al carbone


Il 90% degli italiani dice no al carbone

Un plebiscito anti inquinamento e a favore delle rinnovabili

Il 90% degli italiani è contrario all'uso del carbone per produrre elettricità e vorrebbe un maggiore impiego di energia solare, anche con nuovi incentivi. Sempre 9 su 10 abitanti del Belpaese vorrebbero la chiusura entro il 2020 delle centrali più inquinanti, a carbone e a olio combustibile, pensando “un'Italia al 100% a energia verde”. Questi alcuni dati emersi dal nono rapporto "Gli italiani e il solare" realizzato da Ipr marketing e dall'Osservatorio sul solare della Fondazione UniVerde, con il sostegno di Yingli green energy Italia e di Sorgenia.
Meno burocrazia - In base ai risultati, per l'88% degli intervistati, sarebbe auspicabile l'introduzione di una carbon tax sulle attività che producono emissioni di Co2. Gli incentivi alle rinnovabili vanno ancora bene per l'85% degli intervistati ma è in forte aumento la percentuale di chi accetterebbe la sostituzione degli incentivi economici con quelli normativi, ovvero con semplificazioni burocratiche e libertà di auto-produrre e vendere energia in rete. In particolare, per 9 italiani su 10, andrebbe bene l'installazione di un impianto fotovoltaico sul proprio condominio utilizzando un incentivo pubblico.

Smart grid sconosciute - Le smart grid, ossia le reti intelligenti, restano ancora sconosciute alla maggioranza: il 77% degli intervistati non ne ha ancora mai sentito parlare (solo il 7% ne conosce il significato). Una volta appreso il significato, l'88% degli intervistati la valutano positivamente anche se rimangono dubbi sulla fattibilità in Italia.

Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro dell'Ambiente, osserva: "Gli italiani pensano in modo decisamente più verde rispetto alla loro classe dirigente. Emerge una grande determinazione verso una svolta energetica. Adesso più che mai, in un Parlamento caratterizzato da una forte presenza favorevole alla green economy, occorre promuovere questa svolta".

http://it.reuters.com/Mediaset, Lupi: su Berlusconi sentenza ingiusta, ma governo non traballa


Mediaset, Lupi: su Berlusconi sentenza ingiusta, ma governo non traballa

giovedì 9 maggio 2013 12:09
 
ROMA (Reuters) - Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi, esponente del Pdl, non ritiene che la sentenza d'appello che ieri ha confermato la condanna al leader del centrodestra Silvio Berlusconi a quattro anni di carcere (di cui tre condonati) e a 5 di interdizione dai pubblici uffici metta in pericolo la vita del governo Letta.
Il Pdl ha intanto confermato la manifestazione elettorale di sabato prossimo a Brescia, manifestazione alla quale è stata confermata la presenza di Berlusconi e che assumerà i contenuti di una adunata contro la "giustizia politicizzata", come dice anche l'esponente del Pdl Gregorio Fontana in una nota: "Ci mobiliteremo contro questo ennesimo atto di ostilità politica rivestito di formule giuridiche e contro ogni altro tentativo di espellere dalla scena pubblica uno statista come Silvio Berlusconi e ad azzerare un grande partito popolare e democratico come il Pdl".
"Non sarà una sentenza ingiusta che farà traballare il governo", ha detto Lupi nel corso di un'intervista questa mattina nella trasmissione "La telefonata" di Canale 5.
"Eventualmente sarà la incapacità mia, essendo parte di questo governo, e del governo di non realizzare il programma per cui siamo nati", ha aggiunto Lupi.
Ieri la corte di appello di Milano ha confermato la sentenza di condanna di primo grado di Berlusconi - per frode fiscale - nel processo sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv e cinematografici da parte di Mediaset.
Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

http://www.ilmessaggero.it/Genova, nave contro il porto: 7 morti, vivo un disperso. Indagato il comandante

Genova, nave contro il porto: 7 morti, vivo un disperso. Indagato il comandante

Indagaticomandante e pilota. Recuperato vivo uno dei dispersi. Ne restano due. Quattro feriti. Sigilli alla Jolly Nero, dai colloqui radio ipotesi avaria. Letta: tragedia immane, solidarietà alle famiglie

Genova, nave contro il porto: 7 morti, vivo un disperso. Indagato il comandante

Indagaticomandante e pilota. Recuperato vivo uno dei dispersi. Ne restano due. Quattro feriti. Sigilli alla Jolly Nero, dai colloqui radio ipotesi avaria. Letta: tragedia immane, solidarietà alle famiglie


ROMA - È di sette morti, due dispersi e quattro feriti il bilancio provvisorio dell'incidente avvenuto martedì sera nel porto di Genova, dove una nave cargo, la Jolly Nero, poco dopo le 23.30 ha urtato e abbattuto la torre piloti del molo Giano, una struttura in cemento alta oltre 50 metri, forse a causa di un guasto ai motori. Il comandante della portacontainer, Roberto Paoloni, 63 anni, di Genova, è indagato dalla Procura di Genova con l'ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo. Indagato anche il pilota del porto di Genova che si trovava a bordo della Jolly Nero per la manovra. Lo ha dichiarato il procuratore di Genova Michele di Lecce che non esclude altri nomi nell'iscrizione nel registro degli indagati. Recuperato vivo tra le macerie Maurizio Potenza, uno dei piloti del porto, che si trovava nella costruzione. Al Molo Giano intanto si continua a lavorare per trovare i dispersi e liberare la banchina dalle macerie. A Genova è arrivato Enrico Letta.

Le 7 vittime accertate sono: Daniele Fratantonio, 30 anni, di Rapallo; Davide Morella, 33 anni, di Biella (e non di Bisceglie come detto in precedenza); Marco De Candussio, 40 anni, di Lavagna, originario di Barga (Lucca); Giuseppe Tusa, 25 anni, di Milazzo, tutti e quattro militari della Guardia Costiera; il pilota Michele Robazza, 31 anni, di Livorno; l'operatore radio dei rimorchiatori Sergio Basso, 50 anni, di Genova; l'operatore radio dei piloti Maurizio Potenza, 50 anni, di Genova. I due dispersi: mancano all'appello il sergente Gianni Jacoviello, 33 anni, della Spezia, e il maresciallo Francesco Cetrola, 38 anni, di Santa Marina in provincia di Salerno e non di Matera come scritto in un primo momento. I 4 feriti: i due ricoverati all'ospedale Galliera sono Enea Pecchi, 40 anni, di Pavia, in prognosi riservata; e Raffaele Chiarlone, 36 anni, di Cuneo. I due ricoverati al Villa Scassi di Sampierdarena sono Gabriele Russo, 32 anni, di Messina; e Giorgio Meo, 35 anni, di Taranto, ritrovato sotto le macerie della torre.

È stata colta da un malore, quando ha saputo della morte del marito, la moglie di Michele Robazza. Sul posto è dovuta intervenire un'ambulanza del 118, che l'ha trasportata all'ospedale di Livorno. Robazza lascia anche due figli di 7 e 8 anni. La notizia della morte del pilota livornese ha scosso profondamente la città toscana.

La nave è stata sequestrata e sono state aperte due inchieste: una dalla procura di Genova e un'altra dalla Guardia costiera. Il comandante, indagato, è stato ascoltato dal pm, Walter Cotugno, a bordo della nave posta sotto sequestro.Secondo alcune testimonianze il cargo avrebbe avuto un'avaria ai motori, per cui era diventata ingovernabile. È una ipotesi su cui sta indagando la procura. «Ma al momento non siamo in grado di dare una versione ufficiale sull'accaduto», dice il procuratore Michele Di Lecce. Al timone c'era uno dei piloti del porto.

Notte di ricerche ininterrotte. Al Molo Giano si continua a lavorare per cercare di liberare la banchina da ciò che resta della Torre di controllo del Porto. Le operazioni di ricerca dei dispersi proseguono.

Sommozzatori dei vigili del fuoco hanno scandagliato il fondo del porto per tutta la notte, mentre decine di uomini del soccorso lavorano per rimuovere le macerie della torre e delle due palazzine della Capitaneria crollate dopo l'urto. Si opera anche con l'ausilio di un pontone, in condizioni difficili.

I feriti. Dei quattro feriti accertati, due sono stati ricoverati all'ospedale Galliera di Genova: uno è in prognosi riservata e l'altro in via di miglioramento. Gli altri due sono in condizioni meno gravi. I quattro si sono salvati perché sarebbero riusciti a gettarsi in mare prima del crollo della torre.

La ricostruzione dei fatti. Erano da poco passate le 23.30 quando la Jolly Nero della linea Messina, stava lasciando lo scalo diretta a Napoli. La poppa della nave ha completamente sbagliato manovra ed è di fatto entrata dentro la Palazzina piloti, dove operano e vivono i piloti della Capitaneria di Porto di Genova. È sempre più consistente l'ipotesi che a causare l'incidente al porto di Genova sia stata una avaria della Jolly Nero. Si apprende da fonti investigative. Il comandante del rimorchiatore Spagna grida al pilota via radio: «Non c'è più acqua, che fate?». Il pilota risponde: «Non ho la macchina» frase per dire che non entrava la marcia avanti. Secondo quanto emerge dal racconto dei testimoni la rotazione della nave era in atto nel bacino di evoluzione, ma non è stato fermato il «moto indietro». Quando la nave è arrivata a circa 100 metri dalla torre, dal rimorchiatore di poppa, Spagna, è partito l'allarme. Il cargo, in quella fase, secondo quanto emerso, era pesante 45 mila tonnellate e procedeva a 3,5 nodi di velocità rispettando le regole di manovra. I rimorchiatori - lo Spagna traina 72 tonnellate, il Genoa, che era a prua, 60 - hanno il compito di far ruotare la nave, ma non sono in grado di fermarla in pochi metri in caso di avaria. Mentre la Jolly Nero procedeva contro la torre dei piloti senza essere in grado di mettere la marcia avanti, raccontano i testimoni, il rimorchiatore Spagna ha tentato disperatamente di aumentare la rotazione per modificare la rotta del cargo ed evitare l'impatto. Dopo avere gridato ripetutamente «non avete più acqua» al pilota della nave, il comandante del rimorchiatore ha dato ordine al suo pilota di defilarsi per evitare di rimanere schiacciato tra la Jolly Nero e la torre dei piloti. Il cavo di traino dello Spagna, che è stato messo sotto sequestro, si è spezzato nella fase finale della manovra dicono i testimoni ma non è chiaro se prima o durante l'impatto. Se il rimorchiatore opera con una trazione e un angolo congruo non si può spezzare per nessuna ragione viene fatto notare dagli addetti ai lavori. L'ipotesi è che si sia spezzato durante l'urto o qualche istante prima, quando l'angolo di trazione del cavo si è acuito di colpo per la manovra del rimorchiatore. In quel caso può avere sfregato in modo improprio contro la superficie della Jolly Nero, dicono gli addetti ai lavori, ed essersi spezzato come se fosse stato tagliato con un coltello.

Letta. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, si è recato all'ospedale Galliera a Genova per salutare i due ricoverati rimasti feriti nell'incidente. Dopo aver salutato anche gli altri due del Villa Scassi, Letta è andato al porto per un sopralluogo con il sindaco di Genova, Marco Doria, e il presidente della Regione
Liguria, Claudio Burlando. «Una tragedia immane»: con queste parole il presidente del Consiglio, ha salutato in porto a Genova il presidente dell'Autorità portuale, Luigi merlo, e il comandante della capitaneria di porto, Felicio Angrisano. «Sono qui per esprimere solidarietà alle famiglie dei feriti e a tutte le famiglie».

L'armatore della nave, Stefano Messina, sconvolto: «Siamo senza parole, e disperati», ha detto Messina.

A Genova è arrivato il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi che ha incontrato i parenti delle vittime e nel pomeriggio riferirà alla Camera. «Sgomento» del premier Enrico Letta che esprime «vicinanza» alla città e alle vittime. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso dolore e solidarietà ai familiari. Il presidente del Consiglio questa mattina ha avuto un colloquio telefonico con il presidente dell'Autorità portuale di Genova, per fare il punto sulla situazione - riferisce un comunicato - e per informarsi dello svolgimento dei fatti. Si è poi svolta una riunione a Palazzo Chigi con il ministro per le Infrastrutture e i trasporti, al quale il presidente ha chiesto di recarsi immediatamente a Genova per seguire lo svolgimento delle operazioni. Il governo riferirà oggi alle 16 in Parlamento.

La relazione in Parlamento. «Non siamo ancora in grado di definire le cause» dell'incidente nel porto di Genova. Tra quelle ipotizzabili ci sono un'avaria al sistema di propulsione della nave, eventuali problemi ai cavi di trazione dei rimorchiatori, difetti di accosto o velocità della manovra. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi nel corso di un'informativa alla Camera. «Il comandante della nave è il responsabile della manovra, anche se questa era assistita da rimorchiatori», ha aggiunto Lupi. E ancora: «Il servizio di pilotaggio per mercantili come il Jolly Nero è obbligatorio, anche se per il codice della navigazione il pilota a bordo assume il ruolo e la responsabilità di consulente tecnico della manovra della quale è comunque responsabile in via esclusiva il comandante della nave. Questi - ha aggiunto - può tuttavia provare che l'incidente è stato causato da errate indicazioni rese dal pilota». Nell'incidente, ha proseguito il ministro, «risulta che due rimorchiatori operassero in ausilio alla manovra del Jolly Nero, ma si deve ancora accertare se i mezzi fossero solo disponibili sotto bordo o già collegati da cavi di rimorchio alla nave assistita».

I soccorritori. Di 'disastri' ne hanno visti molti, e abitualmente sono impegnati in recuperi difficili su strade e autostrade. Di ferite brutte ne hanno viste tante soprattutto quando devono tirar fuori corpi umani da lamiere di automobili accartocciate. Ma i due militi della Croce Azzurra di Genova Davide Boccaccio e Donato Altamura, tra i primi la notte scorsa a presentarsi al Molo Giano, una scena così non l'avevano mai vista. «Era come stare dentro ad una apocalisse di macerie e acqua salata e sporca - hanno detto i due soccorritori - Siamo arrivati sul posto quasi subito, e ci siamo trovati dentro a una situazione che non avevamo mai visto prima: c'erano corpi sotto le macerie. Dovevamo fare in fretta, ma la situazione era davvero difficile». Non solo per l'ora notturna, ma anche perchè l'acqua del mare con il crollo della torre è diventata di colpo torbida, rendendo difficilissimo il lavoro dei sommozzatori dei vigili del fuoco immediatamente accorsi sul posto. «Abbiamo cercato di gestire una situazione di vera emergenza. Il nostro compito era quello di cercare di raggiungere le persone rimaste incastrate sotto la struttura che si è accartocciata. Bisognava procedere in fretta, ma nello stesso tempo con cautela, per non ferire ulteriormente eventuali sopravvissuti». In tutto là sotto di feriti ce n'erano ancora quattro, tutti militari della capitaneria di Porto di Genova. «Lo scenario era quello di un terremoto. Era crollata non solo la torre ma anche l'adiacente palazzina». I soccorritori si sono aperti un varco tra le macerie ancora fumanti usando le mani nude, per evitare ulteriori crolli che avrebbero potuto essere fatali. È stato fatto intervenire un pontone, ma subito si è capito che usando le macchine si sarebbero messi a rischio eventuali sopravvissuti. «Così abbiamo continuato a mano, è stato faticosissimo. Per fortuna siamo riusciti a tirarne fuori quattro ancora vivi». «Le condizioni dei feriti sono apparse subito gravi - ha detto il medico del 118 Andrea Furganti, intervenuto al Molo Giano - Abbiamo cercato di stabilizzarli. Uno era in crisi ipotermica, era rimasto a lungo in acqua. Altri avevano apparenti fratture. Li abbiamo messi in sicurezza e fatti trasportare in ospedale».

Lutto cittadino a Genova. Lo ha proclamato per giovedì il sindaco Marco Doria per il «gravissimo incidente avvenuto nel porto, che colpisce l'intera città». «Mentre sono in corso le operazioni di ricerca dei dispersi - ha comunicato il Comune - il sindaco Marco Doria esprime il cordoglio dei genovesi ai familiari di coloro che hanno perso la vita nello svolgimento del proprio lavoro».

mercoledì 8 maggio 2013

http://www.ilmessaggero.it/Sisma L'Aquila: Cialente al prefetto «Il governo mi rimuova»

Sisma L'Aquila: Cialente al prefetto
«Il governo mi rimuova»

La replica del sindaco dopo decreto
continua la protesta per il ritardo dei fondi



L'Aquila «Credo di essere il primo sindaco non mafioso rimosso in Italia - ha spiegato Cialente - il governo non ha capito che rimuovendo me non solo non placa la rabbia degli aquilani ma continua sempre più a provocarla.
Mi chiedo dove vogliano andare a finire: forse vogliono mandare l'esercito magari agli ordini del prefetto?», così il sindaco dell'Aquila che ha comunicato ufficialmente il suo no al prefetto dopo l'imposizione governativa sulla ricollocazione della fascia tricolore e delle bandiere in comune. «Ricevo in questo momento dal Prefetto della Provincia dell'Aquila, un decreto che mi diffida formalmente a porre termine con immediatezza alla mia azione di protesta», scrive nella sua lettera Cialente. «Nel decreto, il Prefetto afferma che 'L'eventuale persistenza della condotta posta in esserè sarà oggetto di valutazione per la mia rimozione da Sindacò. Con questa lettera - continua il sindaco dell'Aquila - ufficialmente comunico di respingere la diffida ed il decreto per cui mi aspetto che il Governo Italiano, che certamente era a conoscenza di questo decreto di diffida e probabilmente ispirandolo, si assuma la responsabilità di rimuovermi da sindaco, oggi stesso o domani al massimo. Come si fa per i sindaci mafiosi». Cialente racconta che il suo gesto di aver riconsegnato fascia tricolore e tolto le bandiere per la mancata assegnazione dei fondi per la ricostruzione del sisma del 6 aprile 2009, ha creato «potenziali turbative all'ordine ed alla sicurezza pubblicà, e che avrei turbato i sentimenti delle giovani generazioni rimuovendo le bandiere dalle scuole». Sono allibito. Come denuncio da mesi, inascoltato, la situazione dell'ordine pubblico in questa città che è ormai una polveriera di rabbia, disperazione, scoramento, se ancora viene un minimo mantenuta lo si deve all'ingrato compito che in nome di uno spirito istituzionale che ad altri manca, il comune dell'Aquila si è assunto, esercitando una faticosa e dolorosa opera di cuscinetto fra l'abbandono dello Stato ed una comunità che a quattro anni dal sisma vede uno dei più grandi centri storici d'Italia, il suo centro storico, completamente abbandonato a se stesso e le case della periferia distrutta». «Da uomo delle Istituzioni quale so di essere, ricordo a tutti che la bandiera, simbolo della Patria, non si onora in modo formale, ma rispettandola anzitutto con azioni di responsabilità e dovere istituzionale, a cominciare dallo Stato e dai Governi che, invece, non hanno assolto il loro compito nei confronti della più grande tragedia naturale degli ultimi cento anni». «Mi aspettavo una lettera di scuse - conclude Cialente - Mi si caccia! Sono orgoglioso di essere cacciato. I cittadini capiranno le mie ragioni, le hanno già capite».

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Incidente Genova: colloqui radio rivelano avaria

Rimorchiatore: 'ma che fate?', pilota grida:'non ho la macchina

08 maggio, 23:06
Incidente Genova: colloqui radio rivelano avariaIncidente Genova: colloqui radio rivelano avaria
  (di Paolo Mori e Luisella Rossi) (ANSA) - GENOVA, 8 MAG - Una manovra "non abituale, ma neppure troppo inusuale", dice il procuratore capo di Genova Michele Di Lecce, per commentare il percorso della Jolly Nero per uscire dal porto. E proprio perché non inusuale, quella manovra sul finire è apparsa strana a chi aiuta a farla da anni. Il comandante del rimorchiatore di poppa, lo Spagna, ha visto che qualcosa non stava andando come sempre e alla radio ha urlato al pilota del cargo: "Non c'é più acqua, che fate?". Il pilota ha gridato disperato: "Non ho più la macchina", frase che sta a indicare che non riusciva a mettere la nave con i motori avanti, come doveva avvenire a quella fase della manovra. Questo emerge dai colloqui radio e dalle testimonianze dei protagonisti e indirizza l'indagine in modo deciso verso l'ipotesi che possa essere stata una avaria a causare la tragedia: 7 morti, due dispersi e quattro feriti.
Eccola la manovra, così come la descrivono gli inquirenti: la nave ha fatto retromarcia con la poppa per poi uscire dal porto di prua ma in questa posizione non si è mai messa e con la parte sinistra della poppa ha urtato contro la base della torre, interamente crollata.
Il procuratore Di Lecce, che parla dell'indagine affidata al suo sostituto Walter Cotugno, rimane però cauto. "Dobbiamo verificare se la manovra è avvenuta in modo corretto o se qualcosa non ha funzionato", ma già in mattina era stata la stessa procura a far trapelare che l'ipotesi dell'avaria era consistente. Parla Di Lecce, e rivela che un cavo di un rimorchiatore si è rotto, ma aggiunge "forse dopo l'incidente".
E pare che sia andata proprio così: il mezzo avrebbe provato fino all'ultimo di velocizzare la rotazione del cargo per evitare l'impatto con la torre e il cavo si sarebbe rotto a fine manovra. E' stato sequestrato, come la 'scatola nera' della nave, il vdr, che registra tutto ciò che avviene a bordo.
Ci sarebbe stata anche un'altra manovra disperata: il comandante della Jolly Nero avrebbe gettato le ancore per provare a frenare la nave che stava impattando contro la torre di controllo.
Intanto sono due gli indagati. Si tratta del comandante del cargo della compagnia Messina, Roberto Paoloni, romano, 63 anni, e il pilota del porto che si trovava sulla Jolly Nero, Antonio Anfossi, cinquantenne, genovese: entrambi ritenuti "molto esperti". Sono accusati di omicidio colposo plurimo. Il comandante si è avvalso della facoltà di non rispondere.
"Ma gli indagati - dice Di Lecce - potrebbero aumentare e stiamo valutando l'eventuale sussistenza del reato di attentato alla sicurezza dei trasporti previsto dal codice della navigazione". In questo momento". Il procuratore ha spiegato che comandante e pilota hanno ruoli diversi ma, il ministro Lupi, durante l'audizione alla Camera, ha specificato che "la responsabilità della manovrà è del comandante, il piota a bordo ha il ruolo di consulente". E il legale di Paoloni, Romano Raimondo, dice: "Chiederemo che siano esaminate le conversazioni con i rimorchiatori e con la torre". E l'indagine dovrà anche accertare se l'edificazione della torre in quel punto rispettava tutte le norme di sicurezza per la navigazione. (ANSA).